Coronavirus: l’inquinamento da mascherine e guanti uccide gli animali

L’inquinamento da mascherine e guanti usa e getta sta mettendo a rischio la vita degli animali. Ecco cosa spiegano gli ambientalisti.

mascherine

Anche a voi sarà capitato, camminando per strada, di vedere guanti e/o mascherine usa e getta abbandonati per terra.

Purtroppo la pandemia che stiamo vivendo non è accompagnata da un maggior senso di responsabilità o da una maggiore dimostrazione di coscienza da parte delle persone. Ancora molti di noi ignorano l’importanza di prendersi cura dell’ambiente, della natura e degli animali, e lo dimostrano anche nei gesti più banali, come quello di gettare per terra una mascherina usata o un paio di guanti di plastica.

Questi gesti apparentemente insignificanti però possono provocare serie conseguenze per la salute degli animali. Proprio pochi giorni fa, in Canada, sono state scattate delle immagini molto tristi. Inconsapevole protagonista degli scatti era un uccellino che è finito impigliato nell'elastico di una mascherina, e che purtroppo è morto soffocato dopo due giorni di sofferenze. Una situazione assurda, che in un mondo civile e attento non dovrebbe avvenire, ma che purtroppo accade ogni giorno.

Inquinamento da guanti e mascherine: l'appello del WWF


A lanciare l’allarme, nella speranza di arginare sul nascere questa “nuova” forma di inquinamento, è stato il Wwf, che ricorda che anche nello smaltimento di questi tipi di rifiuti servono responsabilità e cervello:

Una stima del Politecnico di Torino dice che per la Fase 2, serviranno 1 miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti al mese . Si tratta di quantitativi molto elevati che impongono un’assunzione di responsabilità da parte di chi utilizzerà questi dispositivi di protezione: bisogna che ognuno di noi faccia uno sforzo per far sì che si proceda con uno smaltimento corretto e con il minor impatto possibile sulla natura.

Il fatto che in questo momento abbiamo un grande nemico da combattere e dal quale difenderci – il coronavirus – non implica che bisogna perdere di vista altre battaglie che rimangono attuali e fondamentali, come quella per la salvaguardia dell’ambiente.

È necessario evitare che questi dispositivi, una volta diventati rifiuti, abbiano un impatto devastante sui nostri ambienti naturali e soprattutto sui nostri mari. Proprio per difendere il Mediterraneo che ogni anno già deve fare i conti con 570 mila tonnellate di plastica che finiscono nelle sue acque (è come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in mare ogni minuto) chiediamo alle istituzioni di predisporre opportuni raccoglitori per mascherine e guanti nei pressi dei porti dove i lavoratori saranno costretti ad usare queste protezioni per operare in sicurezza. Ma sarebbe opportuno che raccoglitori dedicati ai dispositivi di protezione fossero istallati anche anche nei parchi, nelle ville e nei pressi dei supermercati: si tratterebbe di un vantaggio per la nostra salute e per quella dell’ambiente.

In attesa che ciò avvenga, vi chiediamo di gettare guanti e mascherine nell’immondizia, e di non lasciarli in giro per strada.

via | La Stampa
Foto di Vesna Harni da Pixabay

  • shares
  • Mail