Tre cuccioli gettati da un ponte e abbandonati su una scarpata a Massa Lubrense: è quanto accaduto nella mattinata del 23 ottobre 2026, intorno alle ore 11:00, nella località di Marciano. A salvarli sono stati i Vigili del fuoco, i volontari dell’ENPA e altri volontari che si sono coordinati sul posto dopo aver sentito i lamenti disperati dei tre animali. Una storia che ha il sapore amaro dell’abbandono ma che, almeno in questo caso, si è conclusa con i cuccioli salvati dal ponte e portati in salvo.
Cosa è successo a Marciano, frazione di Massa Lubrense
La zona di Marciano, nel comune di Massa Lubrense in provincia di Napoli, è attraversata da un ponte sotto il quale si apre una scarpata impervia, difficile da raggiungere senza attrezzatura adeguata. Qualcuno, nella mattinata di venerdì, ha lanciato tre cuccioli da quel ponte, lasciandoli cadere nel vuoto verso la vegetazione sottostante. Un gesto deliberato, che ha esposto i tre animali a un rischio concreto e immediato.
Non è chiaro chi abbia dato per primo l’allarme, ma ciò che ha permesso di localizzare i cuccioli sono stati i loro lamenti: vocalizzazioni acute, ripeture, inequivocabili. Chiunque si trovasse nelle vicinanze non ha potuto ignorarle. È proprio grazie a quei suoni che i soccorritori hanno potuto orientarsi e avviare le operazioni di recupero in un’area altrimenti difficile da ispezionare.
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Il coordinamento tra Vigili del fuoco, ENPA e volontari
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, che dispongono delle attrezzature necessarie per operare in ambienti impervi come scarpate e anfratti sotto ponti. Insieme a loro hanno lavorato i volontari dell’ENPA — l’Ente Nazionale Protezione Animali — e altri volontari che si sono mobilitati tempestivamente. La sinergia tra questi soggetti è stata determinante: senza il coordinamento tra competenze tecniche di soccorso e conoscenza nella gestione degli animali, il recupero sarebbe stato molto più complesso.
Operazioni di questo tipo richiedono attenzione doppia: da un lato la sicurezza degli operatori che si calano o si muovono su terreni instabili, dall’altro la gestione degli animali stessi, che in uno stato di paura e stress acuto possono reagire in modo imprevedibile. I cuccioli, dopo una caduta da un ponte e ore di isolamento, si trovavano quasi certamente in uno stato di forte agitazione. Avvicinarsi con calma, evitare movimenti bruschi e usare tecniche appropriate per la cattura in sicurezza sono aspetti che i volontari ENPA conoscono bene.
Perché i cuccioli salvati dal ponte hanno fatto notizia — e cosa ci dice questo caso
Episodi come quello dei cuccioli salvati a Marciano emergono periodicamente, e ogni volta riaccendono il dibattito sull’abbandono degli animali in Italia. Lanciare cuccioli da un ponte non è solo un atto crudele: è un reato. La normativa italiana, in particolare la legge 189 del 2004, punisce il maltrattamento e l’abbandono di animali con pene che includono la reclusione e la multa. Le indagini per risalire ai responsabili di quanto accaduto a Massa Lubrense sono una possibilità concreta, anche se identificare chi compie questi gesti in zone isolate rimane spesso difficile.
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Dal punto di vista comportamentale, è utile ricordare che i cuccioli — specialmente nelle prime settimane di vita — sono estremamente vulnerabili allo stress ambientale. La separazione improvvisa, il trauma fisico di una caduta e l’esposizione prolungata all’aperto possono avere conseguenze significative sul sistema nervoso in sviluppo. I lamenti che hanno permesso di individuarli non erano semplici versi: erano segnali di distress acuto, la risposta vocale tipica dei cuccioli separati dalla madre o esposti a una situazione percepita come pericolosa.
L’abbandono degli animali: un problema che non si risolve da solo
L’Italia conta ogni anno decine di migliaia di cani e gatti abbandonati. I mesi estivi e i periodi di transizione stagionale — come l’autunno — registrano picchi di abbandoni, spesso legati a cuccioli nati da gravidanze indesiderate. La sterilizzazione, la corretta gestione degli animali non registrati e una cultura della responsabilità nell’adozione sono strumenti concreti per ridurre questi fenomeni nel lungo periodo.
Organizzazioni come l’ENPA operano quotidianamente su questo fronte, non solo nelle emergenze ma anche nella prevenzione, nell’educazione e nella gestione dei rifugi. Il loro intervento a Massa Lubrense è un esempio di come la rete del volontariato animale in Italia riesca, quando funziona, a fare la differenza in tempi rapidi. Per chi volesse sostenere queste attività o segnalare situazioni di abbandono, il sito ufficiale dell’ENPA raccoglie contatti e informazioni su come contribuire.
Tre cuccioli lanciati da un ponte il 23 ottobre 2026 sono vivi perché qualcuno ha ascoltato i loro lamenti e ha chiamato i soccorsi. È una buona notizia, ma racconta anche qualcosa di scomodo: che certi gesti accadono ancora, e che la risposta — per ora — dipende ancora troppo dalla fortuna di essere sentiti.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.


