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Diabete nel gatto: quanti tipi esistono?

Diabete nel gatto: quanti tipi esistono?

Il diabete mellito è forse l’endocrinopatia più frequente nel gatto. Obesità e età sono noti fattori di rischio. Il diabete mellito è una malattia in continuo aumento nei gatti e come sintomi ha iperglicemia, aumento della sete, aumento dell’urinazione e gatto che, a seconda della fase del diabete, può ingrassare o dimagrire.

Note complicanze del diabete sono poi la cataratta, la polineuropatia diabetica con gatto plantigrado e la chetoacidosi diabetica. Inoltre gatti con diabete tendono ad avere più frequentemente infezioni secondarie, soprattutto cistiti. Ma quanti tipi di diabete esistono nel gatto? Sono due i tipi di diabete nel gatto, il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2. Inoltre poi ci possono essere anche altri tipi di diabete mellito.

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Tipi di diabete nel gatto: il diabete mellito di tipo 1

Il diabete di tipo 1 è quello in cui si ha diminuita produzione di insulina da parte del pancreas. Diciamo che questo tipo di diabete è più comune nel cane che non nel gatto. Nei gatti, infatti, è più comune il diabete di tipo 2, quello insulino-resistente. Il diabete di tipo 1 può essere reversibile solamente se si tratta di forme da glucotossicità. Tuttavia anche esso diventa irreversibile quando si ha deposito di sostanza amiloide.

Per quanto riguarda la glucotossicità, è un fenomeno causato dall’iperglicemia persistente. Questa iperglicemia fa sì che ci sia una desensibilizzazione dei glucosensori beta-cellulari nei confronti del glucosio, con diminuita secrezione di insulina allo stimolo dell’iperglicemia. Tale fenomeno inizia 3-7 giorni dopo l’inizio dell’iperglicemia e la sua gravità dipende dalla durata e dall’entità dell’iperglicemia. Nelle fasi iniziali tale glucotossicità è reversibile. Ma se l’iperglicemia persiste per più di 2 settimane, ecco che diventa irreversibile (diabete di tipo 1). Anche l’aumento degli acidi grassi provoca una forma di lipotossicità, con diminuzione della secrezione di insulima.

Tipi di diabete nel gatto: il diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 è quello più frequentemente descritto nel gatto. Si parla di diabete insulino-resistente. In generale, l’obesità e l’insulino-resistenza provocate dal diabete di tipo 2 potrebbero essere reversibili. Questo a meno che non si abbia una formazione e una deposizione tale di sostanza amiloide tale da far evolvere il diabete di tipo 2 in una forma di diabete di tipo 1 con distruzione delle cellule pancreatiche, sostituite dalla sostanza amiloide. In questo caso ecco che anche un diabete di tipo 2 potrebbe essere irreversibile.

Il diabete di tipo 2 deriva da alterazioni delle cellule beta del pancreas: questo fa sì che ci sia un minor rilascio di insulina, tale da non consentire la normalizzazione della glicemia. Fra i fattori che portano ad avere una forma di insulino-resistenza ci sono:

  • genotipo
  • obesità
  • ridotta attività fisica
  • dieta
  • farmaci (progestinici e cortisonici, soprattutto quelli a lunga durata)

Molti gatti hanno una genetica diminuita sensibilità all’insulina: in questi gatti basta un aumento di peso eccessivo per scatenare un diabete. Inoltre i gatti diabetici sono molto meno sensibili all’azione dell’insulina rispetto ai gatti normali. A questo aggiungiamo anche la deposizione di sostanza amiloide. La sostanza amiloide è prodotta non solo in corso di infiammazioni croniche e gravi. La sua componente principale, l’amilina, viene secreta insieme all’insulina. In corso di iperglicemia, questa proteina viene prodotta in eccesso e finisce con il depositarsi nelle Isole di Langherans, provocando una perdita di cellule beta.

Altri tipi di diabete nel gatto

Nel gatto sono poi descritte altri tipi di diabete, molto più rari. Sono forme di diabete secondarie ad altre malattie che provocano distruzione del pancreas (pancreatite, adenocarcinoma pancreatico) o che provocano insulino-resistenza (acromegalia, Sindrome di Cushing o iperadrenocorticismo).

Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto di René Schindler da Pixabay

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