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Anchilostomi nel gatto: sintomi e terapia

Anchilostomi nel gatto: sintomi e terapia

Avevamo accennato già agli anchilostomi o ancylostomi nell’articolo in cui parlavamo delle principali parassitosi intestinali dei gatti. In questo post andremo ad approfondire l’argomento, guardando cause, sintomi, diagnosi e terapia.

Cause e ciclo vitale

Gli anchilostomi fanno parte dei nematodi, i cosiddetti vermi rotondi: lunghi circa 1,5 centimetri di lunghezza, vivono normalmente nell’intestino sia del cane che del gatto. Per quanto riguarda il ciclo vitale, gli adulti come dicevo vivono nell’intestino dei gatti: qui si accoppiano e producono le uova, pensate che una femmina arriva a deporre anche 20.000 uova al giorno.

A questo punto le uova vengono espulse con le feci sul terreno. Le uova dopo circa sette giorni schiudono e danno origine a una larva. Le larve a loro volta possono sopravvivere anche mesi nel terreno, soprattutto d’estate quando fa caldo.

Le larve a questo punto entrano nel gatto perforando la pelle delle zampe e dei cuscinetti, penetrano nell’organismo e migrano i parecchi organi: polmoni, fegato, reni, milza e anche nei feti. In questi organi le larve possono incistarsi, ma quelle che arrivano nel polmone finiscono per passare nel catarro e quando questo viene espulso dai bronchi con la tosse, ecco che vengono deglutite di nuova, arrivano nell’intestino e si trasformano in adulti, ricominciando il ciclo da capo.

Sintomi e modalità di trasmissione

Le via di trasmissione sono dunque o la penetrazione delle larve presenti sul terreno direttamente dai polpastrelli e dalle zampe o l’ingestione diretta delle uova o la trasmissione per via fetale durante la gravidanza o anche durante l’allattamento. Inoltre non è escluso che con le scarpe sporche di terra, possiamo essere noi a portare in casa le uova.

I sintomi degli anchilostomi possono essere:

  • diarrea
  • diarrea con sangue
  • dimagrimento
  • crescita stentata nei cuccioli
  • dermatite cronica
  • anemia

Questo perché i vermi adulti sono ematofagi, si nutrono del sangue dell’ospite provocando anemia. Quindi di per sé, soprattutto nei gattini, ma anche negli adulti in cui magari viene trascurata la sintomatologia, potenzialmente un’infestazione massiva di anchilostomi può essere veramente grave e debilitante per il micio.

Diagnosi e terapia

La diagnosi di anchilostomi viene effettuata dal veterinario con l’esame microscopico delle feci fatto per flottazione. La terapia base è agevole, si tratta di somministrare i normali vermifughi ad ampio spettro, mentre bisognerebbe prendere in considerazione l’ipotesi di dover trattare anche gli altri sintomi, come l’anemia e la dermatite, soprattutto nel caso in cui l’infestazione sia già presente da un po’ e in cui magari ci siano anche delle concomitanti complicazioni batteriche. .

Occhio poi che le larve possono migrare anche attraverso la pelle umana, dando origine alla cosiddetta sindrome della larva migrans cutanea. Quindi attenzione a quando si tocca il terriccio, rispettiamo sempre le normali norme igieniche di base.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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