Gattari da legare: I gatti e le porte chiuse

Gattari da legare: I gatti e le porte chiuse

Ogni gatto ha un nemico: la porta chiusa!

Interno giorno. Appartamento arredato con sobrietà: quasi nessun soprammobile. In compenso, molte coperte e teli scoloriti su poltrone e divani. Una porta è chiusa: davanti a essa, un gatto gratta il legno con insistenza. “Non puoi entrare, ho pulito tutto. Scordatelo, stavolta non mi intorti”.

La scena successiva è la stessa, pochi minuti dopo. La porta è aperta, ma il gatto è allo stesso posto. Anzi, dà le spalle alla stessa. La bipede è contrariata, ma totalmente disarmata. Come sempre, davanti al suo gatto.

Il problema, coi gatti, sono le porte: credo esista una cospirazione felina mondiale per abolirle. Ai gatti non interessa affatto cosa si celi dietro una porta chiusa, ma interessa poter raggiungere qualsiasi posto della casa essi desiderino nel momento stesso in cui iniziano a desiderarlo. Più di una volta, distrutta dai loro miagolii atroci e dalle unghiate continue, ho dovuto interrompere ciò che stavo facendo (incluso dormire) per aprire una porta che non avrebbero varcato.

“Adesso entri!”. Niente. “Vai, ho aperto!”. Zero reazioni. Anzi, spesso il micio va via appena ottenuto ciò che vuole. Sta lì, vi guarda con occhio lucido e la testa inclinata: “Apri, ti prego”. Voi lo fate, e lui se ne va. Ma provate a richiudere la porta, fosse pure quella che dà sul giardino in pieno gennaio! La scena ricomincerebbe. La casa di mia madre, a piano terra, è un unico grande ambiente. Ma non è servito, perché se non ci sono porte ci sono finestre, se non ci sono finestre ci sono ante dei mobili. Una casa abitata da un gatto è una casa senza segreti, con tutte le porte aperte e ogni ambiente visibile: non diffidate mai, dei gattari.

Foto | Flickr

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