
Se si è famosi non è una cattiva idea mettere la propria faccia e il proprio impegno a favore di giuste cause. L’attrice Gabriella Pession una delle attrici più apprezzate dal pubblico televisivo italiano e amante dei gatti come il suo collega d’oltreoceano James Franco, diventa testimonial dell’Enpa. D’altronde i pet sembrano in grado di rafforzare l’immagine positiva di molti vip presso il loro pubblico. Justin Bieber, ad esempio, ha fatto da testimonial alla Peta per una campagna sulle adozioni dei cuccioli. Speriamo che le nostre attrici non vengano colte dal presunto sacro furore animalista delle colleghe d’oltreoceano che le porta ad esibirsi semi nude in diverse campagne.
Foto | Gossipblog
Brutta avventura quella occorsa ad un American Staffordshire Terrier sull’asse stradale Pescara-Montesilvano. Jack, il nome di questo bel cucciolone, non si sa come ma è finito a vacare su questa strada molto trafficata gettando lo scompiglio sugli automobilisti. Il povero cane, evidentemente spaventato, vagava disorientato fino a che un uomo non ha chiamato le guardie zoofile che hanno suggerito di avvisare la polizia locale.
Non si sa quanto tempo sia passato dalla chiamata all’arrivo degli agenti fatto sta che un’altra donna ha avvistato una guardia zoofila dell’Enpa che conosce il cane e ha avvisato l’ASL locale per spiegare l’accaduto e informare sul microchip del cane. Giunta sul posto la guardia zoofila ha visto una lunga fila di auto ferma dietro alla volante della polizia che seguiva l’impaurito cucciolone. I proprietari di Jack sono stati rintracciati e hanno detto di non essersi accorti della fuga del loro cane che, evidentemente, ha spezzato il moschettone che lo teneva legato.
Via| Il Pescara
Al ritorno dalle vacanze avete, per caso, sentito qualche notizia riguardante la diminuzione del numero degli animali abbandonati? Beh, molto probabilmente era una notizia parzialmente inesatta. Questo è quanto viene fuori da un comunicato ENPA inviato al sito Targatocn.it.
Secondo quanto affermato da Marco Bravi, della Giusta Esecutiva Enpa, queste affermazioni sono comunicate con un po’ troppa leggerezza e possono risultare fuorvianti e dare un’ottica errata del problema.
I dati sono riferiti unicamente ai cani, specie molto controllata negli ultimi anni, e tralascia totalmente altri animali come, ad esempio, i gatti. Cacciati semplicemente fuori casa e adducendo scuse puerili, come delle casuali allergie apparse giusto con l’arrivo dell’estate, anche i felini hanno la loro bella dose di sfortuna nel rapporto con gli umani portando a far aumentare gli abbandoni dei gatti ad essere quintuplicati negli ultimi anni. Secondo questi nuovi dati il fenomeno non si è affatto ridotto quanto spostato sulle specie feline e su altri animali come rettili ed anfibi.
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Una delle cose peggiori che l’uomo può fare nei confronti di un cane è addestrarlo per farne un combattente. Un essere nato per darci amore viene ridotto, dalle organizzazioni criminali, ad una macchina e non ha la possibilità di vivere una vita felice. Questi cani vengono allevati nella violenza e nella fame, vengono drogati e aizzati in combattimenti all’ultimo sangue per il solo scopo di fare soldi. tutto ciò è un reato penale ma questo discorso non interezza a quegli esseri senza scrupoli che guadagnano sulla pelle di quelle creature. Migliaia di cani, ogni anno, muoiono così. L’ENPA ha istituito un “corpo” di riabilitazione per questi cani. Il personale che vi opera è altamente specializzato nel recupero fisico ma, soprattutto, in quello psicologico.
Un cane cresciuto in quelle condizioni vive un costante disequilibrio tra quello che è giusto e sbagliato fare e verso chi si può fidare dimostrandosi estremamente impaurito verso gli umani ed oltremodo aggressivo verso gli altri cani. Dopo un lungo ed intenso periodo di riabilitazione, in una località segreta per evitare il riappropriarsi dei vecchi propierari, questi cani possono essere messi in adozione nella speranza che qualcuno li sappia amare nonostante qualche cicatrice. Tutto questo, ovviamente, ha un costo e si può contribuire adottando un ex combattente a distanza. Costa venti euro al mese, una cifra sicuramente non alla portata di tutti ma senza dubbio importantissima per ridare a questi cani una nuova vita.
Purtroppo il dramma dell’abbandono non coinvolge solo cani e gatti ma anche rettili. C’è chi ama tenere come animale domestico un serpente magari ignorando che potrebbe crescere oltre le misure accettabili. Probabilmente è quanto successo ad un boa constrictor ritrovato lunedi pomeriggio in provincia di Milano. E’ il terzo serpente recuperato dalle forze dell’ordine nel giro di tre settimane. Il boa, lungo quasi due metri, è stato ritrovato su un marciapiede. Era in buone condizioni e, fortunatamente per gli agenti, anche di buon umore tanto che si è fatto prendere senza problemi dagli uomini del corpo forestale.
Il rettile era probabilmente scappato da qualche appartamento o, più facilmente, era stato abbandonato da qualche scellerato in qualche giardino con l’idea che un predatore che può facilmente superare i tre metri, potesse vivere senza problemi in un ambiente cittadino. Il rettile è stato trasportato alla clinica veterinaria dell’ENPA di Milano ed è sotto idratazione. C’è da considerare che un rettile come un boa o un’iguana, non sono cani o gatti e richiedono specifiche attitudini di convivenza. Se volete prenderne uno rifletteteci bene. Solo perchè non scodinzolano non significa che siano pets di “serie B”.
Via| CronacaMilano
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Come ogni anno, con l’arrivo delle vacanze si avvicina l’incubo degli abbandoni. Tutt’ora non riesco a credere e a capire come si possa abbandonare un cane che ci ama ma, evidentemente, migliaia di persone senza cuore non sono del mio stesso avviso. Invece di portare il cane in vacanza credono che sia “normale” abbandonarlo. Come ogni anno l’ENPA ha fatto una campagna video contro gli abbandoni. Va ricordato che dal 2004 abbandonare un cane è un reato penale punibile con la reclusione.
Un nuovo episodio di violenza gratuita ed immotivata ha colpito la regione Puglia. Dopo le brutte vicende del cane Aura e del canile di Matino, veniamo a conoscenza di un gravissimo avvenimento a Taranto. Al quartiere Paolo VI gira da tempo un cane randagio. Un meticcio buono e socievole con tutti tanto da essere definito il cane di quartiere. Nella zona gli abitanti gli danno da mangiare e lo coccolano e lui dispensa il suo amore tra tutti i cittadini di quella zona. Non tutti, però, sapevano apprezzare tutto questo. L’altra sera il cane è stato legato ad un palo, torturato e addirittura accoltellato. Solo per un miracolo è riuscito a scappare ai suoi aguzzini e ad allontanarsi. I guaiti del cane hanno richiamato l’attenzione dei cittadini tanto che uno di essi ha visto tutto e ha urlato facendo scappare i ragazzini autori di questa barbarie.
Un abitante del quartiere l’ha notato e ha chiamato immediatamente l’ENPA che, accompagnata dalla polizia municipale, ha provato ad aiutare questo cane. Il cane, evidentemente sotto shock, appena riuscito a liberarsi è scappato a nascondersi senza lasciarsi aiutare. La fiducia che aveva negli uomini, evidentemente, è andata in fumo a causa di questi piccoli esseri sconsiderati. Rosanna Pisani, la responsabile dell’ENPA della città pugliese, ha parole molto dure per l’accaduto:
«Quel cagnolino non aveva mai fatto male a nessuno. Era tanto buono, non era mai stato aggressivo. Purtroppo non è la prima volta che i cani vengono brutalizzati. Qualche tempo fa dei cuccioli furono legati ai binari della ferrovia. Io stessa ne ho salvato uno. I responsabili vanno individuati e puniti. E io non credo a chi scarica la paternità di quest’episodio a persone che hanno disturbi mentali. Penso che gli autori possano essere altri»
Via | Quotidiano di Puglia
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Il caldo e l’estate portano con se un appuntamento di cui la razza umana dovrebbe vergognarsi, l’abbandono dei cani, anche e soprattutto in autostrada, ma se Autoblog ci ricorda la campagna dell’ Enpa in vista delle prossime vacanze, personalmente vorrei cercare di capire il perchè ci ostiniamo ad abbandonare i cani.
Oltre al gesto che non ha nulla di caritatevole e umano, siamo tutti perfettamente a conoscenza dei pericoli che provoca un cane abbandonato e a cui va in contro, esistono strutture preposte e tantissime soluzioni che vengono in aiuto nel caso ci si debba trovare di fronte ad una scelta così terribile, ma allora perchè?
Ma soprattutto per quale motivo prendiamo per poi abbandonare? Perchè quando il cucciolo si è oramai affezionato, adora i suoi padroni bipedi si fida ciecamente di chi dona coccole e cibo, l’uomo lo abbandona? Lo lascia solo, impaurito sul ciglio di una strada con la consapevolezza che difficilmente gli può accadere qualcosa di buono.
Perchè?

Vi abbiamo parlato spesso di denunce verso i canili lager, strutture dove i cani vengono tenuti in condizioni pietose con l’unico scopo di far arrivare ingenti somme di soldi pubblici nelle tasche dei gestori. Ora in Governo ha detto basta e ha istituito una task force composta da medici veterinari e responsabili legali ed amministrativi per stroncare questa piaga dove l’unico a trarre qualche vantaggio è il gestore del canile che truffa le istituzioni locali ,promettendo un servizio a cui poi non adempie.
A differenza di quelle centinaia di canili gestiti da amanti degli animali e dai volontari delle associazioni animaliste dove il tema centrale è la salute del cane ospite e le difficoltà quotidiane sono incentrate sul far quadrare i bilanci tra spese mediche e per alimenti, nei canili lager non esiste la minima cura o attenzione verso gli animali ma solo verso i soldi che i comuni riversano nelle tasche di chi gestisce la struttura.
Questo team sarà affiancato anche dai Carabinieri e dal nucleo specializzato dei NAS. Potranno intervenire direttamente e tempestivamente nelle situazioni di emergenza e avranno la possibilità di formare del personale appositamente scelto per questo compito di controllo e agire “a tappeto” su tutto il territorio nazionale. L’importanza di questa squadra si può capire anche dai numeri rilasciati dal sottosegretario alla salute Martini che ha dichiarato che, nell’ultimo anno, una struttura su tre, compresi negozi e allevamenti, ha evidenziato una situazione talmente grave da dover essere denunciata all’autorità giudiziaria.
Via| Newnotizie
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Su Facebook i gruppi animalisti ringraziano virtualmente le due guardie zoofile uccise a Genova due giorni fa durante il sequestro di un canile lager e il sequestro di dieci cani. Frasi di sentiti ringraziamenti riempiono il social network accompagnate da immagini di lumicini e foto di cuccioli. Non tutti, però, la pensano allo stesso modo. Dopo questa strage la domanda che ci si fa in paese è se tutto questo poteva essere evitato. In molti dicono di si. Si dice che Castagnola, l’autore del duplice omicidio, fosse a capo di una squadra di 37 cacciatori che, solo lo scorso anno, ha abbattuto ben 140 cinghiali e per questo, ovviamente, fosse inviso agli amanti degli animali.
Dei suoi compagni di caccia sostengono che avesse intenzione di rivolgersi addirittura ad un avvocato per difendere i suoi diritti. Si dice che si sentisse perseguitato dalle associazioni animaliste per questa sua “passione”. La stessa responsabile dell’Enpa della zona ligure ha detto che la situazione era problematica ma si poteva agire con più cautela cercando di obbligare Castagnola a fare delle migliorie ma lasciandogli i cani. I politici del paese dove risiedeva l’uomo dicono che con un po’ di buonsenso tutto si sarebbe potuto evitare arrivando ad un accordo e denunciano le guardie zoofile di voler fare i giustizieri senza avere ne mezzi ne conoscenze. Voi come vi sareste mossi? Avreste sequestrato comunque i cani o avreste cercato un accordo?
Via| Corriere
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