Come insegnare al cane a tornare al richiamo

Come sappiamo, è fondamentale lasciare il cucciolo libero di giocare e interagire coi suoi simili. Di conseguenza, è essenziale che il cane torni dal proprietario rispondendo al suo richiamo.

Il “vieni” è uno dei primi comandi che ogni proprietario dovrebbe insegnare al proprio cucciolo. Vediamo allora qual è il modo migliore per insegnarlo.

Per insegnare una nuova parola, è consigliabile iniziare gli esercizi in casa, in modo che il cane sia tranquillo e non ci sia alcuna distrazione. Se i proprietari sono due, il gioco è più semplice: ci si può ad esempio posizionare ai due lati opposti della stanza o del corridoio e chiamare in modo alternato il cucciolo, pronunciando il suo nome (per avere l’attenzione del cane e comunicargli che stiamo parlando con lui) seguito dalla parola “vieni”, attirandolo con un bocconcino e premiandolo con carezze, parole di lode e col biscottino appena risponde al richiamo.

Quando il cucciolo avrà imparato il significato della parola “vieni”, sarà possibile ripetere l’esercizio in ambiente esterno. Anche in questo caso, approfittiamo dei momenti in cui il cane non è distratto o impegnato in altre attività: se lo chiamassimo mentre sta giocando con un altro cane, non risponderebbe sicuramente! Non appena il cane ci viene vicino, premiamolo con un bocconcino, con una carezza o con un “bravo!”. In questo modo il cane sarà invogliato a tornare da noi.

Cose da evitare:


  • non chiamiamo il cane per rimettergli subito il guinzaglio, altrimenti il cane assocerebbe la parola “vieni” alla fine della passeggiata…

  • non insistiamo nel richiamo: dopo un paio di “Fido, vieni” che non hanno sortito alcun effetto, lasciamo stare, riproveremo dopo qualche minuto

  • non urliamo con tono arrabbiato per chiamarlo… Voi andreste verso una persona che vi sta minacciando?

  • non sgridiamolo mai quando torna: a volte i cuccioli che non rispondono subito al richiamo fanno innervosire… ma è meglio mantenere la calma e premiarlo comunque appena arriva, altrimenti, alla passeggiata successiva, il nostro cucciolo non ci verrà più vicino per paura di ricevere un rimprovero.


Foto | Alberto Ziveri via photopin

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