Gattari da legare: Bagni di sole

in the sunIo e i miei ospiti felini siamo tutti raffreddati: la differenza sta nelle reazioni. Mentre io mi aggiro inquieta per casa, lamentandomi per il solo gusto di sentire la mia voce alterata dal raffreddore e avere, così, la misura del mio malanno, loro dormono beati in giardino all’ultimo sole autunnale, senza dare fastidio a nessuno.

Ieri guardavo con un po’ di invidia quel groviglio di orecchie, code e teste, e ho deciso che anch’io avrei avuto la mia mezz’ora di sole. Mi sono lentamente seduta tra di loro, facendomi piccola piccola: c’è stato qualche “miao” di benvenuto e qualche “miao” di disapprovazione ma, tutto sommato, ho provocato meno fastidi del previsto. Uno dei gattini, deliziato dalla prospettiva di coccole, mi è saltato in grembo, seguito da uno dei fratelli, che ha subito iniziato a “impastare” con quei piccoli artigli nella mia coscia. La sorellina, intanto, mi ciucciava il dito estasiata. Un adulto ha pensato bene di utilizzare il mio piede come cuscino, mentre la matriarca ha cominciato a darmi testate, ricordandomi che l’ora del pranzo si avvicinava.

Dopo cinque minuti, sembrava che stessi giocando a Twister, e non avevo più mani libere per soffiarmi il naso. Essendo seduta per terra, sentivo le gambe intorpidirsi sotto l’effetto di una bella umidità che saliva dall’erba e, mentre il manto dei gatti scottava per il sole, io mi sentivo gelata e più costipata che mai, con due narici fuori uso. Non ho il fisico e non ho peli, così mi sono alzata e sono rientrata in casa, riprendendo le mie lamentele dove le avevo lasciate: non sono così convinta che la vita all’aria aperta sia questa gran cosa: meglio divano, aspirina e un bel giardino. Al di là dei doppi infissi.

Foto | Flickr

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