Zoonosi: la sindrome da larva migrans viscerale nella Toxoacariasi

Oggi inauguriamo il capitolo dedicato alle principali zoonosi, ovvero malattie che possono essere trasmesse da animale a uomo e viceversa. Andiamo a conoscere la sindrome da larva migrans viscerale e la sindrome da larva migrans oculare provocata dalla Toxoacariasi.

L’idea per una serie di articoli relativi alle principali zoonosi mi è venuta in mente perché spesso si creano facili allarmismi: si sente parlare di una determinata malattia che può essere una zoonosi, ma di fatto non si conosce nulla su questa malattia né sulle modalità di contagio. Ecco perché secondo me conviene saperne qualcosa di più. Oggi andremo a vedere la toxoacariasi, ovvero una malattia cronica tendenzialmente non grave che può colpire adulti e bambini. In pratica è provocata dalla migrazione in organi e tessuti delle forme larvali degli ascaridi Toxoacara canis e Toxoacara cati, agenti della comune ascaridosi in cani e gatti.

La toxoacariasi nell’uomo

Fondamentalmente l’uomo contrae la toxoacariasi perché tocca a mani nude feci di cani e gatti e si mette poi le suddette mani in bocca, non lavate: quindi la trasmissione è oro-fecale. Direi che le norme igieniche di base dovrebbero garantirci una certa sicurezza, tuttavia non è detto che queste larve non si trovino nel terreno.

Quindi le larve penetrano per via orale, il periodo di incubazione dura da qualche settimana a mesi, le uova si schiudono nell’intestino, nascono le larve che migrano perforando la parete intestinale, viaggiano nella circolazione sistemica e invadono l’organismo, con predilezione per il sistema nervoso centrale, l’occhio, il fegato, i polmoni e il cuore.

I sintomi della toxoacariasi nell’uomo sono:


  • talvolta forme asintomatiche
  • talvolta forme fulminanti mortali
  • tosse, dispnea, febbre
  • epatomegalia
  • splenomegalia e linfoadenomegalia più rare
  • orticaria e noduli cutanei
  • convulsioni (rare)
  • endoftalmite e granuloma parassitario della retina con perdita del visus
  • eosinofilia
  • ipergammaglobulinemia

La parassitosi negli animali


Gatto cane

Di ascaridi in cane e gatto abbiamo già abbondantemente parlato, qui rinnoviamo solo i concetti base. Toxoacara canis, Toxoacara cati e Toxascaris leonina sono nematodi, vermi rotondi che parassitano l’intestino dei nostri pet. Sono i classici vermi dei cuccioli e dei gatti, di aspetto simile a lunghi spaghetti e il loro ciclo vitale presenta alcune interessanti peculiarità:


  • normalmente cani e gatti si possono infestare ingerendo o leccando feci infestate o terriccio contaminato. Dopo aver ingerito le uova ecco che queste si schiudono, nasce una larve che migra per via ematica verso fegato e polmoni, qui risalgono l’albero respiratorio, finiscono in trachea, vengono deglutite, maturano e nell’intestino diventano adulte e cominciano a eliminare altre uova
  • ricordiamo che nei soggetti adulti le larve si incistano a livello di muscolatura e organi e qui rimangono quiescenti. Nelle femmine gravide non preventivamente sverminate prima dell’accoppiamento, ecco che a causa del calo delle difese immunitarie queste larve si riattivano e raggiungono il polmone del feto. Dopo la nascita, queste riprendono il viaggio verso l’intestino del cucciolo ed ecco spiegato perché quasi tutti i cuccioli e i gattini hanno gli ascaridi
  • per quanto riguarda i sintomi in cani e gatti, nelle forme lievi abbiamo diarrea transitoria, crescita stentata, mantello opaco. Ma nei casi di infestazioni massive possiamo avere grave diarrea con disidratazione, vomito di parassiti adulti e anche blocco intestinale provocato da grosse matasse di vermi. Raramente si assiste a perforazione dell’intestino con peritonite, occlusione dei dotti biliari, mentre talvolta si assiste a tosse e muco dal naso. Cuccioli gravemente parassitati possono morire anche pochi giorni dopo la nascita

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Qole

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