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Gattari da legare: La vita è un flipper

Gattari da legare: La vita è un flipper

Immaginate un flipper o un biliardino con 10 palline contemporaneamente in gioco. Adesso, sostituite il flipper con il piano terra di casa di mia madre, una semi-tavernetta con finestre in alto all’altezza del giardino sul retro e con una finestra lunga e la porta a tre ante sul patio antistante la villetta. Togliete le palline e mettete dei gatti. Questa è la mia vacanza dai miei.

I dieci gatti entrano da sette differenti finestre e dalla porta, si scontrano nel mezzo dell’unico ambiente molto grande, urtano tavoli e sedie, si infilano sotto divani e poltrone, sostano davanti a ciotole di croccantini e acqua e schizzano in direzione dei quattro punti cardinali. A volte riescono a entrare dal piano superiore, e il gioco acquista anche il piano superiore salendo di livello.

Il giorno trascorre in un attimo: sentiamo dei tonfi sui mobili sotto le finestre, che indicano l’ingresso (poco aggraziato) dei clandestini. Subito dopo, le gatte di casa corrono verso i croccantini nella strenua difesa del loro cibo, mentre la più piccola guadagna le scale per mettersi al riparo dalle liti. La prima di noi che avvista il gatto ne urla il nome minacciosa, mentre le altre corrono in suo soccorso accerchiando l’invasore con movimenti e tecniche consolidati da anni di esperienza.

Sortite ripetute, sistematiche e simultanee, fatte con l’unico scopo di far impazzire noi e di trascorrere piacevolmente il tempo per loro. Le zanzariere sono tutte sfondate, e quelle ancora integre rappresentano solo un ulteriore divertimento in questo grande parco giochi che è diventata la casa. Ogni giorno un nuovo pezzo del forte viene espugnato, e un nuovo varco viene aperto. Guardo con ansia la canna fumaria: entro dicembre, sono certa che vedremo calare da lì Gatto Natale.

Foto | Flickr

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