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I cavalli soffrono quando vengono cavalcati?

C'è un etogramma in 24 punti per rispondere alla domanda se i cavalli soffrano quando vengono cavalcati o no. È un quesito legittimo, che spesso è argomento di discussione tra chi teme che possa essere considerato sfruttamento. Ma, a tal proposito, ci sono molti dettagli da analizzare per capire se un cavallo senta dolore o disagio in determinate circostanze.

I cavalli soffrono quando vengono cavalcati?

Fonte immagine: Pixabay

Ci si domanda talvolta se i cavalli soffrono quando vengono cavalcati, ma la risposta non è poi così scontata come si possa immaginare. In natura un cavallo allo stato brado percorre lunghe distanze, ma gli esemplari liberi sono molti di meno di quelli in cattività. Il che significa che questi equini hanno anche bisogno di muoversi, non solo di uscire ogni tanto dalla stalla.

Di fatto, la cavalcata, se effettuata nel rispetto del cavallo e con le giuste accortezze, aiuta la muscolatura a stare in salute, ma favorisce anche la resistenza fisica. Come accennato, è importante però capire se il nostro esemplare non è stressato all’idea di essere cavalcato, ma anche se non abbia difficoltà fisiche che possano rendere l’attività equestre poco salubre.

Un bravo professionista sa riconoscere i segnali di felicità e insofferenza dei cavalli. Non solo, ha anche la capacità di intuire eventuali comportamenti anomali che possono essere sintomo di dolore. Se vengono rispettati gli stati fisici ed emotivi del cavallo, al pari dei trattamenti veterinari e della corretta alimentazione, l’esperienza è positiva per tutti.

Il cavallo potrà avere un compagno attento che si prende cura di lui e gli permette di fare movimento, il cavaliere si potrà invece gustare un giro al trotto o al galoppo con il suo fedele amico. Ma capiamo meglio la questione.

Cavalcare fa male al cavallo?

Ci sarebbero molte cose da dire per rispondere a questa domanda, che molte persone si pongono per capire se e quanto sia etico andare a cavallo o non possa invece considerarsi maltrattamento. Un esemplare selvaggio, come detto, è in grado di galoppare per chilometri, sia alla ricerca di acqua e cibo, sia per mantenersi in salute.

Un cavallo in cattività non ha bisogno di spostarsi per reperire le fonti di sostentamento, ma ha delle necessità che riguardano il suo moto quotidiano. La vita da stalla non è fatta per questi equidi.

La cavalcata aiuta muscoli e salute, ma favorisce anche il rilascio di endorfine, il che significa avere un cavallo in forma e felice. Ma occhio, perché le insidie possono essere dietro ogni angolo. Un cavaliere inesperto, o un professionista che non si cura dei segnali di sofferenza del suo animale, non possono che danneggiare invece corpo e psiche.

Di norma, quello che fa male ad un cavallo è un cavaliere di un peso eccessivo rispetto al proprio, molte ore di movimento che possono favorire zoppie, l’uso di speroni e frustini che, neanche a dirlo, sono poco graditi. Il cavallo in queste circostanze potrà rifiutarsi di essere cavalcato, o mostrare segni di insofferenza.

Cavalli soffrono cavalcati
Fonte: Pixabay

Il dolore nel cavallo: l’etogramma in 24 punti

La dottoressa Sue Dyson, veterinaria equina, ha stilato un documento in 24 punti che aiuta molto a capire i segnali di dolore nel cavallo. Si tratta di una serie di indicatori di comportamento, utili a comprendere il disagio. L’etogramma si divide in 7 marker facciali, 7 del corpo e 10 di andatura dell’animale, per un responso molto credibile.

  1. Ripetuti cambi di posizione della testa (su/giù), non in ritmo con il trotto
  2. Testa inclinata, anche ripetutamente
  3. Testa “davanti alla verticale” (più di 30 gradi) per 10 secondi o più
  4. Testa “dietro la verticale” (più di 10 gradi) per 10 secondi o più
  5. La posizione della testa cambia regolarmente, sbalzata o torta da un lato all’altro, corretta costantemente
  6. Orecchie ruotate all’indietro dietro la verticale o piatte, entrambe o una sola, per cinque o più secondi; sdraiarsi ripetutamente
  7. Palpebre chiuse o semichiuse da due a cinque secondi; occhi strizzati di frequente
  8. Il bianco dell’occhio, o sclera, esposto ripetutamente
  9. Sguardo fisso intenso, espressione vitrea, per cinque secondi o più
  10. Apertura e/o chiusura ripetuta della bocca con separazione dei denti, per 10 secondi o più
  11. Lingua esposta, sporgente o che si muove dentro e fuori ripetutamente
  12. Morso tirato ripetutamente attraverso la bocca su un lato, sinistro o destro
  13. Coda fissata saldamente al centro o tenuta di lato
  14. Fruscio della coda con ampi movimenti: ripetutamente su e giù, da un lato all’altro, circolari; di frequente durante le transizioni
  15. Un’andatura affrettata (frequenza di passi al trotto superiore a 40 ogni 15 secondi); ritmo irregolare al trotto o al galoppo; ripetuti cambi di velocità al trotto o al galoppo
  16. Andatura troppo lenta con frequenza dei passi di trotto inferiore a 35 ogni 15 secondi
  17. Gli arti posteriori non seguono la traccia degli arti anteriori ma deviano ripetutamente a sinistra o a destra
  18. Ripetuti cambi di guida al galoppo davanti e/o dietro; ripetuti strike off su guida errata
  19. Cambiamenti spontanei di andatura (per es., interruzioni dal galoppo al trotto o dal trotto al galoppo)
  20. Inciampa più di una volta; trascinamento ripetuto bilaterale degli zoccoli degli arti posteriori
  21. Improvviso cambio di direzione, contro la volontà del cavaliere
  22. Riluttanza ad andare avanti, tanto da dover essere sollecitato fisicamente o verbalmente; si ferma spontaneamente
  23. Si impenna sulle zampe posteriori
  24. Scalcia all’indietro uno o entrambi gli arti posteriori

Una volta compresi i segnali del dolore, si può rispondere facilmente alla domanda se il cavallo in questione sia felice o meno ad essere cavalcato. Un animale che prova sofferenza fisica, di certo avrà molte difficoltà a muoversi. In questi casi è dannoso e controproducente forzarlo ad essere montato o sgridarlo, pensando di avere reazioni migliori.

Un buon proprietario o trainer sa riconoscere la differenza tra testardaggine e problematiche fisiche del proprio amico equino, le rispetterà e asseconderà il cavallo. Ma farà anche di tutto per risolvere il disagio.

I segnali di un cavallo a proprio agio

E dopo aver visto i segnali di allarme del dolore, vale anche la pena dare un’occhiata a come si presenta un equino felice. Se ci stiamo ponendo infatti il problema se i cavalli soffrono ad essere cavalcati, è importante anche capire quando sono a proprio agio. Un equide in armonia con l’ambiente che lo circonda vanta alcune caratteristiche:

  • Le narici sono rilassate e morbide. Se infelice, le sue narici diventeranno strette
  • La linea delle labbra dovrebbe arricciarsi leggermente quando è rilassata. Altrimenti, il suo labbro sarà stretto
  • La mascella inferiore dovrebbe essere sciolta e potrebbe pendere
  • La coda dovrebbe essere sciolta e oscillare liberamente
  • Si impenna e scalpita vicino ad altri cavalli. Di norma questo comportamento sociale non avviene in presenza di cavalli infelici

Sta, naturalmente, al proprietario avere cura di mantenere il proprio animale in salute fisica e mentale. Se esso agisce nel rispetto e nell’amore per il suo amico, tutto fila più liscio. E la cavalcata insieme diventa un momento felice per entrambi, cavallo e cavaliere.

 

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