Portogallo, cacciatori uccidono 500 animali in un terribile sterminio

Portogallo, cacciatori uccidono 500 animali in un terribile sterminio

In Portogallo i cacciatori uccidono più di 500 animali in uno sterminio davvero terrificante: ecco cosa è accaduto pochi giorni fa

Disumano e aberrante: non c’è altro modo per definire il comportamento di un gruppo di 16 cacciatori che in Portogallo hanno compiuto una vera e propria strage. Cinquecento cervi e cinghiali sono stati uccisi barbaramente durante una terrificante battuta di caccia. Un episodio che scuote le coscienze (o che almeno dovrebbe farlo), e che ha suscitato l’indignazione degli stessi funzionari del Paese, a cominciare dal ministro dell’Ambiente João Fernandes, che ha definito “vile” e “criminale” il gesto compiuto dal gruppo di 16 cacciatori.

C’è chi lo definisce un vero crimine ambientale, che dovrebbe essere perseguito per legge. I fatti sono accaduti pochi giorni fa in una fattoria recintata del Portogallo, e più esattamente nella zona di caccia di Torrebela, a circa 40 km da Lisbona. Pare che gli animali all’interno della fattoria non avessero neanche la possibilità di fuggire.

È stato un autentico e spietato massacro in piena regola. Uno di quegli episodi che dovrebbe far riflettere. Nessuno dotato di un minimo di umanità e bontà farebbe una cosa del genere.

Caccia in Portogallo, il massacro che ha fatto inorridire il mondo

Come se tutto ciò non bastasse, i cacciatori hanno anche pubblicato le foto della strage su Instagram, per poi rimuoverle dopo l’ondata di proteste da parte degli ambientalisti e degli animalisti, e più in generale da parte degli esseri “umani”.

Il PAN (Partito per gli animali e la natura) si è subito schierato contro il massacro:

Uccidere per gioia e per sport è disumano. Il Pan ha sostenuto una regolamentazione rigorosa per il settore della caccia a causa dei visibili impatti negativi sulla biodiversità, la protezione e il benessere degli animali. Le nostre proposte sono state tuttavia sistematicamente respinte. Nessuno sa esattamente quale sia lo stato di conservazione delle popolazioni di specie classificate come venatorie.

Possiamo solo augurarci che chi ha compiuto un gesto tanto triste, riceva la punizione che merita.

via | Repubblica
Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

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