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Levriero

Quali sono le razze italiane dei cani?

pubblicato da Roberto Russo in: Curiosità Levriero Maltese

Bracco italiano

Non per una sorta di sterile campanilismo, ma per ricordare che cani di razza esistono anche da noi in Italia (e non solo all’estero, come spesso siamo portati a credere), oggi, festa della Repubblica, mandiamo un pensiero felice a tutti i cani italiani. Questo è un elenco delle razze italiane dei cani, redatto dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI). Accanto al nome, figura la “specializzazione” del cagnolone.

  • Bolognese (cane da compagnia)
  • Bracco italiano (cane da caccia e da ferma) – in foto
  • Cane corso (cane da guardia, da difesa, da polizia, da pista)
  • Cirneco dell’Etna (caccia, in particolare al coniglio selvatico)
  • Lagotto romagnolo (cane da tartufo)
  • Maltese (cane da compagnia)
  • Mastino napoletano (cane da guardia e da custodia)
  • Pastore bergamasco (cane da pastore per la guida e la custodia del gregge)
  • Pastore maremmano-abruzzese (cane da pastore utilizzato soprattutto per la guardia del gregge e della proprietà)
  • Piccolo levriero italiano (cane da corsa)
  • Segugio dell’Appennino [Lepraiolo italiano] (cane da caccia)
  • Segugio italiano a pelo forte (cane da caccia, da seguita specializzato nella caccia alla lepre e al cinghiale)
  • Segugio italiano a pelo raso (cane da caccia, da seguita specializzato nella caccia alla lepre e al cinghiale)
  • Segugio maremmano (caccia al cinghiale)
  • Spinone italiano (cane da caccia, da ferma)
  • Volpino italiano (cane da guardia e da compagnia)

Se vivete con uno (o più) di questi cani e volete farceli conoscere, potete inviare la foto per la rubrica ClickPet (indicando nome, età, miglior pregio e peggior difetto). E buona festa della Repubblica! Bau!

Foto | Flickr

Cani famosi: Il piccolo aiutante di Babbo Natale

pubblicato da luca in: Varie Curiosità Levriero

Tra tutti i cani attori famosi ne abbiamo tralasciato uno. Un cane che dove “recita” non è certo un protagonista ma è comunque è un punto fermo del programma. E’ un levriero ed il suo nome è Piccolo aiutante di Babbo Natale. Lui è il cane di casa Simpson e ha tutto quanto si possa chiedere ad un cane sfortunato. E’ stato tirato in mezzo ad un giro di scommesse (correva in un cinodromo) ed è stato abbandonato dal suo padrone perché gli ha fatto perdere dei soldi ed diventato papà di ben 25 cuccioli che gli sono stati rubati dal Sig. Burns.

Non ha solo delle sfortune, però. Ha avuto anzitutto la fortuna di essere stato adottato dalla famiglia Simpson e di essere sopravvissuto a ben quattro gatti, tutti chiamati Palla di Neve. Non si sa come ma Piccolo aiutante è un po’ ottuso, mastica tutto quanto gli capita a tiro e non si lascia scappare le avventure sentimentali avendo avuto due compagne. C’è anche da dire che, nonostante tutto, ha un grande amico su cui contare, il suo padroncino Bart che, contrariamente al suo aspetto pestifero, con il suo cagnolino cambia totalmente riconoscendo in lui un vero amico. Voi avete in mente altri cani “famosi” ?

Le dieci razze canine più combina guai

pubblicato da Roberto Russo in: Comportamento Cani Curiosità Alano Bassotto Setter Chihuahua Levriero Bulldog Boxer Beagle

Le dieci razze canine più combina guai

Una compagnia inglese ha intervistato tremila proprietari di cani chiedendo loro informazioni sui danni provocati dagli amici pelosi in casa. Ne è scaturita una classifica semiseria dei cani più combina guai.

  • Alano: durante la sua vita provoca danni in casa per 826 euro; considerata la stazza, è anche poco!
  • Chihuahua: agli antipodi dell’Alano (per dimensioni) il Chihuahua, con la sua abitudine di rosicchiare porte e divani, provoca danni per 785 euro.
  • Mastino: sornione ma combina guai: i suoi danni raggiungono quota 722 euro.
  • Basset hound: simpatico e tontolone nel corso della sua vita arriva a procurare danni per 696 euro.
  • Levriero: non è certo un cane fatto per stare al chiudo, dal momento che ama correre. E quando gli prende la voglia di correre in casa potrebbe provocare danni per 640 euro.
  • Setter inglese: giocherellone, può diventare una macchina da guerra. Pare che adori distruggere le tende!
  • Bulldog: non ha un buon rapporto con gli spazi chiusi e anche lui fa la bella dose di guai.
  • Bassotto: piccolo ma pestifero. È capace di tenere a bada un branco intero di cani di taglia molto più grossa di lui. Poi è volitivo all’ennesima potenza: guai assicurati in casa se non si fanno subito patti chiari!
  • Boxer: adora distruggere il soggiorno e il bagno, dove può comodamente azzannare i tubi per far passare la noia.
  • Beagle: dall’aspetto docile e simpatico è un testone, il che lo trasforma in un disastro casalingo.

Altre curiosità sui cani combina guai le trovate in questo post.

Via | Quattro zampe in tribunale
Foto | LlimaSew Ripped*Ann Gordon

Statue raffiguranti cani: dai serissimi boxer al cane che fa pipì

pubblicato da M. Barbara in: Foto Curiosità Labrador Levriero

Statua di cane a Bruxelles

Se vi piacciono le statue e se vi piacciono i cani, questo è il post che fa per voi. Ho scoperto che le statue raffiguranti cani sono molto gettonate. Alcune di quelle che vi segnalo sono molto verosimili, come quelle che ritraggono i boxer e i cuccioli di labrador, altre molto ironiche, come il cane che fa pipì a Bruxelles in Belgio, altre un po’ sopra le righe come la bronzea Duke Dog. Sono sicura che in giro per il mondo, tra giardini e biblioteche di nobiluomini o di appassionati, ce ne sono molte altre. Se volete comprarne una potete rivolgervi a siti come DogWeb, Statue.com, Hexagon. Se invece ne avete trovate di divertenti o di veramente originali non esitate a farcelo sapere.

Statua di cane a Bruxelles Statue raffiguranti boxer Statue raffiguranti levrieri Statue raffiguranti cuccioli di labrador Duke Dog

I gatti di Maometto: storia di un rapporto privilegiato

pubblicato da Graziella in: Viaggi Curiosità Levriero

gatto-moscheaUna tradizione musulmana racconta che Maometto, pur di non svegliare l’adorata gatta che si era addormentata sulla sua veste, ne tagliò la manica prima di alzarsi, in modo da non disturbare il sonno della sua Muezza. In una delle raccolte canoniche più prestigiose dell’Islam, quella di Al Bukhari, si racconta che l’inferno e le torture eterne fossero stati la ricompensa per una donna che aveva rinchiuso il proprio gatto senza nutrirlo e senza dargli, quindi, la possibilità di procacciarsi da solo il cibo.

L’Islam ha sicuramente un rapporto privilegiato coi gatti, forse dovuto all’abitudine dello stesso Maometto di predicare o di ricevere i fedeli con la sua Muezza seduta in grembo. In generale, le crudeltà verso gli animali sono pesantemente sanzionate, e vengono considerate dei gravi peccati. È vero, d’altra parte, che i cani non sono visti di buon occhio, secondo la superficiale spiegazione che, rovistando tra i rifiuti, siano animali impuri. Ovviamente si tratta di considerazioni che non porterebbero mai una persona sana di mente a torturare un cane: anzi, le popolazioni nomadi hanno spesso uno strettissimo rapporto con levrieri come i Saluki, compagni di caccia nel deserto e autorizzati a dormire nella tenda del padrone, come un membro della famiglia.

In quasi tutte le città a maggioranza musulmana che ho visitato o nelle quali ho vissuto, c’è una quantità di gatti notevole: mi sono sempre sentita come una bambina in una pasticceria! I gatti sono parte integrante del paesaggio, e la gente li tratta come appartenenti di diritto alla popolazione residente. A volte sono troppo macilenti per i miei canoni occidentali, ma godono di indubbio rispetto. In nazioni che storicamente possono considerarsi “bibliofile” (mi riferisco, ad esempio, al fondamentale contributo dato dagli studiosi musulmani alla diffusione della filosofia classica), i gatti assicuravano la salvaguardia dei preziosi volumi dai topi che infestavano le biblioteche.

Il viaggiatore che si appresta a visitare Istanbul o il Cairo noterà, una volta sul posto, gattini che si aggirano persino nelle moschee, che riposano all’ombra degli antichi minareti o che, semplicemente, attendono con pazienza davanti a quei piccoli ristoranti col bancone sulla strada, che invece di hot dog sfornano deliziosi cibi profumati. Personalmente, conosco più di una persona che, trovandosi in una di queste città per lavoro, è poi tornata in Italia con un trasportino dal quale spuntava un musetto curioso: il musetto di un animaletto nato e cresciuto in una nazione che, come l’Egitto, sul gatto ha fondato parte della propria storia religiosa. Chissà questo gattino come si troverà qui, in un paese che sembra perdere sempre più il senso della sacralità del rapporto tra uomo e animale.

Foto | Flickr

Adotta un levriero con European Greyhound Network

pubblicato da M. Barbara in: Comportamento Cani Curiosità Levriero

LevrieroI levrieri, grayhound in inglese sono cani da corsa. Belli, agili e molto affettuosi hanno però spesso un percorso di vita difficile. Chi li compra per farli gareggiare, infatti, una volta che le prestazioni del cane non sono più soddisfacenti li abbandona o li lascia vivere in condizioni pietose. Per salvarli da questa sorte è nato lo European Greyhound Network, un’associazione no profit che recupera i cani in tutta Europa, li cura, li scheda e li propone per l’adozione.

Andando sul sito dell’associazione troverete ogni singolo esemplare schedato e in ogni scheda sono segnate non solo l’età e lo stato di salute del levriero che vi interessa, ma anche i suoi tratti caratteriali e quale si ritiene l’ambiente più idoneo per lui. I levrieri adottabili sono tutti giovani, molto bisognosi di stabilità e di affetto.

Tra le curiosità segnalate dal sito: la Barbie che porta a spasso i suoi levrieri; i cani usati come messaggeri durante la guerra; campagne pubblicitarie e manifesti in cui compaiono i levrieri e, la più curiosa fra le altre, il levriero nella Divina Commedia. Nel medioevo il suo nome era Veltro e Dante lo cita nel primo canto dell’Inferno.

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