Cheyletiella nel cane e nel gatto: cause, sintomi e terapia della Cheyletiellosi

Oggi andremo a parlare di un’altra malattia parassitaria esterna che colpisce cani e gatti: ecco cause, sintomi, diagnosi e terapia della Cheyletiellosi nel cane e nel gatto.

Cheyletiella nel cane e nel gatto - Ne avevamo già parlato a proposito del coniglio, ora andremo a vedere cause, sintomi, diagnosi e terapia della Cheyletiellosi, malattia dermatologica di natura parassitaria e contagiosa che affligge cane, gatto e coniglio. Diciamo che non è fra i parassiti esterni di più comune riscontro in cani e gatti, la si vede maggiormente nel coniglio, tuttavia a volte capita di trovarla anche nel cane e nel gatto. E’ importante anche per il proprietario saperla riconoscere per tempo perché è contagiosa per gli altri cani, gatti, conigli e uomo. Sì, è anche una zoonosi, però prima che andiate in panico, non conosco nessun veterinario che se la sia presa pur venendo maggiormente a contatto con il suddetto acaro.

Cheyletiella nel cane e nel gatto: cause, ciclo vitale e modalità di trasmissione


Cane gatto

La Cheyletiellosi è provocata dall’acaro Cheyletiella spp, ha un rostro notevole con palpi dotati di uncini. Gli arti sono piuttosto sviluppati e in generale ha un aspetto bombato e cicciottino al microscopio. Tecnicamente non è specie-specifico, tuttavia Cheyletiella blakei preferisce il gatto, C. yasguri il cane e C. parasitivorax il coniglio.

Tutto il ciclo vitale dell’acaro si svolge sull’ospite, si parla di parassitismo permanente e dura più o meno tre settimane. Tuttavia considerate che gli adulti sono in grado di sopravvivere per dieci giorni al di fuori dell’ospite, senza alcun tipo di alimentazione. Quando è sull’ospite Cheyletiella vive sullo strato corneo e si nutre di detriti della pelle. Le uova vengono deposte sul fusto del pelo e a differenza delle lendini dei pidocchi non hanno gli opercoli e sono fissate meno saldamente.

Fondamentalmente il contagio avviene tramite contatto diretto, molto più raramente tramite l’ambiente contaminato e ancora più raramente pulci, pidocchi e mosche possono vericolare la Chelyletiella. Come anticipavamo, è anche possibile la trasmissione all’uomo e in questo caso le lesioni sono delle papule crostose assai pruriginose.

Cheyletiella nel cane e nel gatto: sintomi e diagnosi

E’ molto comune vedere la Cheyletiella in cuccioli e gattini che arrivano da allevamenti o negozi di animali, come sintomi abbiamo:


  • scaglie secche sulla zona dorso-lombare
  • dermatite desquamativa
  • forfora che cammina o walking dandruff (quei grumetti bianchi che scambiate per forfora in realtà sono ammassi di acari in movimento)
  • prurito (se l’infestazione è recente potrebbe essere assente nelle prime fasi)
  • lesioni papulo-crostose
  • dermatite miliare nel gatto
  • alopecia, escoriazioni, ulcere, croste come lesioni da auto traumatismo
  • alopecia simmetrica nel gatto
  • lesioni eosinofiliche tipiche del compleso del granuloma eosinofilico

La diagnosi di solito è abbastanza agevole, si fa osservando il parassito o le uova al microscopio tramite cotch test. In alternativa si possono fare dei raschiati cutanei, soprattutto quando ci sono pochi parassiti. La diagnosi differenziale viene emessa nei confronti di:


  • tutti gli altri parassiti esterni
  • Leishmaniosi
  • Difetti congeniti di corneificazione
  • Allergie
  • Micosi nel gatto

Cheyletiella nel cane e nel gatto: terapia

La terapia viene effettuata con diverse molecole, starà al vostro veterinario decidere quale sia meglio usare: fipronil, ivermectina iniettabile (anche se si preferisce usare molecole più leggere), moxidectina spot on. Ovviamente non vanno trattati solo gli animali in cui si è riscontrata la parassitosi, anche tutti i conviventi vanno trattati onde evitare fenomeni di rimbalzo.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | youngandwithit

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