La nuova tassa su cani e gatti esiste davvero?


Negli ultimi giorni si fa un gran parlare di economia e di come il nuovo Governo affronterà la difficile situazione di questo periodo. Tra le varie opzioni che sono trapelate una in particolare ha fatto rizzare i capelli agli amanti degli animali. Si parlava di instaurare una sorta di tassa di proprietà per cani e gatti. Questa 2voce" ha creato un vero e proprio terremoto nel mondo degli internauti. Sui social network si sprecano le pagine dedicate a chi non vuole, giustamente, questa tassa, agli appelli al Capo del governo, alla proposta di manifestazioni e alla sottoscrizione di petizioni. Peccato che questa sia solo una delle tante voci che sono girate senza alcun tipo di controllo e che qualcuno ha "cavalcato" per alzare il polverone, ma facciamo chiarezza:

La tassa, inizialmente, era stata proposta sul serio. Il creatore del terribile balzello era un ex deputato del precedente Governo ed era, in buona sostanza, una sorta di tassa che i comuni potevano riscuotere. Per quanto odiosa sia l'idea di una tassa sui pets, che così li equiparerebbe a dei semplici oggetti come una tv o un'automobile, nelle intenzioni del promotore il fine era, quantomento, nobile. Con questa cifra, che variava dai 10 ai 30 euro l'anno, verrebbe destinata dai comuni alla sovvenzione dei canili locali. Accortosi, probabilmente, del trambusto che avrebbe provocato, l'onorevole ha fatto un passo indietro e ha specificato che potrebbero esserci esenzioni per chi ha i cani sterilizzati, per chi ha difficoltà economiche e per chi il cane lo ha adottato in canile. Vogliamo tranquillizzare tutti, però: questa tassa, il presidente Monti, non l'ha nemmeno presa in considerazione (almeno per ora).

Via|Leggo
Foto|Flickr

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