José Saramago e i cani da guardia: due poesie

José Saramago e i cani da guardia: due poesie

José Saramago è stato ospite più di una volta su Petsblog con le sue poesie sui cani. Con lui avevamo riflettuto sulla tassidermia, ovvero dell'imbalsamazione degli animali da affezione. Nelle poesie Dimissione e Fratellanza, poi, ci presenta il cane come esempio di scaltrezza e come modello per giudicare lucidamente la realtà.

Ora vi proponiamo altre due poesie del Premio Nobel per la letteratura: Ho un fratello siamese e Due grani di sale. In esse il cane è visto nella sua funzione di “cane da guardia” e, come tale, viene messa in risalta la sua capacità di ringhiare e minacciare.

José Saramago e i cani da guardia: due poesie

Ho un fratello siamese

Ho un fratello siamese
(altri ce l'hanno, ma il mio,
incollato alle mie suole,
se ne sta lungo per terra,
tutto roso dalla rabbia
d'esser piatto più di me).

Ho un fratello siamese
(l'ombra è, cane da guardia,
va davanti o di traverso
secondo luce e umore,
sempre in modo da restare
entro i limiti del certo).

Ho un fratello siamese
(la mia morte anticipata,
già adagiata,
in attesa che mi accada).

Due grani di sale

Due grani di sale sulla pupilla;
i pugni ben serrati, che rinserrano
gli spigoli appuntiti del cristallo;
nell'acqua mi esce il sangue, macchia blanda,
che naviga negli occhi, mentre il grido
martella contro i denti che lo strozzano:
nel mentre che il sorriso mi traveste
la minaccia, il ringhio, il can da guardia.

Foto | Howdy, I'm H. Michael Karshis416style

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