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Alimentazione del cane e gatto con patologie gastroenteriche: consigli e principi

Alimentazione del cane e gatto con patologie gastroenteriche: consigli e principi

Quando si parla di alimentazione nel cane e gatto con patologie gastroenteriche si entra in un vero e proprio mondo. Fra patologie Food-responsive, Food non-responsive, allergie alimentari, intolleranze alimentari, ARE, IBD o semplicemente cane o gatto che hanno diete errate, c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Se per una diarrea acuta da “Ho mangiato qualche schifezza in giro” non è per forza necessario ricorrere a cambi di dieta, quando gli episodi di diarrea si ripetono nel tempo, migliorano con la terapia sintomatica, ma poi si ripresentano puntuali, allora forse è meglio cominciare col veterinario un iter diagnostico.

Che deve essere seguito alla lettera perché, se presi dalla compassione, alterate di testa vostra la dieta fornita dal nutrizionista veterinario, allora non verrete mai a capo della situazione. Ecco dunque alcuni consigli e principi per quanto riguarda l’alimentazione e la dieta del paziente con problemi gastroenterici.

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Alimentazione cane e gatto con diarrea: principi

Il fatto è che in un cane o gatto con patologia gastroenterica, l’alimentazione è spesso coinvolta direttamente nell’eziologia del problema. E anche quando si è di fronte a un paziente Food non-responsive, l’alimentazione potrebbe comunque influenzare positivamente o negativamente i sintomi e la terapia. È fondamentale capire quale sia il tratto gastroenterico coinvolto (se sia una diarrea del piccolo o del grosso intestino), se sia un problema Food-responsive o Food non-responsive, se siamo di fronte a una diarrea o una stipsi e quali siano i fabbisogni. Questo perché di solito si sottostima il fabbisogno nutrizionale. Ecco alcuni principi base:

  • acqua: solitamente in caso di disturbi della motilità gastrointestinale, i fabbisogni idrici sono aumentati. In caso di diarrea, infatti, si ha perdita di liquidi tramite l’intestino. In caso di stipsi, invece, bisogna idratare il contenuto intestinale. Occhio però ai soggetti con diarrea osmotica da eccessiva assunzione di acqua
  • proteine: la quantità di proteine, inteso come fabbisogno di aminoacidi essenziali, in un cane o gatto con patologia gastroenterica dipende dal tratto colpito. Pensiamo a gastriti o enteriti: un eccessivo apporto di proteine causano una produzione aumentata di gastrina e secrezione acida. Tuttavia questo non vuol dire eliminare del tutto le proteine, visto che il cane e, soprattutto, il gatto, sono animali carnivori. Pensiamo anche alle enteropatie proteino-disperdenti: qui l’intestino perde proteine e aminoacidi essenziali, quindi vanno calcolati nei fabbisogni proteici. Limitazione ok, ma dando proteine di maggior valore biologico. Importante soprattutto la glutamina. Per le coliti, invece, non sembra essere un problema la quantità di proteine ingerite, tranne quando si ha flatulenza. In questi casi dando proteine di miglior valore biologico e utilizzando proteine più digeribili, i sintomi potrebbero migliorare
  • lipidi: attenzione a non ridurre troppo i grassi. I grassi, avendo una maggior densità energetica, permettono di soddisfare i fabbisogni energetici usando quantità più ridotte di cibo. Inoltre riducendo troppo i grassi, si rischia di perdere di appetibilità, un problema quando il paziente, oltre ad avere diarrea, è anche inappetente. Tuttavia non bisogna neanche eccedere con i grassi, perché provocano ritardato svuotamento gastrico e alterazioni della motilità gastrointestinale. In caso di coliti croniche, con infiammazioni, potrebbe essere utile l’integrazione con acidi grassi omega 3 (quelli derivanti dal pesce hanno azione antinfiammatoria nei cani e gatti, mentre quelli derivati dai vegetali coprono solamente i fabbisogni, ma non esplicano azione antinfiammatoria di rilievo). Per i grassi attenzione nei soggetti con problemi pancreatici o epatici
  • vitamine e minerali: in caso di diarree prolungate o croniche, oltre alla perdita di liquidi si ha anche perdita di vitamine idrosolubili con le feci, soprattutto vitamine del gruppo B. Tiamina, cobalamina e folati sono quelle maggiormente coinvolte. Ma si perdono anche vitamine liposolubili, A, D, E e K, soprattutto in caso di steatorrea
  • fibra: bisogna distinguere fra fibra solubile e fibra insolubile. La prima fornisce con le fermentazioni le sostanze utili alla crescita dei batteri buoni intestinali, garantendo la preservazione e differenziazione del microbiota intestinale. La seconda aiuta la peristalsi e combatte la stipsi, ma a patto che l’animale beva a sufficienza. I tipi di fibra da introdurre andranno valutati a seconda che si voglia accelerare o rallentare il transito intestinale

Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto di JackieLou DL da Pixabay

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