Charles Baudelaire, il gatto e il cuore innamorato












Tra le poesie dedicate ai gatti quella di Charles Baudelaire (1821-1867) dal titolo Il gatto (tratta da I fiori del male, che vide la luce nel 1857) paragona l'amore per una donna a quello per un micio. Secondo il poeta gli occhi dei felini e quelli delle donne sono simili: profondi, forse freddi, ma che, in ogni caso, ammaliano.
Charles Baudelaire, il gatto e il cuore innamorato

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
ritira le unghie nelle zampe,
lasciami sprofondare nei tuoi occhi
in cui l'agata si mescola al metallo.

Quando le mie dita carezzano a piacere
la tua testa e il tuo dorso elastico e la mia mano
s'inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato,
vedo in ispirito la mia donna.

Il suo sguardo, profondo e freddo come il tuo, amabile bestia,
taglia e fende simile a un dardo, e dai piedi alla testa
un'aria sottile, un temibile profumo
ondeggiano intorno al suo corpo bruno.

Cosa provate voi quando accarezzate il vostro gatto e lo guardate negli occhi?

Foto | Flickr

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