A Riga, capitale della Lettonia, c’è la Casa del Gatto (in lettone: Kaķu nams), uno dei monumenti più visitati della città. L’edificio è stato costruito nel 1909 su disegno dell’architetto Friedrich Scheffel. La costruzione è così chiamata per via dei gatti che ci sono sulle cime delle torrette. I gatti sembrano avvinghiati per non cadere ma, a ben guardare, mostrano entrambi il posteriore. Nella stessa direzione.
Stando alla leggenda, infatti, l’edificio venne fatto costruire da un ricco commerciante che, dopo essersi visto rifiutare il permesso per entrare nella Camera del Commercio Maggiore – e così non potendo godere dei benefici – fece mettere sui pinnacoli di casa sua due gatti con la coda alzata (fanno pipì? Fanno cacca?) orientati verso la sede della Camera di Commercio Maggiore che si trovava proprio lì di fronte. Un’altra versione vuole che invece i micioni siano orientati verso la sede del comune (che si trovava nella stessa direzione della Camera di Commercio Maggiore), per via di un contenzioso con il proprietario della casa.
Questi gattoni dispettosi sono diventati una delle mete obbligatorie di ogni giro turistico della città di Riga e oggetto di mille foto da parte di turisti di tutto il mondo.
Cani in auto, se potessero fare quello che vogliono chissà che non si comporterebbero come in questo videomontaggio. Una riproduzione che mostra delle scene di cuccioli di ogni razza e dimensione che godono della libertà del vento, sporgendo la testa fuori dal finestrino.
E il vostro cane come si comporta in auto? Sulle nostre pagine trovate consigli utili per affrontare il viaggio con Fido, per far salire il cane in auto e qualche dritta per risparmiargli la nausea. Esiste anche una cintura di sicurezza per cani.

Da quando ho il cane non riesco a non pensare con una certa inquietudine al momento delle vacanze, è vero che ci sono un sacco di posti a prova di pet, ma ho sempre il timore che qualcuno non apprezzi molto la presenza canina, che comunque si sa: per stare veramente bene l’amico a quattro zampe deve potersi muovere e giocare liberamente. Immaginate la mia sorpresa quando, in un viaggio nel Meranese mi sono imbattuta in un vero hotel per cani.
All’inizio pensavo fosse un semplice hotel particolarmente tollerante, in realtà è molto di più. Si chiama Mair Am Ort e si trova in un paesino che si chiama Tirolo, con vista panoramica proprio davanti al famoso castello medievale; la proprietaria è un’appassionata di cani e lo dimostra forte e chiaro. Le camere sono grandi e dispongono di cuccetta e balcone, qui si servono cibo per cani e si noleggiano guinzagli e museruole, e poi per chi vuole c’è l’addestratore, per insegnare al cane - e al padrone - i comandi principali e a giocare nel modo giusto. Detto in soldoni, per imparare ad avere più fiducia uno dell’altro.
Un’idea dei prezzi, che direi, non sono alti: la camera doppia standard parte da 50 Euro a persona più 12 Euro per il cane, che durante la giornata può sfogarsi ben bene nel prato giochi a lui dedicato. Ecco, io non l’ho ancora provato, ma devo dire che questo è un indirizzo che di sicuro metterò da parte, anche perché il posto in cui si trova è già di per sé incantevole; per il momento comunque la cosa che mi attira di più è la “settimana di divertimento per cane e padrone”. Dal 22 al 28 ottobre 2012, nel pieno del foliage della montagna e delle sue vigne, ci sarà solo da sbizzarrirsi con le attività nasali e cerebrali, l’allenamento clicker, il corso di fotografia in movimento e il miglioramento all’ubbidienza. Per cani, si capisce.
In Marocco i gatti sono da tutte le parti, colonie di mici grandi e piccoli trottano lungo i vicoli dei centri storici che nelle città grandi prendono il nome di Medina; li chiamano quitta o mecha e sono incuranti dell’affollato via vai dei passanti, dei carretti trainati dagli asini, dei bimbi che si rincorrono tra le bancarelle di datteri, frutta secca e spezie.
E mentre i cani li vedi prevalentemente sciolti nei campi, a pascolare con le pecore e i montoni, o molto spesso vagare da soli, i mici sono sempre nelle vicinanze delle abitazioni, siano esse case tipiche o tende seminomadi.
Ecco una selezione dei gatti che Petsblog ha incrociato lungo i suoi vagabondaggi in questo bellissimo paese; che tu guardi in basso camminando, oppure all’insù, troverai sempre un solenne micio che occhieggia il panorama, e forse, tiene semplicemente tutto sotto controllo.
Ho notato che spesso le isole sono un luogo magico, per i gatti: questa mia impressione ha trovato la conferma in un breve soggiorno sull’isola di Cres, in Croazia. A prima vista, l’isola e i suoi villaggi di ex pescatori brulicano di cani: cani selezionatissimi dei facoltosi turisti che sbarcano dagli yacht e simpaticissimi meticci selezionati dalla natura e appartenenti agli ancora più simpatici campeggiatori provenienti soprattutto dal nord dell’Europa.
Passeggiando nei piccoli paesini, però, ci si rende conto che i residenti sono quasi tutti felini: gatti che aspettano sul molo i pochi pescatori rimasti, all’ombra delle panchine, gatti che sonnecchiano sui davanzali, a portata di mano della prima gattara in astinenza che passa. Questi gatti, dal pelo lucido e con un collare di fili di lana o, vezzosamente, di tulle, si sono rapidamente ambientati al flusso continuo di estranei che fotografa loro e i cortili nei quali si trovano. A me e ai miei gatti non piacerebbe essere fotografati da uno sconosciuto mentre facciamo i fatti nostri in casa nostra: verosimilmente scapperemmo dentro, chi sotto al letto e chi a telefonare ai carabinieri.
Una sera, passeggiando in uno di questi piccoli borghi, un gattino bianco minuscolo mi sfrecciò davanti ai piedi infilandosi in un sottoscala. Incuriosita, mi avvicinai, ma un branco di bambini minacciosi mi si avvicinò urlando cose incomprensibili. Da brava laureata in lingue, cercavo un ordine in quelle frasi, per scovare soggetto e oggetto o dei marcatori che mi svelassero il verbo. Il mio compagno, pieno di compassione per le mie debolezze, mi disse: “Non vogliono che ti avvicini, hanno paura che lo spaventi”.
Per tutta la serata continuai a urlare che ero già gattara quando i loro genitori andavano ancora a scuola, e che non serviva una combriccola di ragazzini sporchi di terra per insegnarmi come avvicinarsi a un gattino. Col passare dei giorni, però, mi resi conto che quei bambini erano stati gli unici, da quando eravamo sbarcati, a preoccuparsi realmente di preservare qualcosa e a rifiutare senza mezzi termini l’invadenza di una turista.
Foto | Flickr

Se proprio non potete portare Fido con voi in vacanza o se dovete assentarvi e avete bisogno di una pensione in cui lasciare il vostro amico peloso, è bene tenere presente alcune regole per poter far sì che il cane non si agiti e che voi possiate stare tranquilli, sapendolo in mani tranquille.
L’Assessorato al Benessere Animale del Comune di Genova, in collaborazione con l’Ufficio Diritti Animali del Comune, ha stilato un decalogo per la scelta della pensione giusta. Ecco le dieci regole, leggermente rivisitate:
Via | Ti presento il cane
Foto | Flickr

Una volta avevo pensato di fare le vacanze con il mio cane fuori dai confini italiani. Valutando le diverse opzioni mi sono accorto che, mio malgrado, dovevo lasciare fuori quella che avrei desiderato maggiormente: l’Inghilterra. Essendo un’isola hanno una legge che serve a tutelare gli animali locali da malattie non presenti sul territorio. E’ una cosa che, a prima vista, può sembrare stramba visto che, oramai, con la globalizzazione anche il Regno Unito è come se un’isola non lo fosse più (vedi il problema del morbo della mucca pazza che si è diffuso ovunque e non certo per aver portato un bovino nel continente europeo) ma, comunque, è una prassi che può evitare di incorrere in malattie alle quali il sistema immunitario dei pets inglesi non è abituato.
Sino ad ora, per chi volesse portare il proprio pet a visitare Trafalgar Square o Abbey Road o altri bellissimi posti, doveva fare i conti con una quarantena praticamente infinita. La sua durata era di ben sei mesi. In questi sei mesi il pet veniva controllato a vista e gli venivano fatti anche degli esami del sangue (con risultati spesso sindacabili) per evitare che manifestasse, ad esempio, la rabbia. Adesso non più. Il Regno Unito varerà una nuova regolamentazione così che, per portare il proprio pet sull’isola, sia sufficiente che siano trascorse tre settimane dalla vaccinazione antirabbica e che la provenienza sia dall’Europa, dall’Australia e dal Nord America. Beh? che aspettate? Portate il vostro pet a vedere il cambio della guardia!
Via| La provincia di Varese
Foto|Flickr
Sull’isola indonesiana di Sulawesi un fotografo naturalista si è visto “scippare” la macchina fotografica da un macaco nero, una piccola scimmia indigena con la cresta sulla testa.
Solo che il macaco non è fuggito lontano con la refurtiva, ma ha pensato bene di farsi un autoscatto, di cui vedete il risultato nella foto. Racconta il fotografo che il gruppo di scimmie, all’inizio un po’ spaventate dai bip della macchina e dai flash, ha preso poi a giocare con la macchina che faceva quei suoni.
E lo spettacolo è incominciato: le scimmiette saltavano tutto intorno e quella con la macchina fotorafica ha scattato centinaia di foto -la maggior parte delle quali fuori fuoco, ma non tutte come si vede- prima di restituire il maltolto.
Via | BoingBoing
Il 1° luglio 2011 è iniziato il progetto promosso da Amicopets con ANMVI Fido Park 2011: in 17 aree Autogrill saranno presenti in tutti i weekend estivi (ferragosto compreso) fino al 4 settembre 2011, 44 medici veterinari professionisti. Che nella fascia oraria (non a caso più calda) 12.30/14.30 accoglieranno gli amici animali in viaggio e i loro padroni, offrendo consigli su alimetazione e benessere.
Oltre a questo verranno impartite nozioni di base sul primissimo intervento medico e, nel caso di problemi, l’indirizzamento verso il centro veterinario più vicino, ad assisterli poi ci saranno anche i volontari dell’Enpa.
Un’occasione d’oro per imparare tutti i rischi dell’esposizione al sole e al calore, prevenire i rischi legati al viaggiare in auto e imparare bene le cose da non fare, come lasciare il cane da solo in macchina.

Tutti fanno grandi campagne pubblicitarie. Tutti si prodigano nel dire che da loro i cani sono ben accetti. Tutti sono entusiasti quando snocciolano i numeri degli hotel e degli appartamenti che accettano cani ma, vi chiedo, avete mai provato a prenotare un hotel o un appartamento dicendo che con voi c’è il vostro amico cane? Io si e vi assicuro che non è facile. Partiamo dal principio: Mare o montagna? scelta facile vista la mia passione per la spiaggia. Prima difficoltà: dopo una certa data i cani non possono più entrare in acqua e, spesso, nemmeno sull’arenile. Abbiamo trovato la spiaggia dove i cani possono accedere? bisogna vedere se il cane è libero di muoversi (ovviamente senza dare fastidio) o se, come spesso capita, sono reclusi sotto l’ombrellone.
Il cane è libero di muoversi? Ottimo, possiamo occuparci della scelta dell’alloggio: avete un cane piccolo , tipo chihuahua, yorkshire, jack russel eccetera? Siete i benvenuti quasi ovunque. Il cane è di taglia media? siete un po’ nei guai visto che molti hotel non accettano oltre una certa taglia (non parliamo poi della razza, se avete come me un terrier tanto vale lasciar stare). Niente hotel? optate per un appartamento? niente da fare: secondo un sondaggio di Gruppoimmobiliare.it solo il 9% degli annunci di case per le vacanze contempla la possibilità di portare un cane, a dispetto della sempre maggior richiesta di tale caratteristica nelle case vacanza. Voi come vi orientate?
Via| Il Sole 24ore
Foto|Flickr