Uccelli morti a Roma a Capodanno: l’esposto della Lav

Uccelli morti a Roma a Capodanno: l’esposto della Lav

Lav: esposto per gli uccelli morti a Roma a Capodanno per i fuochi d'artificio. Ma l'Associazione Pirotecnica Italiana si dissocia.

In merito alla vicenda degli uccelli morti a Roma a Capodanno, la Lav ha deciso di presentare un esposto. Se ricordate, a seguito dei fuochi d’artificio e dei botti esplosi nonostante tutti i divieti emessi dal Comune, ecco che tantissimi uccelli erano morti in pochi minuti. La Lega Anti Vivisezione ha spiegato che presenterà una denuncia per maltrattamento di animali. Secondo la Lav, manca una legge che vieti i botti tutto l’anno. E’ vero, c’era l’ordinanza anti botti, ma emessa in modalità “last minute”, cioè a poche ore di distanza dall’inizio del Capodanno, non è servita a nulla. Anche perché fare un’ordinanza del genere, ma senza poi predisporre sistemi di controllo, è poco efficace.

E il risultato quest’anno è stata la strage di uccelli. Ma cosa è successo?

Uccelli morti a Roma a Capodanno: cause

Il fatto è che a Roma quest’anno parecchi storni sono andati a soggiornare nelle cosiddette “aree dormitorio”. Quest’anno, infatti, non sono stati attivati i consueti meccanismi dissuasori per allontanare gli uccelli di Roma dalle aree urbane, con il risultato che tantissimi storni e uccelli hanno trovato rifugio nelle aree verdi della città. Ad affermare ciò è stato Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente in Campidoglio.

Quando però a Capodanno sono partiti i fuochi d’artificio ufficiali autorizzati dal Comune e, soprattutto, la miriade di botti e petardi illegali sparati in aperta violazione delle ordinanze comunati anti botti, ecco che gli uccelli si sono spaventati e si sono levati improvvisamente in volo. In pieno stato confusionale e frastornati dal rumore, sono andati a sbattere non solo contro fili e ostacoli, ma anche fra di loro, finendo così uccisi. E’ questa l’ipotesi più probabile di quanto sia accaduto.

La difesa dell’Associazione Pirotecnica Italiana

Tuttavia l’Asspi, l’Associazione Pirotecnica Italiana, non è dello stesso avviso e contesta questa versione dei fatti. Secondo l’Asspi, infatti, la strage di uccelli a Roma non è connessa ai fuochi d’artificio. I prodotti pirotecnici legali, infatti, hanno una certificazione europea che vieta rumorosità superiore ai 120 decibel.

Secondo Nobile Viviano, presidente di Asspi, morie di stormi a Roma ci sono state anche nei mesi scorsi, indipendentemente dai fuochi d’artificio. I prodotti dell’Asspi rispettano tutti i requisiti richiesti dall’Europa, a differenza dei botti e petardi italiani che rappresentano un rischio per uomo e animali.

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Via | Repubblica

Foto | Pixabay

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