Green Hill, la sentenza della Cassazione: confermate le condanne

La Corte di cassazione conferma la condanna dei vertici dell’allevamento di cani di Green Hill.

Beagle

Green Hill - E’ arrivata la sentenza della Corte di Cassazione in merito al ricorso presentato dai legali del responsabile dell’allevamento Green Hill, finito nella bufera alcuni anni fa, per via del trattamento riservato a tanti animali innocenti, vittime di un trattamento a dir poco disumano. In seguito ai processi condotti dal tribunale di Brescia, i titolari dell’allevamento di beagle erano stati condannati per “maltrattamenti e uccisioni senza necessità”, alla pena di un anno e 6 mesi di reclusione per il veterinario e il co-gestore della struttura, e a un anno di reclusione e al risarcimento delle spese per il direttore dell’allevamento.

È stata poi disposta la sospensione dell’attività per 2 anni e la confisca dei cani, che sono stati poi affidati a tante volenterose famiglie sparse su tutto il Paese.

Ebbene, nelle scorse ore è finalmente giunta la sentenza della Corte di Cassazione, chiamata a decidere in merito al ricorso presentato dagli avvocati degli imputati. La decisione presa dai supremi giudici della Corte di Cassazione è quella di confermare le condanne per i vertici di Green Hill. La Suprema Corte ha dunque confermato le pene di un anno e 6 mesi per il co-gestore della struttura e per il veterinario, mentre il direttore dell’allevamento è stato condannato ad un anno in via definitiva.

Ancora è in corso il processo parallelo a carico di veterinari e dei dipendenti che lavoravano all’interno della struttura.

via | Ansa, Il fatto quotidiano,

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