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La reazione di un veterinario alle stupide richieste delle persone

Un veterinario si oppone duramente a determinate richieste dei "clienti". Abbiamo deciso di intervistarlo per farci spiegare cosa è successo

La reazione di un veterinario alle stupide richieste delle persone

Quando ho letto la storia del volantino che vedete in calce al post non volevo crederci. Pensavo, nella fretta, di aver letto male ma, ad un’analisi più approfondita, tutto si è rivelato corretto. A quanto pare, nello studio del Dott. Giordana, la gente va a chiedere delle “soppressioni facili”. Sì, avete capito bene. C’è gente che va li a chiedere di far sopprimere il proprio animale domestico e non per motivi di salute.

Abbiamo voluto intervistare il Dott. Giordana che ci ha gentilmente risposto.

Lei ha appeso in messaggio decisamente inequivocabile riguardo le richieste troppo frequenti di eutanasia. Ci può spiegare brevemente la situazione che si è trovato ad affrontare?
Era venerdì mattina, ed ancor prima che avessi aperto l’ambulatorio al pubblico avevo già ricevuto due richieste di soppressione motivate da esigenze puramente “umane”. Da 10 anni campeggia in ambulatorio il cartello nel quale spiego che l’ eutanasia verrà praticata solo dietro mio insindacabile giudizio basato su qualità ed aspettativa di vita dell’animale. Ma evidentemente la clientela preferisce leggere altro, e quindi mi tocca spiegare perchè, in coscienza personale e professionale, stanti le condizioni dell’ animale tutto sommato soddisfacenti, non intendo esaudire la richiesta di eutanasia. Due richieste in così poco tempo mi hanno esasperato, ed ho provveduto, con un secondo cartello dai toni più vivi, a chiarire il concetto espresso dal primo.

Personalmente so che porre fine alla vita del proprio animale domestico è un delle decisioni più difficili e dolorose che un “genitore-umano” possa prendere. Secondo Lei, perchè queste persone arrivano a farLe questa richiesta?
È un momento doloroso per la totalità dei proprietari, che vi giungono come ultimo atto d’amore verso il proprio compagno di vita, ormai sofferente ed inguaribile. Per il veterinario, che ha studiato e lavora per guarire gli animali, suona sempre come una sconfitta.

Se non sbaglio, secondo la legge, è vietato sopprimere un animale sano. Chi le avanza questo genere di richiesta ne è a conoscenza?
No, mai. E si stupiscono quando li metto al corrente. Anche l’abbandono è vietato dalla legge, eppure a ogni estate la vergogna si ripete. La legge può fare poco, molto può fare una presa di coscienza diversa.

Quali sono le motivazioni principali che portano le persone a voler sopprimere un animale sano?
Ci sono proprietari che considerano l’animale una proprietà, che si sentono legittimati ad alienare. I motivi? Ho traslocato e nella casa nuova non ci stiamo, graffia i divani, mi morde le caviglie, il mio fidanzato è allergico ai gatti, mia mamma è morta, la gatta era sua ed io non la voglio ecc.

Ci sono ragioni meramente economiche?
Mai. Le persone in difficoltà piuttosto non mangiano ma curano il proprio animale. E se proprio non possono, chiedono come e dove affidarlo, con evidente dolore.

Probabilmente, come Lei è così deciso nel combattere questo genere di richieste, esisteranno dei suoi colleghi che non si fanno troppi scrupoli o domande (pur violando la legge). Lei, da professionista, cosa ne pensa?
La mia categoria, come tutte le altre, come qualsiasi consorzio umano, dal condominio al bus, ospita belle persone e persone meno belle. Direi che la quasi totalità dei miei colleghi, che mi onorano di annosa conoscenza od amicizia, lavorano secondo scienza e coscienza. L’ amore per gli animali è l’ unico motivo per diventare veterinario. So dell’esistenza di colleghi, diciamo più elastici, ma non sono un censore né voglio esserlo, pertanto non giudico. Cartelli simili al mio nel contenuto, ma più eleganti nella forma, campeggiano in tutti gli ambulatori, chiaro segno di allineamento morale e professionale. Un cane che morde un uomo non fa notizia, un uomo che morde un cane si. I miei due cartelli, rivolti all’utenza, avevano il chiaro significato di “Non rivolgete a ME una richiesta simile” se non confortata da elementi quali diagnosi, prognosi, qualità di vita ed aspettativa… elementi che in ultima analisi spetta a me e solo a me giudicare sufficienti per prendere una decisione così drastica quale l’ eutanasia.

Che consigli si sente di dare, in qualità di veterinario e di amante degli animali, a chi sta valutando l’idea di far sopprimere il proprio animale domestico?
Di non valutare l’idea. Non spetta a loro ma al veterinario. L’animale è un membro della famiglia, il più indifeso, quello che non ha voce, quello che ci ha dato tutto, sempre. Va trattato con amore, conservandone la dignità ed assistendolo. Hanno un ciclo vitale più breve del nostro, è inevitabile che ci premuoiano. E quando la loro vita non sarà più vita, ma sofferenza inutile, il veterinario farà ciò che è più pietoso, doveroso e dovuto. Non certo per salvare il divano.

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