
A tutti i padroni di cani è successo, almeno una volta, che il proprio cane si attacchi alla gamba. Se succede una volta ci facciamo una risata, se succede spesso la cosa risulta piuttosto imbarazzante. La cosa c’entra con la scarsa possibilità di alcuni cani di accoppiarsi ma non è questa la ragione principale. Attaccarsi alla gamba non è una prerogativa dei cani maschi adulti ma lo fanno anche i cani femmina e i cuccioli (e, a volte, anche i cani sterilizzati).
Questo può scaturire dalla necessità di sfogare un’energia accumulata durante una passeggiata, una sessione di gioco piuttosto movimentata o una competizione. Se succede vuol dire che il cane non ha ancora ben chiaro tra voi due chi è che comanda. Se succede non fatevi prendere dal panico ma staccatelo in maniera decisa (non violenta mi raccomando) accompagnando il gesto con un secco “no” e dandogli un’alternativa per scaricare la tensione puntando su un’attività che non lo ecciti ulteriormente. Lavorate anche sulla scala gerarchica tra voi due, se necessario, con l’aiuto di un educatore.
Via| Amici con la coda
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Di bipedi che sconfinano ed invadono il terreno di gioco durante una partita di calcio se ne vedono tanti: dai tifosi sfegatati a fanatici in cerca di visibilità. Ma un gatto in campo non si vede tutti i giorni. È successo il 6 febbraio scorso, durante la partita di Premiere League tra il Liverpool ed il Tottenham, allo stadio di Anfield.
Solitamente gli steward hanno un approccio più aggressivo con gli invasori di campo, in breve li sbattono fuori senza troppi complimenti, ma un gatto è un gatto e hanno scelto una linea più mordida, aspettando che si stancasse di avere gli occhi puntati addosso (si stancano mai i gatti di ricevere attenzioni?).
Il giro di gloria del gatto non è stato disturbato, tra il divertimento dei 44 mila spettatori presenti allo stadio di Anfield e del portiere Brad Friedel che se l’è visto sfrecciare davanti. Foto e riprese erano tutte per lui. Sarà che la partita non ha entusiasmato con il suo zero a zero, ma in campo c’erano pur sempre fior fior di campioni. Ma lui li ha smarcati tutti. D’altra parte, cosa volete: ad un gatto tutto è concesso.

Un mondo senza gatti. Inimmaginabile per noi gattofili. Li amiamo troppo per farne a meno. Affetto, compagnia, fusa e fascino sono le caratteristiche che più apprezziamo nei nostri gatti. Ma il gatto è anche e prima di tutto un predatore e rimane un cacciatore. Anche quando veste i panni di placido animale domestico, la cena a casa la porta lui.
Pensiamo che dipenda da noi per cibo, acqua ed un rifugio. In realtà, riesce a sopravvivere benissimo allo stato selvatico ed ha una sua funzione ecologica, a dir poco fondamentale per gli equilibri del Pianeta e per la nostra stessa sopravvivenza. Anche chi non ama i gatti e li ritiene animali noiosi ed inutili (esiste gente simile?), deve arrendersi all’evidenza: un mondo senza gatti sarebbe un inferno ed in alcuni Paesi ci sarebbero addirittura problemi di approvvigionamenti alimentari.
Alan Beck, docente di medicina veterinaria e direttore del Center for the Human-Animal Bond alla Purdue University, ha ipotizzato cosa accadrebbe in un mondo senza gatti. In India le conseguenza sarebbero gravissime, perché i gatti uccidono i roditori che contaminano ed intaccano le riserve di grano, dunque ci sarebbe meno cibo e le malattie infettive si diffonderebbero più rapidamente.
Continua a leggere: Un mondo senza gatti? Sarebbe un inferno!

Niente potrà mai restituirci il nostro cane ed è indescrivibile il dolore che proviamo quando la morte ci sottrae il nostro amico a quattro zampe. Per superare la perdita di un animale domestico è utile affrontare la tristezza ricordandolo con una visita al cimitero, anche virtuale, ne stanno sorgendo diversi in tutta Italia. Gli animali possono essere cremati e sistemati in urne funerarie e c’è chi stampa persino dei manifesti funebri per annunciare la scomparsa del cane.
La LifeGem sulla commemorazione degli animali domestici ci ha creato un vero e proprio business. Le ceneri del cane e del gatto estinti diventano diamanti e vengono conservate in pendenti, bracciali, anelli ed altri monili da indossare e portare sempre con sé. Che ne pensate? I gioielli con le ceneri possono servire a farci sentire più vicini a Fido e Micio che non ci sono più?
Via - Foto | LifeGem
Scicli, in provincia di Ragusa, è una città splendida. Se non ci siete mai stati, programmate un viaggio: resterete senza fiato per la bellezza che potrete ammirare. Al di là dell’indubbia bellezza, c’è un altro motivo per andare a Scicli: ricordare Italo, il cane mascotte, morto a gennaio dello scorso anno (le foto che accompagnano il post sono proprio di Italo).
Italo era un cane meticcio spuntato all’improvviso a Scicli: un po’ come Marte, il cane narrato da Mario Rigoni Stern ne Il libro degli animali, nessuno ne conosce le origini. Forse era rimasto solo a causa della morte del suo umano, forse abbandonato o – per riprendere le parole di Rigoni Stern – “questo posto l’ha scelto lui quando decise di vivere libero dopo aver gironzolato nella zona qualche tempo o lasciato una casa che non gli andava”.
Italo si trova bene a Scicli e stabilisce la sua base nei pressi di una pizzeria: almeno la pappa è assicurata. È un meticcio intelligente – come tutti i cani e i meticci in particolare – e pertanto non si cura dell’avviso del parroco sulla porta della chiesa che dice: “È vietato ai cani entrare”. Non sarà certo un pezzo di carta scritto da un uomo a impedire a un cagnolotto di recarsi a far visita al Creatore! Non solo religioso, ma anche molto educato: quando vede qualche turista, Italo gli si fa dappresso e li accompagna in giro per Scicli. E poi va a salutare i bambini che escono da scuola.
Continua a leggere: La storia di Italo, cane mascotte di Scicli, diventa un film
I reali inglesi sono noti per la loro passione per i cani, in primis la Regina Elisabetta che ama circondarsi degli amati Corgi. Ma, leggo su Daily Beast, che le razze canine di Buckingham Palace si fanno più numerose adesso, perché gli sposini - si fa per dire - William e Kate hanno dato il benvenuto a un cucciolo di cocker spaniel nero.
Dice che la cosa è diventata definitiva da poco, perché in un primo momento i ragazzi avevano preso il cucciolo “in prova” per vedere se la convivenza funzionava. Sarà stato per paura di problemi di spazio?
Ovvio che però da subito è stato grande amore e il cockerino è entrato a pieno titolo nella famiglia reale inglese. Adesso come da copione, tutti sono scatenati sul toto nomi; di certo sappiamo solo che il cane precedente di William era un labrador che si chiamava Widgeon, che tradotto può essere anatra o elicottero.
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Tempo fa vi avevamo parlato dei Reader Dog, un progetto sperimentale partito negli USA per aiutare i bambini con difficoltà di apprendimento a leggere meglio. Questo programma ha avuto così tanto successo da arrivare in europa con esempi sempre più numerosi in Inghilterra, Slovenia e Spagna e ora persino nel nostro Paese. In provincia di Bergamo, in un paese chiamato Alzano Lombardo, la biblioteca comunale ha organizzato un incontro chiamato: Un pomeriggio da Cani. Questo progetto, per ora, è in fase sperimentale ma le richieste sono state così numerose da far partire una seconda edizione.
A differenza del progetto statunitense, dedicato prevalentemente al miglioramento della lettura e dell’apprendimento, il progetto italiano ha il suo punto crdine sul piano psicologico. Il meccanismo è lo stesso: leggere un libro davanti ad un cane. Il fine, però, è quello di combattere la timidezza. Avere due occhi che ti guardano è un bello ostacolo da superare se si è timidi ma sapere che quegli occhi sono quelli di un amico fidato può aiutare i bambini a superare questo primo scoglio. I bambini, nel progetto italiano, saranno completamente responsabili dei cani e non avranno nessun aiuto da parte degli adulti. Un bel progetto per aiutare i bimbi un po’ più chiusi ad aprirsi verso il mondo esterno e ad amare sin da piccoli gli animali.
Via| Eco di Bergamo
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Luciano Erba (1922-2010) è stato un poeta che trasformava la quotidianità della vita in poesia, utilizzando uno stile semplice e leggibile ma, al contempo, raffinato e sottile. Nella raccolta Poesie. 1951-2001, a cura di Stefano Prandi pubblicata da Mondadori nel 2002 troviamo la poesia Un gatto intellettuale in cui, in pochi versi, vengono presentati diversi aspetti della vita dei mici: curiosità, miagolii, lunghe dormite e quell’aspetto da filosofi distaccati che spesso li accompagna.
Esplora tutte le scatole
perlustra tutti i cassetti
curiosare per decifrare
questo è il gatto ermeneutico.
Il suo pensiero forte è miagolare
di notte tra i parafulmini sul tetto
il suo pensiero debole ma sapienziale
ronfare davanti al caminetto.
Foto | Flickr

In un parco australiano neozelandese vicino Auckland, SheepWorld, le pecore sono state tinte di rosa per sensibilizzare i visitatori alla campagna contro il cancro al seno. L’effetto, a vedere brucare queste pecore colorate sulle colline, è davvero singolare.
Inizialmente si era previsto di far durare pochi giorni questo insolito look ma i visitatori hanno gradito e le pecore pare resteranno in versione Barbie. I dirigenti del parco si affrettano a specificare, però, che si tratta di tinture naturali di origine alimentare assolutamente non tossiche per le pecore e che è stato chiesto il parere del veterinario, rivelatosi positivo, prima di colorarle. Le pecore non distinguono quasi del tutto i colori, dunque, spiegano dal parco, non se ne accorgeranno neanche. Speriamo…
Via | Daily Mail

Per la serie: cinque minuti da paura. Un padrone e il suo Bulldog si incamminano tranquillamente verso l’ascensore; il padrone entra ma il cane sembra non gradire l’ambiente ristretto e resta fuori. Cosa succede quando le porte si chiudono? Guardate la sequenza in questo video che sembra dell’orrore ma che alla fine ha un happy ending.
L’ascensore sale e purtroppo con esso anche il guinzaglio a cui il Bulldog è legato, il povero cane viene sollevato da terra e trascinato verso il soffitto, ma per una fortunata coincidenza il guinzaglio si rompe e lo libera, salvandogli la vita.
Il padrone, che comunque ha rischiato anche lui di ferirsi gravemente, nel frattempo è disperato ma avrà una bella sorpresa e di sicuro avrà imparato anche una lezione importante: mai lasciare il cane che si tiene al guinzaglio, fuori da una porta o da un ascensore, neanche per pochi attimi. Sarebbe interessante a questo punto, sapere che tipo di guinzaglio indossava il cane.
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