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La triste storia del cane senza nome

Una triste storia che tutto dovrebbero leggere per non dimenticare cosa succede ai nostri amici cani

La triste storia del cane senza nome

Ci sono cose che faccio fatica a comprendere. Nel 2014 c’è ancora gente che maltratta gli animali. E’ incredibile eppure è ancora così. Da un lato arrivano notizie di un’operazione della Polizia di Stato contro i maltrattamenti sugli animali (operazione che potete vedere nel video qui sopra), dall’altra arriva la triste storia di un pastore belga recuperato dalle guardie della Lac a Baone, un paese sempre nella provincia padovana. Questo cane era stato sequestrato da un essere (perchè chiamarlo in altro modo mi sembra di fare un complimento) che lo teneva a catena corta, era coperto di lesioni, denutrito e malato. Allo stesso personaggio erano stati sequestrati, nel 2009 un asino ed un altro cane, sempre per maltrattamenti.

L’eurodeputato Andrea Zanoni, presidente della Lega per l’abolizione della caccia, ha dichiarato:

“Ai casi di violenze recidivi, oltre che una pena esemplare, bisognerebbe proibire di detenere nessun tipo di animale, neppure un pesce rosso, perché inadatte, anzi indegne di prendersi cura di un animale”.“

e, se mi permettete, sarebbe comunque troppo poco

Le guardie della LAC sono rimaste così tanto colpite dalle condizioni di Vincent (lo hanno battezzato dopo averlo sequestrato) che hanno deciso di raccontare la sua storia in una lettera:

“Nemmeno un nome aveva, del resto per chi pensava che fosse “solo un cane” dargli un nome non era importante. Noi l’abbiamo chiamato Vincent. Quando è arrivato al rifugio, il 20 dello scorso dicembre, lo spettacolo che ci si è presentato è stato agghiacciante: un pastore belga, di forse due anni, al quale era stata tolta tutta la dignità e la fierezza della sua natura. Una povera creatura sporca, denutrita, abusata che altro non aveva conosciuto se non incurie e maltrattamenti. Grazie all’intervento delle guardie zoofile Lac di Padova finalmente era stato sequestrato al suo carnefice e abbiamo sperato di potergli ridare la vita cui aveva diritto. I primi pasti, le prime carezze ed attenzioni … aveva lo sguardo di chi non riesce nemmeno a credere che stia capitando proprio a lui. Alla visita del dottor Simone Tombolani erano state rilevate tutta una sequela di malattie, era più facile dire da cosa non era affetto tanto l’elenco era lungo. Quanta tristezza per Vincent, ma finalmente anche speranza, e invece …Improvvisamente le sue condizioni sono precipitate, a nulla è valso il pronto ricovero nella clinica del dottor Tombolani che ha fatto ogni sforzo per aiutarlo. Giulia che andava ogni giorno a trovarlo è arrivata giusto in tempo per l’ultimo sguardo, l’ultimo saluto …Vincent … non c’è più. Si potrebbero dire tante cose, ma preferiamo limitarci a ricordarci di lui perché la sua storia sia esempio di quel che non dovrebbe MAI succedere. Vincent vorrebbe solo dire grazie a chi ha cercato di aiutarlo e gli ha restituito all’ultimo la sua dignità e a tutti noi vorrebbe dire che dobbiamo stare all’erta per fare conoscere situazioni come la sua in modo che si possa intervenire a tempo e altri suoi fratelli non debbano essere considerati “solo cani””.“

Via| Padovaoggi
Foto|Flickr

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