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Trichinellosi cane: sintomi e terapia dell’infezione da Trichinella spiralis

Trichinellosi cane: sintomi e terapia dell’infezione da Trichinella spiralis

Quando il veterinario vi dice di non dare la carne cruda di maiale al cane (e al gatto a dire il vero), lo fa per via di una potenziale parassitosi: la Trichinellosi. Causata dal parassita Trichinella spiralis, si tratta di un piccolo nematode che può causare problemi a cani, gatti, volpi, orsi e uomo. Ci sono due sistemi per evitare che la carne di maiale possa trasmettere la Trichinellosi:

  • cottura totale dell’alimento
  • congelamento per più di 37 giorni a -15 gradi (quindi nei nostri freezer, se tarati sui -18, si può fare abbattimento, ma la carne deve rimanere lì congelata per più di un mese. Tuttavia non è detto che tale metodo sia sempre efficace, la cottura è l’unico metodo sicuro)

Salagione e stagionatura (tipici dei salumi), affumicatura e cottura nel forno a microonde non sono metodi sicuri per la prevenzione.

Ma vediamo cause, sintomi, diagnosi e terapia della Trichinellosi nel cane.

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Trichinellosi cane: cause e sintomi

La Trichinellosi nel cane è provocata dalla Trichinella spiralis. Si tratta di un nematode che fa parte dell’Ordine dei Trichurida. Il suo ciclo vitale è composto da due ospiti. I piccoli vermi adulti vivono e maturano nell’intestino dell’ospite, il maiale di solito, ma anche il cavallo potenzialmente. La femmina adulta produce larve vive: queste attraversano la parete intestinale, passano nel sangue e poi nel sistema linfatico. Successivamente si incistano nel muscolo striato. A questo punto arriva l’ospite definitivo: cani, gatti, uomo o carnivori in generale mangiano la carne cruda infetta di un maiale ed ecco che contraggono l’infezione. Le cisti, arrivate nello stomaco, vengono digerite e le larve si liberano nell’intestino dell’ospite in modo da iniziare un nuovo ciclo vitale. Le femmine ricominciano a rilasciare larve, le quali vanno ad incistarsi nuovamente nel muscolo. La trasmissione da uomo a uomo diretta non può avvenire.

I primi sintomi dell’infezione da Trichinellosi possono manifestarsi dalle 12 alle 48 ore successive all’infestione della carne infetta. Questi sintomi sono relativi alla migrazione intestinale dei vermi:

  • nausea
  • vomito
  • diarrea

Dai 5 ai 7 giorni successivi alla manifestazione dei primi sintomi, ecco che la patologia si aggrava:

  • febbre (le larve si incistano nel tessuto muscolare)
  • edema del muso
  • emorragie sotto la lingua
  • fotofobia

Dieci giorni dopo l’infezione si possono avere:

  • miosite con forte dolore muscolare
  • dispnea
  • bradicardia
  • ipotensione
  • problemi cardiaci (miocardite)
  • disturbi neurologici
  • insufficienza renale
  • arresto cardio-respiratorio

Trichinellosi cane: diagnosi e terapia

Non è semplice fare diagnosi di Trichinellosi nel cane. Di sicuro ci va una perfetta compliance da parte del proprietario: se avete dato da mangiare carne cruda di maiale, cinghiale o salumi al cane nelle settimane precedenti, ditelo al veterinario. Si procede poi tramite esami del sangue dove si vede eosinofilia marcata, leucocitosi, aumento degli enzimi muscolari. Tuttavia per la conferma bisogna trovare il parassita, tramite esami sierologici (non disponibili sempre) o tramite biopsia muscolare con esame istologico e rilevamento delle larve.

Purtroppo non esiste una cura specifica e efficace per la Trichinellosi, normalmente si attua un protocollo fatto di farmaci sintomatici, antidolorifici e cortisonici. Ma il tasso di mortalità è alto.

Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | Pixabay

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