Orso ucciso a Pettorano sul Gizio, Aiw: "Non c'è stata nessuna condanna penale"

Dopo l’uccisione dell’orso avvenuta a Pettorano sul Gizio non è stata emessa alcuna condanna penale, ma una condanna civile.

Orso

Dopo l’uccisione di un orso, avvenuta a Pettorano sul Gizio nel 2014, non sarebbe stata emessa alcuna sentenza penale. A renderlo noto sono i membri dell’Associazione italiana wilderness (Aiw), i quali spiegano che, dopo lo sdegno da parte dell’opinione pubblica in seguito alla sentenza di assoluzione in primo grado, l’autore di questa uccisione non è stato condannato a livello penale per aver commesso il fatto, ma è stato condannato piuttosto in sede civile.

Si dovrà ora aspettare la pubblicazione della sentenza per capire esattamente cosa abbiano effettivamente deciso i giudici e su quali basi. Perché in questo caso si trattava di stabilire se era o meno legittimo che un cittadino difendendo la propria vita ed i propri interessi, ancorché arrecando un danno indiretto alla collettività (l’uccisione dell’orso) possa godere o meno delle giustificazioni e/o almeno attenuanti (che forse ci sono state, vista la mitezza della pena) perché è per questo danno indiretto che la persona sembra essere stata condannata.

A commentare la sentenza è stato anche il WWF Abruzzo, che invece ricorda come questa condanna sia stata possibile proprio perché le Associazioni ambientaliste (WWF Italia, LAV e Salviamo l’Orso), che avevano impugnato la tanto discussa sentenza di I grado.

Questa è una sentenza destinata a creare un precedente giurisprudenziale importante in tema di uccisione di animali selvatici. Si è arrivati a questo risultato grazie a esami e prove scientifiche, quali analisi medico-veterinarie, autopsia, consulenze balistiche,

ha spiegato l’Avvocato Michele Pezone, che ha rappresentato le Associazioni ambientaliste durante il processo. Il legale ha anche aggiunto che un simile esito sottolinea la grande attenzione che merita un animale come l’Orso marsicano.

via | AbruzzoLive, WWF
Foto di Robert Balog da Pixabay

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