Tartarughe d’acqua, corretta gestione dell’acquario

Tartaruga d'acqua dolce

Qual è la corretta gestione dell’acquario di una tartaruga? Vi sembra un argomento poco veterinario? Assolutamente sbagliato. La maggior parte delle malattie delle tartarughe è causata da un’errata gestione o dell’alimentazione o dell’ambiente in cui vive, quindi dell’acquario. Oggi andremo a fare una panoramica generale su cosa vuol dire tenere bene una tartaruga.

Una premessa: le nostre tartarughine acquatiche diventano anche di grandi dimensioni. Se qualcuno vi dice con orgoglio che la sua è sempre rimasta piccola, ebbene, la sta alimentando in maniera sbagliata e gli sta alterando la crescita. Quando sarete tentati di prendere una tartarughina, valutate bene due aspetti della vicenda:


  1. la tartarughina crescerà, quindi avrà bisogno di un acquario confacente alle sue dimensioni. Se in casa non avete abbastanza spazio, allora lasciate stare la tartaruga e scegliete un altro pet da compagnia
  2. le attrezzature per avere un acquario degno di questo nome costano. Se non avete i fondi a disposizione, evitate di comprare una tartaruga e di confinarla nel classico acquario basso con palmetta: equivarrebbe a tenere un coniglio sempre in gabbia, un cane sempre alla catena, ovvero una prigione a vita

Dimensioni

In linea generale, per quanto riguarda le dimensioni dell’acquario, devono essere le più grandi possibili. Sta a voi decidere se prendere già un acquario gigantesco in previsione della crescita della tartaruga o se cambiarlo periodicamente seguendo l’accrescimento della tartarughina. In linea generale seguite questa regola: l’altezza dell’acqua dove la tartaruga può notare deve essere di almeno due volte il suo lato più lungo (misurato dalla punta del naso alla punta della coda), la larghezza dell’acquario deve essere almeno di cinque volte questa misura, l’altezza della parte di acquario al di sopra della zona emersa deve essere di almeno una volta e mezzo/due questa misura, proprio per impedire fughe.

Filtro, Termostato, lampada riscaldante e lampada UVB

Per avere un acquario degno di questo nome, occorre che ci siano diverse strutture a renderlo abitabile e a misura di tartaruga:


  • Filtro: indispensabile per mantenere l’acqua costantemente pulita, è impensabile con acquari di grosse dimensioni fare a mano. Ci sono degli ottimi filtri esterni, caricati con apposite resine, che permettono il filtraggio dell’acqua e collegato a una pompa elettrica di adeguata potenza che riporterà l’acqua filtrata nell’acquario con apposito tubo a cascata, in modo da migliorare l’ossigenazione. La dimensione del filtro dovrà essere adeguata alle dimensioni dell’acquario. Il filtro andrà poi periodicamente ripulito, almeno una volta al mese, con acqua tiepida, più spesso d’estate.

  • Lampada riscaldante: al di sopra dell’acquario, ad un’altezza tale da non causare ustioni alla tartaruga, andrà appesa l’apposita lampada riscaldante per rettili. Questa serve per ricreare un hot spot, ovvero un punto caldo a livello della zona emersa (anche se in parte si rifletterà anche nell’acqua). Questo perché il meccanismo di termoregolazione delle tartarughe prevede che esse si spostino continuamente da un punto caldo a uno freddo. Questo significa che la lampada riscaldante non andrà messa al centro dell’acquario, altrimenti la temperatura sarà uniforme, bensì da un lato. Questa andrà sempre tenuta accesa.
  • Lampada UVB: altra lampada indispensabile è la lampada UVB per rettili. Questa lampada garantisce il corretto sviluppo della tartaruga, fornendo i raggi ultravioletti indispensabili al metabolismo del calcio e della vitamina D. Non andrà tenuta accesa tutto il giorno, massimo per otto-dodici ore, a simulare il ritmo giorno/notte. Esistono delle lampade che contengono sia lampada riscaldante che UVB insieme: sta a voi valutare se le preferite unite (ma in caso di mal funzionamento non avrete né UVB né riscaldamento) o se separate. Molti proprietari pensano di poter scegliere o la lampada riscaldante o quella a UVB: no, servono tutte e due alla tartaruga.
  • Termoriscaldatore: fondamentale è che l’acqua della tartaruga sia riscaldata. Essendo animali eterotermi, se vivono in acqua tiepida o troppo fredda, il loro metabolismo rallenta fino a portarle in ipotermia che non è assolutamente il letargo: significa che le loro funzioni vitali rallentano fino a farle morire. Ecco dunque che sarà necessario utilizzare un apposito termoriscaldatore (ce ne sono di verticali da attaccare alla parete o esistono anche tappetini/rocce termoriscaldanti, ma occhio che spesso le tartarughe si ustionano con questi) che dovrà mantenere l’acqua fra 26-28 gradi. Tartarughe tenute a 20 gradi vanno in ipotermia. Quando si parla di termoriscaldatore, molti proprietari pensano che basti tenere la tartaruga vicino al termosifone per avere la temperatura ideale, ma provate a misurarla e vi renderete conto che state facendo congelare la povera bestiolina. Attenzione ad occultare bene il termoriscaldatore sotto una tegola modificata o sotto un mattone cavo, perché la tartaruga si ustiona se lo tocca per errore.
  • Termostato: il termostato è un’altra attrezzatura indispensabile perché vi dirà se il termoriscaldatore funziona e riesce a mantenere l’acqua alla giusta temperatura o se non funziona o perché è rotto o perché di potenza insufficiente per il volume di acqua dell’acquario.

Zona emersa

Le tartarughe d’acqua hanno bisogno di un adeguata zona emersa su cui riposare quando sono stanche di stare in acqua. Gli acquari industriali ne hanno già una predisposta, altrimenti potete crearne una voi con dei mattoni o delle pietre. La zona emersa dovrà contenere un’apposita area con sabbia se ci sono femmine adulte, anche in assenza di maschi, da sfruttare in caso di ovodeposizione, ma anche tanti nascondigli fatti di corteccia, sughero, foglie, cocci di vasi capovolti dove la tartaruga possa nascondersi. Metterei anche delle pietre, però occhio che la tartaruga potrebbe arrampicarsi sopra e fuggire: le tartarughe sono bravissime nelle fughe. Attenzione poi a sistemare i nascondigli in modo che non possano cadere in testa alla tartaruga.

Materiale di fondo

Per quanto riguarda il materiale di fondo vanno bene pietre, ghiaia o sabbia, ma queste ultime due onestamente potrebbero essere ingerite in quantità eccessiva e causare dei blocchi intestinali, per cui opterei per delle pietre ancorate al fondo con del silicone. L’alternativa è quella di utilizzare il classico tappetino verde di erba finta, avendo cura di farlo aderire bene al fondo e di eliminare sfilacciamenti laterali in modo che la tartaruga non possa ingerirli per errore.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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