Ieri si celebrava la Giornata nazionale del gatto nero e in questi giorni i gatti neri, per un motivo o per l’altro, entrano nella mia vita. Ultimo ma non meno strepitoso quello di questo video. Lui ha tutte le intenzioni di acchiappare il gufo la civetta che gli plana continuamente in testa, ma non ce la fa. Un momento: ma siamo sicuri che vuole prenderlo? Non potete neanche immaginare come stiano in realtà i rapporti tra questi due. Buon fine settimana!
Si celebra oggi in Italia la Giornata nazionale del gatto nero dedicata ai micioni neri – o, comunque, con il manto scuro – e, in particolare, a quei gatti che vengono uccisi in riti sacrificali o per farne delle pellicce.
Gli organizzatori della giornata invitano tutti gli amanti dei gatti neri – ma anche dei gatti in genere e di tutti gli animali – ad accendere, questa sera, una candela vicino alle finestre, come segno di protesta contro il massacro dei gatti neri e come segno di speranza che la luce dell’intelletto illumini le menti che vedono nei gatti neri chissà quale assurda minaccia.
Noi di Petsblog mandiamo un pensiero felice a tutti i gatti neri!
Foto | ChodHound - Colmarino - niseag03 - OutlawMenacePhotography - quatre mains - taiyofj - www.metaphoricalplatypus.com

I nostri amici pelosi – soprattutto cani e gatti – sono ben lieti di condividere con noi i momenti di festa. Uno di questo è Halloween, festa che sempre più prende piede anche da noi. Ricordiamoci, però, che i nostri amici pelosi non sono giocattoli e non sono trofei da mostrare, magari vestiti con abitini che li fanno stare solo male.
Vari sono i pericoli per i nostri animali in occasione di Halloween, pericoli che aumentano in maniera esponenziale se vivete con dei gatti neri: la stupidità umana, infatti, attribuisce a queste meravigliose creature tutto il male possibile (si pensi che nel corso dell’ultimo anno sono stati trentamila i gatti neri scomparsi nel nome della superstizione, di riti esoterici, o semplicemente perché ritenuti portatori di jella). Se avete la fortuna di vivere con un gatto nero, pertanto, tenete ben a mente il consiglio di Lorenzo Croce, presidente dell’AIDAA:
Invitiamo chi ha gatti neri a tenerli maggiormente d’occhio in quanto purtroppo ogni anno non mancano le segnalazioni di migliaia di gatti neri che scompaiono spesso destinati ai sacrifici ma anche al mercato nero delle pellicce e degli oggetti in pelo e si sa il nero è il colore più facilmente acconciabile.
Se, infatti, può essere simpatico sorridere con video di gatti che fanno versi a volte buffi è veramente da sconsiderati trasferire su questi animali credenze e fissazioni che nulla hanno a che fare con la realtà. Se festeggiate questa notte, fate sì che sia una vera festa e che alla fine non siate voi a diventare personaggi malefici. Soprattutto per i nostri amici gatti.
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È uscito da poco l’ultimo libro di Adriana Zarri che ha per titolo Un eremo non è un guscio di lumaca. Il libro – come leggiamo su Booksblog – narra dell’esperienza umana e spirituale di Adriana Zarri, recentemente scomparsa, che, tra l’altro, era anche una gattara doc.
Non è un libro sugli animali, ma in un modo o nell’altro i nostri amici pelosi c’entrano: in copertina campeggia una sorridente Adriana Zarri che tiene in braccio il suo gatto Malestro, qua e là si parla di questo o quell’animale domestico, dei gatti soprattutto. Ci sono anche alcune foto della Zarri nel suo eremo tra cui una con i suoi conigli.
Eccone un passo che riporta una curiosità sui gatti neri: la cosiddetta macchia della Madonna:
Con me vive l’Arcibalda. Questo è il nome di una miciona che ha pure la macchia della Madonna. Non sapete cos’è? Ve lo dico subito. Nel medioevo i gatti, specie se neri, venivano perseguitati, ma dovevano essere tutti neri. Solo se avevano qualche macchia di colore diverso si salvavano; e questa macchia che salvava loro la vita si chiamava appunto macchia della Madonna. La mia Arcibalda ha la macchia della Madonna: un ciuffetto di peli bianchi sotto la gola. Quando l’usco di casa resta aperto, si infila dentro, da una cosa e salta sul mio letto dalla parte dei piedi, poi camminando ne percorre tutta la lunghezza e viene a strusciare il muso sul mio viso. Io la bacio tra le orecchie e lei mi ricambia con affettuose fusa.
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Che su Petsblog i gatti neri abbiano sempre goduto di un’ottima fama è risaputo. C’è un libro di Mahfuz che, in un certo senso, riunisce due delle mie passioni: i felini neri e l’Egitto. Nagib Mahfuz è un dono del Nilo, esattamente come l’Egitto: premio Nobel per la letteratura, ha sempre avuto un legame viscerale con la sua città, il Cairo, città che, come i suoi racconti, non può lasciare indifferenti.
Ne “La Taverna del gatto nero”, il nostro felino diventa l’unica presenza tangibile e certa tra lo stordimento del vino, l’angoscia degli avventori e la loro coscienza. Una paura surreale assale i presenti che, al culmine dell’oblio dato dal liquido “infernale”, riconoscono nel gatto il suo passato divino, tramutato in un presente domestico.
Il gatto si struscia tra i presenti così come ci accompagna tra i racconti del libro, un libro in cui la luce dorata del Cairo lascia il posto a vicoli bui popolati da un’umanità impaurita, ad antichi timori e a vecchie colpe. Per Poe il gatto nero diventava la voce di una coscienza nera, l’elemento che faceva venire a galla la follia e che tradiva l’assassino; con Mahfuz, il gatto nero diventa “il filo che ci condurrà alla verità…”, gli occhi che riflettono il percorso, retto o deviato, di esseri umani disperati. Due scrittori, due culture, un solo gatto.
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Il gatto nero non ha certo vita facile. Nel medioevo era cacciato perchè accusato di essere il tramite tra la strega e il diavolo, ai giorni nostri è messaggero di enorme sfortuna se ti passa davanti e devono vedersela anche con quei quattro pazzi che, la notte del 31 ottobre, li cercano per “offrirli” a strane forze oscure. L’AIDAA organizzerà delle ronde pro-gatto nero per tutelare questi meravigliosi e affascinanti felini. Questo, che può sembrare uno scherzo, uno scherzo proprio non è se si considera che, ogni anno, circa 30.000 gatti neri scompaiono senza più far ritorno a casa.
Anche voi se volete potete far parte di queste ronde. Basta mandare un messaggio entro le 17 del 29 ottobre a ronda.aidaa@libero.it e dire di dove siete e la vostra disponibilità a muovervi in auto o in moto. L’AIDAA ricorda che nei gattili italiani ci sono la bellezza di 20.000 gatti neri, tra cuccioli ed adulti, che attendono di essere adottati. Sempre l’associazione animalista chiede ai gestori dei gattili di fare moltissima attenzione a chi li affidano perchè, in un paese dove ogni giorno, oltre un milione di persone si rivolgono a degli pseudo-maghi per risolvere i loro problemi, la sparizione di qualche gatto passa quasi del tutto inosservata.
Siete tra quelli che credono che ansia e depressione siano patologie unicamente umane derivanti dai ritmi stressanti a cui siamo sottoposti ogni giorno? mi spiace ma vi sbagliate. Lo stress e la depressione colpiscono anche i pets. Sulle colonne de Il Tempo leggiamo la storia di Buio ed Ombra, due bei gatti neri come il carbone che hanno avuto la fortuna di trovare la loro “mamma” umana ma non senza difficoltà.
Entrambi sono stati adottati ed entrambi, più o meno direttamente, hanno subito il trauma dell’abbandono. Ombra probabilmente attraverso la madre e Buio direttamente. Entrambi soffrivano di evidenti sintomi da stress come depressione e gastrite. La soluzione è stata trovata grazie all’aiuto di un veterinario e di un comportamentalista. Ovviamente anche la “mamma” di Ombra e Buio è stata parte attiva del processo di miglioramento dei due gatti.
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Con la bocca aperta per sbadigliare e il suo splendido pelo nero viene a farci visita su ClickPet Sibilla, gatta di cinque anni.
Il suo miglior pregio è che è molto tranquilla, non rompe i soprammobili, non vaga miagolando come una pazza per casa, insomma è una vera signorina. Il suo peggior difetto è che dorme ai piedi del letto e, se per sbaglio avvicini un piede alla sua bocca, lo morde. Inoltre è appassionata di filini, qualsiasi filo pendente deve essere suo. Il problema è che se lo mangia, quindi bisogna stare molto attenti. L’episodio cult che la contraddistingue è che talvolta emette suoni che sembrano quasi umani: una volta ha pronunciato la parola “uaua” mentre un’altra volta la cat sitter l’ha udita pronunciare “mamma”.
Grazie a Laura per averci inviato la foto di Sibilla (e anche degli altri suoi gatti che mano a mano vi mostreremo). E voi non ci inviate le foto dei vostri amici, pelosi o meno? Le istruzioni le trovate in questo post. Miao!
Splendida rivisitazione – in chiave canina, of course – del Mago di Oz dal titolo Il Mago di Dogz. Da notare la lunga strada di mattoni gialli con i biscotti per cani, il Cagnolino di latta, il tenerissimo Leone Codardo.
Provate un po’ a immaginare chi interpreta il ruolo della strega cattiva?
Gatti e streghe sono associati da sempre, specie poi se il gatto è nero. Ci sono però alcuni casi in cui questa accoppiata sembra molto meno temibile: è il caso di Una strega in paradiso in cui la bionda strega Kim Novak, musa di Hitchcock, accarezza voluttuosamente il suo gatto Cagliostro. Presto verrà esaudito il suo desiderio d’amore, ma non appena questo accadrà, perderà i suoi poteri e la sua capacità di comunicare con il micio. Se potete, guardate il film per intero. Chissà quanti uomini vorrebbero essere al posto del Gatto.