Petsblog Novità Bilirubina, diretta e indiretta: che cos’è, come si forma e a cosa serve

Bilirubina, diretta e indiretta: che cos’è, come si forma e a cosa serve

Bilirubina, diretta e indiretta: che cos’è, come si forma e a cosa serve

Abbiamo già indirettamente parlato di bilirubina quando abbiamo discusso di ittero. Sappiamo ormai che in caso di ittero si ha un suo aumento nel sangue, ma che cos’è esattamente questa sostanza? Come si forma? E a cosa serve? Cerchiamo di dare una risposta a tutte queste domande, visto che non è infrequente vedere alterazioni della bilirubina ematica in cani e gatti.

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Bilirubina: che cos’è

La bilirubina è un pigmento di colore giallo-rossastro che deriva dal catabolismo dell’emoglobina. Contenuta nella bile, la maggior parte di essa deriva dal normale processo di distruzione dei globuli rossi vecchi. I globuli rossi hanno una vita della durata circa di 120 giorni: prima vengono degradati nella milza, poi sono uniti nella biliverdina e poi arrivano al fegato in modo da essere metabolizzati. Una minima parte di bilirubina, invece, deriva dal fegato o dal midollo osseo.

Come si forma?

I globuli rossi, a fine vita, sono più fragili. Quando sono distrutti, l’organismo deve recuperare le loro componenti base, soprattutto il ferro. Nella milza, le molecole di scarto che derivano da questa distruzione sono unite nella biliverdina, pigmento verdastro e poi convertite in bilirubina.

Questa, però, non è una molecola che si possa riutilizzare, per cui l’organismo deve eliminarla. Per fare ciò, deve diventare solubile, in modo da essere trasportata nel sangue fino al fegato. Questo trasporto nel sangue avviene grazie alle albumine.

Una volta arrivata nel fegato, qui è unita all’acido glucuronico in modo da trasformarla in una molecola solubile in acqua: si forma così la bilirubina diretta o coniugata. La bilirubina indiretta, invece, è quella che non è ancora stata trasformata dal fegato. Quella indiretta, non essendo idrosolubile, non può essere filtrata dai reni, quindi non la si ritrova nelle urine. Però è molto liposolubile e quindi può infarcire i tessuti una volta che è slegata dall’albumina.

Quando questi meccanismi si alterano, ecco che la bilirubina aumenta nel sangue, provocando l’ittero, una colorazione giallastra delle mucose e della cute.

Torniamo a quella diretta: è prodotta nel fegato e si raccoglie nella bile. Dalla cistifellea poi passa nell’intestino insieme alla bile: qui alcuni enzimi la separano dall’acido glucuronico. La bilirubina adesso può essere trasformata dalla flora microbica intestinale in urobilinogeno. Parte di questo urobilinogeno è riassorbita dall’intestino, ritorna nel fegato e di nuovo è ributtata nell’intestino tramite la bile. Una piccola parte, però, è eliminata nelle urine sotto forma di urobilina. Un’altra parte di urobilinogeno, invece, riesce ad arrivare nell’intestino crasso: qui subisce nuovamente una degradazione da parte della flora microbica locale e si trasforma in stercobilinogeno che è eliminato a sua volta con le feci. Se per qualsiasi motivo la flora microbica intestinale diminuisce, ecco che meno bilirubina sarà trasformata in urobilinogeno e il sangue finirà col contenere livelli più alti di bilirubina.

A cosa serve?

La bilirubina serve per eliminare dall’organismo gli scarti della degradazione dei globuli rossi. Per via del suo peculiare meccanismo di produzione, la sua misurazione nel sangue serve per:

  • controllare la funzionalità epatica (mentre le transaminasi servono per indicare il danno epatico)
  • valutare la presenza di malattie del fegato
  • valutare la presenza di anemia emolitica

In generale, l’aumento di quella indiretta indica una forma di anemia emolitica o una ridotta funzionalità del fegato. Un aumento di quellaa diretta, invece, può dipendere da cirrosi, stasi biliari, ostruzione delle vie biliari o anche malattie del pancreas.

Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto di David Mark da Pixabay

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