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Sanguisughe come animali domestici? Anche no, grazie

Sanguisughe come animali domestici? Anche no, grazie

E’ il sito Science Alert a divulgare la notizia. Pare che stia diventando di moda tenere sanguisughe come animali domestici. Con tanto di entusiasti neo proprietari che le nutrono con il proprio sangue. Una di questi è Ariane Khomjani che, sul suo account Instagram, mostra entusiasta le sue sanguisughe. Secondo Ariane le sanguisughe sono creature straordinarie e curiose, crescono come matti e sono animali meravigliose. Inoltre ha anche sottolineato come abbiano personalità uniche: alcune sono più avventurose, altre più timide.

Qualche sanguisuga ama mangiare di nascosto, ma una volta che sono piene ecco che si accontentano di riposare fuori dall’acqua, soprattutto se maneggiate delicatamente. Precisiamo che Ariane ha quattro sanguisughe della specie Hirudinaria manillensis, una delle più grandi. La sua Leara è lunga quando il suo braccio.

Secondo Ariane, una volta che si nutrono non le senti neanche, nemmeno con quelle grandi. Tuttavia il morso iniziale può fare un po’ male. In realtà può passare fino a un anno fra i pasti, ma i rivenditori di sanguisughe consigliano di nutrire le specie più grandi ogni 3-6 mesi. Occhio però: alcune persone sono allergiche alla saliva delle sanguisughe e possono trasmettere infezioni.

Sanguisughe come animali domestici? No grazie, meglio di no

Mackenzie Kwak della National University di Singapore ha spiegato a Science Alert che le sanguisughe sono collegate alla cultura umana da secoli. Da circa 3.000 anni sono allevate per scopi medici, grazie agli anticoagulanti presenti nella loro saliva. Le sanguisughe come rimedio andavano assai di moda in epoca vittoriana quando erano usate per curare di tutto, dal mal di testa alla ninfomania.

Questo uso smodato delle sanguisughe ha finito col ridurre gravemente la popolazione di Hirudo medicinale in tutta l’Eurasia, tanto che sono state dichiarate specie protetta. Bisogna anche dire che anche la FDA (Food and Drug Administration) le ha catalogate fra i dispositivi medici. Per esempio vengono utilizzate nel post-operatorio di pazienti a cui sono state riattaccate le dita o che hanno subito interventi chirurgici ai muscoli. Questo perché succhiano via il sangue congestionato in modo da garantire l’afflusso di sangue periferico e mantengono il sito chirurgico vitale.

Ovviamente gli ospedali che si avvalgono delle sanguisughe, utilizzano quelle d’allevamento nate in ambienti controllati, in modo da ridurre il rischio di infezione.

Ok, ma come animali domestici? Tenere dei parassiti succhiasangue al posto di cani e gatti?

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Via | Science Alert

Foto | Pixabay

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