Chetoacidosi diabetica nel cane e nel gatto: cause, sintomi e terapia

Oggi andremo a parlare di cheto acidosi diabetica, una delle complicanze più frequenti del diabete mellito nei nostri cani e gatti, andando a guardare cause, sintomi e terapia.

Gatto cane

Purtroppo molto spesso i nostri cani e gatti vengono portati a visita quando il diabete mellito si è ormai evoluto in chetoacidosi diabetica. In pratica quando un diabete mellito viene trascurato per molto tempo, ecco che si trasforma i chetoacidosi diabetica, la quale tecnicamente è un’emergenza veterinaria assoluta.

Cause

Fondamentalmente sono quattro le cause per cui un diabete mellito si trasforma in una chetoacidosi diabetica:


  • carenza di insulina
  • eccesso di ormoni diabetogeni
  • digiuno
  • disidratazione

Nella stragrande maggioranza dei casi vengono colpiti da chetoacidosi diabetica i cani e i gatti affetti da diabete mellito non diagnosticato o trascurato, tuttavia tenete conto che anche in un animale già sotto terapia diabetica può insorgere una chetoacidosi diabetica, a causa della carenza di insulina.

In caso di insufficiente presenza di insulina e di eccesso di ormoni diabetogeni (glucagone, cortisolo, catecolamine, ormone della crescita), ecco che l’organismo non riesce più a far entrare il glucosio, il principale substrato energetico dell’organismo, all’interno delle cellule. Questa carenza di glucosio all’interno delle cellule fa sì che l’organismo da qualche parte debba pur prendere l’energia che gli serve ed ecco che comincia l’ossidazione dei lipidi.

Questo comporta un aumento secondario del numero di corpi chetonici e conseguente acidosi metabolica. Inizialmente vengono eliminati con le urine, ma la diuresi osmotica, già in corso a causa della glicosuria, peggiora drammaticamente provocando a sua volta grave disidratazione e perdita di elettroliti. A questo aggiungeteci anche il vomito che peggiora il quadro ed ecco spiegato perché la cheto acidosi è un’emergenza veterinaria.

Sintomi e diagnosi

I classici sintomi del diabete mellito in un cane o un gatto sono l’aumento della sete, dell’urinazione e della fame. Molti proprietari non ritengono questi sintomi preoccupanti ed ecco che ti portano il cane e il gatto solamente quando si è arrivati alla fase successiva, quella di chetoacidosi diabetica che comprende sintomi come:


  • abbattimento
  • anoressia
  • vomito
  • dimagramento
  • disidratazione
  • iperglicemia
  • glicosuria
  • chetonuria
  • acidosi metabolica

La diagnosi di chetoacidosi diabetica viene di solito effettuata tramite visita clinica, misurazione della glicemia e riscontro di corpi chetonici nelle urine. Tutto questo unito ad esami del sangue completi.

Terapia

La terapia della chetoacidosi diabetica prevede diversi step. Bisogna sottolineare come il tutto sia mirato a correggere la glicemia e l’acidosi metabolica, ma non in tempi troppo veloci, in quanto in questo caso si peggiorerebbe lo squilibrio già esistente. Lo sottolineo questo perché spesso capita che un cane con diabete trascurato dai proprietari poi pretenda la guarigione istantanea dalla chetoacidosi, ma non funziona così: forse era meglio portare a visita il cane un po’ prima, no? Magari prima di arrivare alla cheto acidosi?

Ecco in cosa consiste la terapia della cheto acidosi:


  • correggere il volume di liquidi circolanti tramite flebo per via endovenosa
  • correggere la disidratazione
  • correggere le alterazioni elettrolitiche
  • correggere l’acidosi metabolica
  • diminuire in maniera graduale la glicemia
  • somministrare insulina e piccole quantità di glucosio per far sì che l’organismo riprenda ad utilizzare il glucosio come fonte energetica e non i lipidi

Ricordo che la prognosi in caso di chetoacidosi diabetica è riservata, dipende da quanto tempo il diabete è stato trascurato e dal livello di alterazioni degli esami. Da sottolineare poi come questa terapia richieda anche un ricovero e un monitoraggio costante, soprattutto nelle prime fasi della terapia.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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