Piometra nella gatta: quali sono le probabilità che si sviluppi?

Oggi andiamo a parlare di nuovo di piometra nella gatta, ma questa volta focalizzandoci su un concetto: quali sono le probabilità che la mia gatta non sterilizzata sviluppi una piometra?

Lo so, avevamo già parlato di piometra nella gatta, ma oggi ci focalizziamo su un concetto diverso: quante sono le probabilità delle gatte non sterilizzate di sviluppare piometra? Quali sono i fattori di rischio? L’idea di questo posto mi è venuta a fronte delle numerose mail o dei numerosi casi visti in ambulatorio di gatte anziane con piometra. Il dilemma in questi casi è sempre il medesimo: operare o no una gatta anzianissima, magari cardiopatica che si sta trascinando dietro una piometra da qualche mese? Il concetto è semplice: una gatta con piometra non può vivere a lungo, quindi non è che abbiamo molte soluzioni. Ma perché invece non evitare di arrivare sempre e costantemente in queste situazioni e sterilizzarle da giovani? C’è un motivo sanitario se il veterinario vi consiglia di sterilizzarle prima del primo calore, è proprio per evitare queste eterne scelte di proprietari in lacrime e indecisi con gatta ventenne che ti muore di piometra davanti agli occhi!

Fattori di rischio della piometra nelle gatte


Ocicat

Siamo abituati a pensare alla piometra nelle cagne, difficilmente ci viene in mente nella gatta. Questo perché tendenzialmente la maggior parte delle gatte viene sterilizzata da giovane. Ecco perché quando portate una gatta anziana dal veterinario, magra, che non mangia, beve tanto, vomita ecco che in mente al veterinario vengono in mente una serie di diagnosi differenziali, ma quando gli confessate che non è sterilizzata probabilmente vi farà una faccia sconcertata e andrà ad appurare se tutti quei sintomi non siano correlati ad una piometra. E spesso l’ipotesi si rivela azzeccata.

Di piometra nella gatta avevamo già parlato abbondantemente nell’articolo ad essa dedicato. Fondamentalmente la piometra è una raccolta di pus all’interno dell’utero della gatta, provocato da un’infezione batterica in un utero sensibilizzato dal progesterone (occhio che esistono anche le forme di endometriosi cistica, di idrometra e di emometra che spesso sono l’anticamera della piometra).

La piometra tende a comparire nelle gatte non sterilizzate di età superiore ai sette anni, ma occhio che è stata vista anche in gatte più giovani, specie se trattate con i farmaci per bloccare il calore (sconsigliati dalla maggior parte dei veterinari proprio perché causano piometra e tumori mammari). Il tasso di mortalità per piometra è leggermente più alto nella gatta rispetto che nel cane e tende a colpire gatti europei e gatti di razza, con una maggiore incidenza nello Sphynx, nel Siberiano, nel Korat, nell’Ocicat, nel Siamese, nel Maine coon, nel Bengal e nel Ragdoll.

Cosa fare

Cosa fare se ho una gatta con piometra? Un collega molto bravo tenendo un corso una volta rispose così a un collega che gli chiese quando fosse il momento migliore per operare una piometra dopo aver fatto diagnosi: "Il momento migliore per operare una piometra è ieri". Questo per dire che tergiversare è inutile: un conto è stabilizzare il gatto per metterlo in condizioni più favorevoli per superare l’intervento, un conto è tergiversare perché si è indecisi o perché si aspetta l’intervento della fata madrina per risolvere il problema. Tergiversare peggiora la situazione: il gatto non può essere tenuto sotto antibiotici a vita, a fronte del fatto che comunque gli antibiotici mitigano i sintomi, ma non riescono neanche lontanamente a risolvere il problema, lo procrastinano solamente, una volta sospesi gli antibiotici la piometra tornerà attiva e più aggressiva che mai. Inoltre un gatto con piometra è a costante rischio di setticemia (anche se spesso vedo gatti arrivare in condizioni cachettiche, con setticemia in atto da settimane e proprietari pronti a propinarsi la solita risposta: "Non ci siamo accorti che stava male", come se ci fosse bisogno della laurea per capire che un gatto che dimagrisce, non mangia, vomita, beve soltanto, ha del pus che gli esce dalla vulva ha qualcosa che non va), più lo tenete in questa condizione, più la setticemia danneggerà gli organi interni, in primis il rene. Intendiamoci: se un gatto arriva in queste condizioni non è detto che anche la chirurgia riesca a salvarlo, questo perché avete atteso troppo e la situazione è precipitata, ma almeno gli date una possibilità, lasciarlo così equivale a firmare la sua condanna a morte.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | timeportal

  • shares
  • Mail