Pasteurellosi nel coniglio: cause, sintomi e terapia di una patologia frequente nei lagomorfi

Una malattia molto frequente nei conigli è la Pasteurellosi. Si tratta di una malattia infettiva di natura batterica, provocata da Pasteurella multocida, batterio di cui esistono parecchie varianti.

Coniglio allarme

Il coniglio può essere sia portatore che diffusore di questo batterio, ecco perché è una malattia così diffusa. Purtroppo si tratta di un batterio estremamente resistente nell’ambiente esterno, soprattutto ad umidità e temperature adeguate: può resistere per anche 3 mesi nell’acqua inquinata da feci o nella lettiera sporca e umida.

Modalità di trasmissione

Normalmente Pastorella multocida si trova nell’apparato respiratorio e nella congiuntiva. Può rimanere quiescente per anni, senza provocare alcun sintomo. Tuttavia dopo uno stress (sbalzi di temperatura, altre patologie, interventi chirurgici) ecco che il batterio ritorna attivo.

Il contagio può avvenire sia per trasmissione diretta, da animale malato ad animale malato o al momento del parto e dell’accoppiamento, ma anche per trasmissione indiretta tramite la lettiera sporca o l’abbeveratoio, senza dimenticare la diffusione attraverso l’aerosol infetto di conigli sia portatori sani che malati.

Sintomi

Didatticamente i sintomi della Pasteurellosi si dividono in quattro forme cliniche:


  • forma respiratoria: è quella più frequente, sia in forma acuta che cronica. Si hanno starnuti, scolo nasale e congiuntivale, inizialmente sieroso e poi muco purulento, dacriocistite. E’ una forma molto contagiosa. Quando colpisce l’occhio, può dare luogo alla formazione di ascessi retrobulbari
  • forma setticemica: se il batterio si diffonde per via ematica, si può avere anche morte improvvisa senza sintomi
  • forma neurologica: si manifesta nei conigli anziani e si ha torcicollo, paresi e cecità. I sintomi sono simili a quelli dell’Encephalitozoonosi
  • forma ascessuale: si ha nei conigli adulti e si ha la formazione di noduli duri sottocutanei, contenenti un pus di colore bianco, molto cremoso

Terapia

La terapia per la Pasteurellosi si basa sulla somministrazione di antibiotici per via sistemica: sarebbe consigliata prima l’esecuzione di un antibiogramma, per testare effettivamente l’efficacia dell’antibiotico su quel particolare ceppo di Pasteurella.

In caso di ascessi, la terapia prevede l’asportazione chirurgica in toto, esattamente come se si trattasse di una massa di origine tumorale. Difficile l’aspirazione del pus come si fa in alcuni casi con cani e gatti in quanto il pus è solido e se non si asporta anche la capsula ascessuale, il pus si riformerà. Se si ha la formazione di un ascesso retro bulbare, con colliquazione dell’occhio, è consigliata l’asportazione dell’occhio in toto.

Per quanto riguarda i vaccini, non si effettuano normalmente in quanto i sierotipi di Pasteurella sono tantissimi e i normali vaccini presenti in commercio non li contengono tutti. Quindi normalmente si fanno solamente in allevamento, dopo aver testato quale ceppo di Pasteurella è presente in loco, cosa non agevole da fare per i nostri comuni conigli domestici. Bisogna anche dire che di solito le forme di Pasteurellosi gravi non accadono nei nostri conigli di casa, ma sono più frequenti in quelli d’allevamento.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Don Johnson 395

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