Quali sono le "colpe" dei gatti neri


La settimana scorsa vi parlavamo di un signore che ha fatto causa ad un gatto nero perché, a suo dire, la sfortuna emanata dal felino sarebbe la causa di molte sue disavventure. Tutto sembra avere inizio quando ha cominciato a diffondersi la dottrina della Chiesa cattolica. Il paganesimo venerava i gatti e si pensò che, per contrastare questa usanza e favorire la chiesa, era giusto far passare i gatti come mostri demoniaci. Un periodo molto buio per i nostri amici felini è stato il Medioevo dove nascevano numerose storie paradossali sui gatti. Una di queste parla di San Cadoco che ingannò il Diavolo facendo passare su un ponte costruito un gatto nero. Si diceva che uccidere un gatto nero su un campo appena arato portasse un buon raccolto, che seppellire dei gatti vivi nelle fondamenta di una casa ne rendesse le mura solide (la torre di Londra è stata costruita così). Molti gatti, nel medioevo, sono stati anche arsi vivi perché ritenuti responsabili di malattie e pestilenze.

Non tutto, però, è negativo. Come ben saprete gli antichi egizi veneravano Bastet, una divinità dalla testa di gatto. Venivano trattati come principi e a loro erano riservati i cibi più prelibati. Non era raro il caso in cui, alla morte di un gatto, venisse fatto un vero e proprio funerale con tanto di rito e di mummificazione. In Inghilterra, chi possiede un gatto nero, viene considerata una persona fortunata e picchiare di notte un gatto nero con la mano destra avrebbe portato alla paralisi dell'arto (non si conoscono gli esiti per la mano sinistra). Ci sono poi credenze più spicciole. sapevate, ad esempio, che il gatto prevede gli incontri? Se lo vedete che si lecca la parte anteriore del corpo arriverà un uomo, se la parte interessata è quella posteriore arriverà una donna anziana. Se il gatto si lecca la coda beh, non rispondete al citofono: sarà una visita piuttosto sgradevole!

Via| Tittiweb
Foto|Flickr

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: