Green Hill, la storia in un video

La sede italiana di Green Hill si trova a Montichiari, Brescia; cinque capannoni usati come allevamento di cani Beagle destinati ai laboratori di sperimentazione di molti Paesi europei. Green Hill inizia ad entrare nelle cronache nazionali nel 2010, quando un gruppo di attivisti si riunisce nel gruppo “Fermare Green Hill”.

Il passaparola sulla rete è veloce e presto si organizzano molte manifestazioni contro l’azienda americana; inizialmente i cortei si svolgono nel paese bresciano, ma rapidamente la protesta assume carattere nazionale e vengono organizzate manifestazioni a Milano e Roma, con migliaia di persone che sfilano nelle città schierandosi contro la sperimentazione animale.

In una notte dell’ottobre 2011 cinque attivisti riescono a penetrare le recinzioni di Green Hill e si accampano sul tetto di uno dei capannoni. Rimarranno lì per due giorni, in segno di protesta, attraendo la stampa per sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica.

Al motto di “Green Hill deve chiudere”, il 28 aprile 2012 si organizza a Montichiari quella che è ormai considerata la manifestazione simbolo della lotta italiana a Green Hill e alla sperimentazione animale: alcuni manifestanti riescono a scalvare le recinzioni, entrare in uno dei capannoni e liberare alcuni dei beagle lì rinchiusi.

A luglio 2012 Green Hill viene temporaneamente messa sotto sequestro giudiziario e i cani vengono affidati a migliaia di famiglie italiane, grazie alla collaborazione di Lav e Lega Ambiente. E mentre si attende il giudizio della magistratura relativamente alla rivendicazione dei cani da parte dell’azienda americana, i Beagle salvati si godono la libertà e l’affetto dei loro nuovi proprietari. Lo dimostrano le commoventi immagini di Vegan, la prima cagnolina che ha potuto varcare i cancelli di Green Hill e che ora corre felice nella neve.

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