Petsblog Animali domestici Gatti Deficit nervi cranici in cane e gatto: esame e sintomi

Deficit nervi cranici in cane e gatto: esame e sintomi

Deficit nervi cranici in cane e gatto: esame e sintomi

Durante una visita neurologica o durante la visita col vostro veterinario, è probabile che il medico valuti eventuali deficit dei nervi cranici. Su cosa siano i nervi cranici e quali siano le funzioni di ciascuno, ne abbiamo parlato brevemente in un apposito articolo. Qui vi parleremo in breve delle principali caratteristiche della valutazione clinica dei nervi cranici fatta per evidenziare eventuali deficit. In generale, l’esame dei nervi cranici nel cane e gatto serve per valutare la funzionalità dei singoli nervi cranici e del tronco cerebrale. L’unica eccezione è il caso del test alla risposta della minaccia in cui si valutano sia la funzione visiva periferica che quella centrale (e relative risposte). Ecco dunque i principali deficit dei nervi cranici in cane e gatto.

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Deficit nervi cranici in cane e gatto: quali esami si fanno?

Questi sono gli esami e i test che il veterinario farà per controllare che non ci siano deficit dei nervi cranici in cane e gatto:

  • riflesso palpebrale: con le dita o una pinzetta si tocca leggermente il canto mediale e laterale delle palpebre. Se tutto funziona, il riflesso evocato è la chiusura delle palpebre. In caso di deficit, le palpebre non vengono chiuse. Nervi coinvolti: l’informazione sensitiva viene condotta al tronco cerebrale tramite fibre appartenenti al nervo trigemino (branca oftalmica per canto mediale e branca mascellare per canto laterale, NC V), mentre la risposta motoria dipende dal nervo facciale (NC VII)
  • risposta alla minaccia: il veterinario metterà una mano su un occhio, mentre avvicinerà rapidamente l’altra, con palmo aperto, verso l’occhio rimasto aperto. Importante è non avvicinare troppo il palmo della mano, se no il paziente reagisce allo spostamento dell’aria (funzione sensitiva della cornea). Se la funzione visiva è intatta, il cane per riflesso chiuderà la palpebra (a volte ammicca anche il controlaterale). Se non c’è risposta alla minaccia, vuol dire che o il cane è cieco o c’è un danno neurologico alle vie nervose (di per sé l’occhio vedrebbe, ma c’è un problema di innervazione). Nervi coinvolti: un’assenza di risposta alla minaccia potrebbe indicare un problema alla retina, alla corteccia occipitale, al cervelletto o al tronco cerebrale
  • batuffolo di cotone: il veterinario farà cadere un batuffolo di cotone davanti all’occhio del paziente, con traiettoria laterale in modo che il batuffolo possa essere visto solamente da un occhio per volta. In teoria se l’animale vede, la testa si muove per seguire la caduta del batuffolo. Nervi coinvolti: se il paziente non segue la caduta del batuffolo, potrebbero esserci problemi a carico di retina, corteccia occipitale, cervelletto o tronco cerebrale
  • riflesso pupillare: in un ambiente sufficientemente buio, il veterinario mette una fonte di luce davanti all’occhio da esaminare. Se tutto funziona correttamente, la luce provoca un restringimento della pupilla dell’occhio stimolato (miosi diretta) e, con minor evidenza, un restringimento della pupilla controlaterale (miosi consensuale). Nervi coinvolti: se c’è una mancata risposta al riflesso diretto e indiretto, potrebbe esserci un problema a carico della retina, del nervo ottico, del chiasma ottico o della parte parasimpatica del nervo oculomotore (NC III) che innerva i muscoli costrittori della pupilla
  • anisocoria: il diametro delle pupille deve essere sempre uguale in entrambi gli occhi. Se una pupilla è più stretta dell’altra, allora si parla di anisocoria. La pupilla miotica è quella più stretta, mentre la pupilla midriatica è quella più larga. Se la pupilla in miosi si accompagna a ptosi della palpebra superiore, enoftalmo e procidenza della terza palpebra, allora si parla di Sindrome di Horner
  • strabismo: i movimenti degli occhi dovrebbero essere sincroni. Una volta stabilito che si tratti di strabismo neurologico (quello non neurologico solitamente è legato ad anomalie di forma delle orbite), ecco che in caso di strabismo ventrale si ha paralisi del nervo oculomotore (NC III), nello strabismo mediale si ha un deficit del nervo abducente (NC VI) e nello strabismo rotatorio si ha un deficit del nervo trocleare (NC IV)
  • nistagmo: esiste una forma di nistagmo fisiologico. Muovendo la testa da un lato all’altro a 180#, ecco che gli occhi dovrebbero muoversi per una forma di nistagmo fisiologico. L’assenza di questa forma di nistagmo fisiologico o la presenza di nistagmo patologico indicano un deficit del nervo oculomotore (NC III), del nervo trocleare (NC IV) o del nervo abducente (C VI)
  • simmetria del viso: considerando che tutti i muscoli pellicciai della testa vengono innervati dal nervo facciale (NC VII), ecco che in casi di paresi monolaterale del nervo facciale si ha asimmetria del muso. Si potrebbero notare deviazione del tartufo, ptosi delle palpebre o delle labbra, posizione anomale del padiglione auricolare…
  • sensibilità del muso: si fa passare delicatamente una pinzetta sulle labbra e sulle narici. Un’assenza di ammiccamento o reazioni indica un problema al nervo trigemino (NC V)
  • sensibilità dell’orecchio: sempre con la pinzetta, si stimola delicatamente l’orecchio. Se tutto funziona correttamente, l’animale scuote la testa per il fastidio. Se non scuote, vuol dire che potrebbe esserci un danno a carico del nervo facciale (NC VII, responsabile della sensibilità della parte interna del padiglione auricolare), del nervo vago (NC X, responsabile della sensibilità del condotto uditivo esterno) o del nervo trigemino (NC V)
  • tono mandibolare: aprendo la bocca, il paziente dovrebbe far resistenza all’apertura. Se tale resistenza è nulla (e non perché il paziente è bravo a farsi aprire la bocca), ecco che si potrebbe avere un deficit del nervo trigemino (NC V, branca mandibolare)
  • riflesso deglutizione: stimolando la gola o la parte dorsale posteriore della lingua, si dovrebbe stimolare il riflesso della deglutizione. Se ci sono rallentamenti o assenza, ecco che si potrebbero avere deficit a carico del nervo glossofaringeo (NC IX) o del nervo vago (NC X)
  • motilità lingua: dopo aver provato il riflesso della deglutizione, si osserva la lingua. Questo perché quando l’animale deglutisce, muove anche la lingua. Forme di paresi o paralisi della lingua, con deviazione della medesima dal lato della lesione indicano un deficit del nervo ipoglosso (NC XII)

Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | Pixabay

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