Gattari da legare: Il gatto delle nevi

Gattari da legare: Il gatto delle nevi

Qui sulle colline si è sparsa la voce, e sempre più gatti arrivano davanti alla mia porta per cena. Ultimamente, dai mucchi di neve che mi provocano depressione, spunta sempre più spesso un gattino tigrato, che mangia con una voracità impressionante. Al terzo piattino di croccantini mi sono resa conto che non poteva più trattarsi […]

Qui sulle colline si è sparsa la voce, e sempre più gatti arrivano davanti alla mia porta per cena. Ultimamente, dai mucchi di neve che mi provocano depressione, spunta sempre più spesso un gattino tigrato, che mangia con una voracità impressionante.

Al terzo piattino di croccantini mi sono resa conto che non poteva più trattarsi di fame: a ben guardare, il micetto è bello in carne, e credo che visiti senza vergogna il desco di più di una famiglia. Quello che mi impressiona è il suo modo di mangiare: sembra si tratti sempre del primo pasto dopo un mese di digiuno e dell’ultimo prima di tre mesi di carestia.

Di gatti insaziabili ne ho conosciuti, ma questo mi fa davvero paura: aspira il cibo senza masticare, sembra che una folata di vento si sia abbattuta sul piatto. Ho cercato di parlargli, seriamente, ma lui non alza nemmeno la testa. Si avventa sul cibo come un ariete, a testa bassa, e smaterializza ciò che si trova davanti. Temo che dovrò imparare la manovra di Heimlich.

Foto | Flickr

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