Iperkaliemia nel cane e nel gatto: cause e cosa fare

Torniamo a parlare di esami di laboratorio, questa volta andiamo a vedere l’iperkaliemia nel cane e nel gatto, andando a vedere di che cosa si tratta, le cause e cosa fare.

Era da qualche tempo che non parlavamo di esami di laboratorio nel cane e nel gatto. Ed’ solo giusto che, dopo aver parlato diffusamente di ipernatriemia, oggi si vada a discutere di iperkaliemia. L’iperkaliemia non è niente altro che un eccesso di potassio nel sangue (il simbolo chimico del potassio è k, da cui il nome). Normalmente si parla di iperkaliemia quando i valori nel sangue superano i 5,5 mEq/l nel cane e i 5 mEq/l nel gatto. E adesso andiamo a vedere cause, sintomi e terapia dell’iperkaliemia.

Cause e sintomi


Gatto guarda cane

Le principali cause di iperkaliemia nel cane e nel gatto sono:


  • morbo di Addison
  • insufficienza renale acuta
  • insufficienza renale cronica in stadio terminale
  • ostruzione uretrale
  • lesioni delle vie urinarie con versamento di urina in addome
  • gastroenterite
  • acidosi metabolica
  • rabdomiolisi da traumi o trombi che si dissolvono
  • ipertermia
  • iatrogena: terapia reidratante, diuretici antikaliuretici, agonisti alfa-adrenergici, beta-bloccanti, captopril, digitale, FANS
  • pseudoiperkaliemia: emolisi (tipico degli Akita, nelle altre razze l’emolisi non provoca pseudoiperkaliemia), trombocitosi, leucocitosi, ipernatriemia

I sintomi dell’iperkaliemia dipendono dalla gravità del problema. Se si rimane comunque al di sotto dei 6,5 meq/l di solito non si hanno sintomi, mentre quando è superiore ecco che compaiono:


  • debolezza muscolare
  • alterazioni del ritmo cardiaco (rallenta la conduttività)
  • bradicardia
  • aritmie
  • arresto cardiaco

La diagnosi di iperkaliemia viene effettuata tramite esame del sangue. Una volta stabilito che si ha un’iperkaliemia, bisogna trovare la causa scatenante

Cosa fare e terapia

Se tramite le analisi del sangue di base viene scoperta un’iperkaliemia, non basta, non è una malattia: probabilmente serviranno una visita accurata e altre indagini per stabilire la causa. E’ un po’ come con l’anemia: molti sono convinti che si tratti di una malattia, ma è un’alterazione ematica, di per sé dire che un cane/gatto/persona ha l’anemia non significa aver trovato la malattia, ma aver scoperto un segno clinico da indagare per capire la vera causa del problema.

Di solito per livelli di iperkaliemia moderati, risolta la causa scatenante, ecco che i livelli di potassio nel sangue rientrano nella norma. Se però abbiamo alti livelli o c’è già sofferenza cardiaca, ecco che bisogna adottare una terapia sintomatica tramite flebo per via endovenosa con soluzione fisiologica, eventualmente con l’aggiunta di destrosio al 5% (non di più perché altrimenti si provoca flebite a meno di non utilizzare vasi di grosso calibro) che stimola la produzione di insulina e quindi il passaggio di glucosio e potassio dal comparto extracellulare a quello intracellulare. In casi gravi, per lo stesso motivo si somministra anche insulina e bicarbonato di sodio. Ovviamente sono terapie a breve termine, se non si riesce a risolvere la causa primaria, la prognosi è infausta.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Loauc

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