Elsa Morante e il suo gatto Alvaro

“Canto per il gatto Alvaro” è una poesia di Elsa Morante (1912-1985), scrittrice e gattara doc.

Elsa Morante e i gatti

Elsa Morante – di cui la scorsa estate abbiamo celebrato il centenario della nascita – aveva una vera e propria passione per i gatti. Come abbiamo ricordato nel post dedicato al suo centesimo compleanno, è grazie ai gatti che

noi possiamo incontrare, sulla terra, uno sguardo vivente che ci dichiari l’amicizia più tenera, senza nessuna ombra di giudizio! Infelice l’uomo che ignora le consolazioni di simile amicizia.

Gattara convinta, Elsa Morante scrisse anche dei suoi amati mici. Oltre alla poesia dedicata a Minna la siamese, abbiamo il Canto per il gatto Alvaro, suo compagno mentre scrive Menzogna e sortilegio, il suo primo romanzo.

Canto per il gatto Alvaro

Fra le mie braccia è il tuo nido,
o pigro, o focoso genio, o lucente,
o mio futile! Mezzogiorni e tenebre
son tue magioni, e ti trasformi
di colomba in gufo, e dalle tombe
voli alle regioni dei fumi.
Quando ogni luce è spenta, accendi al nero
le tue pupille, o doppiero
del mio dormiveglia, e s'incrina
la tregua solenne, ardono effimere
mille torce, tigri infantili
s'inseguono nei dolci deliri.
Poi riposi le fatue lampade
che saranno al mattino il vanto
del mio davanzale, il fior gemello
occhibello. E t'ero uguale!
Uguale! Ricordi, tu,
arrogante mestizia? Di foglie
tetro e sfolgorante, un giardino
abitammo insieme, fra il popolo
barbaro del Paradiso. Fu per me l'esilio,
ma la camera tua là rimane,
e nella mia terrestre fugace passi
giocante pellegrino. Perché mi concedi
il tuo favore, o selvaggio?

Mentre i tuoi pari, gli animali celesti
gustan le folli indolenze, le antelucane feste
di guerre e cacce senza cuori, perché
tu qui con me? Perenne, tu, libero, ingenuo,
e io tre cose ho in sorte:
prigione peccato e morte.
Fra lune e soli, fra lucenti spini, erbe e chimere
saltano le immortali giovani fiere,
i galanti fratelli dai bei nomi: Ricciuto,
Atropo, Viola, Fior di Passione, Palomba,
nel fastoso uragano del primo giorno...
E tu? Per amor mio?

Non mi rispondi? Le confidenze invidiate
imprigioni tu, come spada di Damasco le storie d'oro
in velluto zebrato. Segreti di fiere
non si dicono a donne. Chiudi gli occhi e cantami
lusinghe lusinghe coi tuoi sospiri ronzanti,
ape mia, fila i tuoi mieli.
Si ripiega la memoria ombrosa
d'ogni domanda io voglio riposarmi.
L'allegria d'averti amico
basta al cuore. E di mie fole e stragi
coi tuoi baci, coi tuoi dolci lamenti,
tu mi consoli,
o gatto mio!

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