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Parassiti polmonari nel gatto: sintomi della presenza di Nematodi polmonari

Parassiti polmonari nel gatto: sintomi della presenza di Nematodi polmonari

Soprattutto quando si hanno gatti che vivono anche all’esterno, particolarmente cacciatori o quando si prende in casa un nuovo gatto o gattino vissuto all’esterno, sarebbe sempre bene far controllare dal veterinario anche la presenza di parassiti polmonari. I Nematodi polmonari del gatto sono molto più comuni di quanto non si pensi e basterebbe fare un semplice esame delle feci (test di Baermann) per scovarne la presenza. Lo studio dal titolo “Single and mixed feline lungworm infections: clinical, radiographic and therapeutic features of 26 cases (2013-2015)”, Crisi PE, Aste G, Traversa D, Di Cesare A, Febo E, Vignoli M, Santori D, Luciani A, Boari A. J Feline Med Surg. 2017 Oct; 19 (10): 1017-1029 ci spiega quali siano i sintomi a cui prestare attenzione.

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Parassiti polmonari nel gatto: sintomi a cui fare attenzione

Lo studio in questione è stato uno studio retrospettivo. In pratica sono state analizzate le cartelle cliniche dei gatti con una diagnosi di certezza di parassitosi polmonare da Nematodi, in modo da stabilire quali fossero i sintomi più frequenti e come si presentassero le radiografie polmonari e gli esami del sangue.

Le parassitosi polmonari nel gatto sono causate principalmente da:

  • Aelurostrongylus abstrusus
  • Troglostrongylus brevior
  • Capillaria aerophila

Spesso ci sono anche infestazioni multiple:

  • T. brevior + A. Abstrusus
  • T. brevior + C. Aerophila

I sintomi da parassitosi polmonari nel gatto a cui prestare più attenzione sono:

  • tosse
  • murmure vescicolare aumentato
  • dispnea (difficoltà a respirare)
  • ortopnea (respirazione a bocca aperta)
  • tachipnea (frequenza respiratoria aumentata)

Se vedete di questi sintomi nel gatto, portatelo subito dal veterinario con un campione di feci. Non è detto che il problema sia per forza una parassitosi polmonare, ma comunque un gatto che fa fatica a respirare va visto immediatamente. Il problema è che, talvolta, ci sono infestazioni subcliniche, senza sintomi subito manifesti. Per questo motivo è buona norma, quando si adotta un gattino, fare esami feci eventualmente ripetuti in caso di apparente negatività.

Per quanto riguarda gli esami del sangue, tipicamente gatti con parassitosi polmonari presentano anemia. Possibile anche la presenza di eosinofilia. Dal punto di vista radiografico, invece, si vedono spesso:

  • pattern interstiziale
  • pattern bronchiale
  • pattern alveolare
  • pattern vascolare

Ricordiamo che si tratta di malattie abbastanza gravi, la cui guarigione totale si ha anche a distanza di un paio di mesi. In alcuni casi di infestazioni massicce, diagnosi tardiva o altre problematiche contemporanee, il tasso di mortalità aumenta.

Parassiti polmonari nel gatto: cosa fare?

La cosa migliore da fare, quando si adotta un nuovo gatto, sia piccolo che adulto, è quello di fare un test di Baermann oltre al normale esame delle feci. In caso di sospetto e negatività del test, va ripetuto a distanza di qualche giorno. Inoltre nel caso di tossi ripetute che non passano con le normali terapie, è sempre bene ricontrollare l’eventuale presenza di Nematodi polmonari.

Questo perché una terapia messa in atto ai primi sintomi e con pochi parassiti polmonari ha una garanzia di guarigione migliore e un tasso di mortalità più basso.

Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Via | Journals.sagepub

Foto | Pixabay

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