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Un cimitero di cani e gatti scoperto nell’Antico Egitto

Un cimitero di cani e gatti scoperto nell’Antico Egitto

È stata fatta un’interessante scoperta archeologica. Nel sito vicino alla mitica città di Berenice è stato riportato alla luce un cimitero per cani e gatti risalente all’Antico Egitto. Tutto inizia nel 2011: la zooarcheologa Marta Osypinska e i colleghi dell’Accademia Polacca delle Scienze trovarono quello che sembrava essere un antico cimitero di animali al di sotto di una discarica romana.

Così nel 2016, sulla rivista Antiquity, ecco che furono pubblicati i dati relativi al primo centinaio di scheletri esaminati. Solo che, all’epoca, non si era ancora sicuri che quello fosse veramente un cimitero per animali. Il dubbio era che potesse essere semplicemente una discarica di ossa animali.

Tuttavia, recentemente, sono stati scoperti i resti di 585 gatti, cani e scimmie. Lo studio, pubblicato solo lo scorso 25 gennaio sulla rivista World Archeology, ha dissipato ogni dubbio: quello era, effettivamente, un cimitero per animali.

Un cimitero per cani e gatti nell’Antico Egitto

I resti degli animali sono stati esaminati avvalendosi anche dell’ausilio di un veterinario. Si è così visto che gli animali erano stati deposti in fosse scavate per loro. Inoltre alcuni di essi erano ricoperti da tessuti o pezzetti di ceramica che facevano pensare a una sorta di sarcofago. Ad avvalorare la tesi che quelli fossero i resti di amati animali domestici sepolti come ultimo gesto di affetto, c’era anche il fatto che più del 90% di essi, oltre ad appartenere a gatti, avevano al collo collarini o collanine di conchiglie e vetro.

Dalle analisi è emerso che molti dei gatti qui sepolti erano morti o a seguito di fratture (verosimilmente provocate dai calci di cavalli) o per malattie infettive. Il 5% delle sepolture, poi, era relativo a cani. Questi risultavano essere vissuti fino a tarda età: alcuni non avevano più i denti, altri avevano problemi articolari e altri ancora presentavano ferite guarite.

Tutto ciò vuol dire che gli abitanti di Berenice si prendevano cura dei gatti e dei cani con cui convivevano. Il che spiega anche perché abbiano voluto seppellirli in maniera tanto accurata.

Tuttavia c’è qualcuno che la vede in modo più pragmatico. L’arcehologo Wim Van Neer sostiene che più che il rapporto affettivo, fosse quello di utilità ad interessare maggiormente gli antichi egizi. I gatti, infatti, erano di aiuto per dare la caccia ai topi (che in un porto come quello di Berenice erano assai numerosi). I can, invece, aiutavano a fare la guardia alle case e finivano i rifiuti.

E voi quale versione preferite?

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Via | Egittolizzando

Foto di Serghei Topor da Pixabay

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