Uno zoo senza gabbie: è proprio l'idea migliore?

Uno studio di architettura della Danimarca sta lavorando a un progetto per realizzare uno zoo senza gabbie in cui gli animali non vedono gli uomini: è un progetto che lascia molte perplessità

Uno zoo senza gabbie è il progetto dello studio di architettura BIG, in Danimarca: l’idea è quella di ristrutturare il giardino zoologico di Givskud (che risale agli anni ’60) con un progetto che è definito avveniristico. In pratica, sotto un grande piazzale saranno collocate le biglietterie, i vari negozi di souvenir e tutto il resto logistico; la parte superiore del piazzale permetterà di guardare gli animali da diversi punti di osservazione, con un percorso anche per mountain bike. Gli animali non umani vivranno in un ambiente che ricorda molto quello naturale. Inoltre, tutto sarà realizzato in modo che gli animali non vedano gli umani, ma possano essere visti dagli uomini. Gli architetti stessi hanno confessato che questo progetto è duro da realizzare e che

La speranza non è solo quella di soddisfare egualmente animali e visitatori, ma anche quella di imparare qualcosa che un domani possa essere trasferito nella giungla urbana

Uno zoo senza gabbie sembra una bella cosa, ma a ben guardare non è così. Gli animali vengono sfruttati per diversi motivi e tra questi c’è anche il divertimento, tra cui annoveriamo circhi e zoo: si tratta di un male non necessario. Il progetto di questo zoo in particolare, poi, è sempre antropocentrico perché l’idea è quella di continuare a studiare gli animali non umani per poi applicare il risultato degli studi al contesto umano (la giunga urbana, di cui parlano gli architetti): chissà, magari le città del futuro saranno costruite in modo che gli abitanti di un quartiere povero non possano vedere quelli di una zona ricca, ma possano essere visti e studiati.

Lo zoo – come il circo con gli animali – è un luogo in cui l’essere umano impone, con la forza, la propria supremazia sugli animali non umani, soggiogandoli al proprio volere. Il filosofo Gaston Berger (1896-1960) diceva che lo zoo è il luogo definitivo in cui la relazione uomo animali si rompe, e chiosava:

Lo zoo non può non deludere. Lo scopo pubblico degli zoo è quello di offrire ai visitatori l’opportunità di vedere gli animali. Ma in nessuna parte di uno zoo un estraneo può incontrare lo sguardo di un animale. Al massimo, l’animale occhieggia e va oltre. Loro sono da un’altra parte. Guardano ciecamente al di là. Scansionano meccanicamente. Sono stati immunizzati agli incontri, perché nulla in alcun caso può occupare la parte centrale della loro attenzione.

Uno zoo senza gabbie, quindi? Molto meglio uno zoo senza animali non umani!

Un leopardo in uno zoo

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