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Cesar Millan, questo show non s’ha da fare con i cani dei canili

Fenomeno Millan: il benessere dei cani viene dopo lo share, il pubblico quand'è che si darà una scossa?

Cesar Millan, questo show non s’ha da fare con i cani dei canili

L’uomo che sussurra ai cani non scatena reazioni altrettanto sottovoce. La notizia di un tour europeo di Cesar Millan, ne parlava Luca qualche giorno fa, ha infatti sollevato non poche proteste tra gli animalisti.

Tra le associazioni che si oppongono alla riabilitazione dei cani con disturbi comportamentali con il metodo Millan, oltre all’ENPA e alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane, c’è anche la LAV, la Lega Antivivisezione.

La LAV non esita a definire Millan uno pseudo addestratore e chiede a tutti i canili italiani di non fornire i propri cani in pasto alle telecamere dello show di Millan, in onda sul canale satellitare di Sky National Geographic e su Cielo. Anche perché i cani dei canili sono ancora più emotivamente fragili ed indifesi dei cani di proprietà solitamente utilizzati nei programmi di Millan, reduci da violenze e soprusi, solitudine e stenti.

Le motivazioni sono ampiamente note e sostenute da decine di veterinari comportamentalisti di tutto il mondo ma si sa che l’appeal di un personaggio costruito dalla scatola parlante, l’eroe che salva i cani spacciati, può superare persino il know-how dei maggiori esperti di disturbi comportamentali dei cani. Scrive la LAV:

Molte associazioni italiane di cinofilia e veterinaria, come ANMVI, SISCA, SCIVAC, ASETRA, e le principali associazioni per la protezione degli animali hanno già fortemente condannato i metodi di Millan, che prevedono uso sistematico della forza, coercizione, maltrattamento fisico e psicologico del cane. Oltre a non educare ed informare i proprietari al rispetto del benessere dell’animale, avallando quindi accessori come i collari a strozzo con punte interne, lui stesso impiega come ausilio nell’addestramento il collare elettrico, il cui uso in Italia è vietato dalla legge perché considerato maltrattamento.

Per Millan il cane non è altro che una macchina da domare:

Negare l’esistenza della cognizione animale ed utilizzare un metodo basato sulla punizione positiva (forza fisica) nega tutto ciò che negli ultimi anni è stato scoperto grazie a studi scientifici, veterinari ed etologici sul cane e sul lupo. Tali metodi sono quindi assolutamente privi di ogni base scientifica e molto pericolosi per il benessere dei cani, ma anche per la sicurezza delle persone. Il grave stato di prostrazione psicologica e fisica in cui versa la maggior parte dei cani protagonisti loro malgrado degli episodi di Dog Whisperer è dannoso per cani di proprietà, ma sarebbe devastante per cani di canile, spesso reduci da situazioni di maltrattamento o interessati da problemi comportamentali.

Ma il benessere dei cani viene dopo lo share. Il pubblico non ha bisogno di cani felici e sani dopo un percorso di riabilitazione graduale, paziente e amorevole, ha bisogno di illudersi che un cane stia subito meglio dopo una sola puntata e qualche stritolamento di collo e scossetta. E i fan di Millan quand’è che si daranno una scossa?

Via | LAV; Huffington Post
Foto | Allurbanradio

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