Epatopatie nel cane e gatto: significato degli esami

Parliamo delle epatopatie nel cane e nel gatto andando a vedere cosa vogliono dire gli esami alterati.

cane gatto

Epatopatie nel cane e gatto – Quando si sospetta una patologia epatica, la maggior parte dei proprietari immagina che basti fare il magico test che ti rivela subito cosa abbia il cane o il gatto. Purtroppo non funziona così, spesso le malattie epatiche hanno sintomi aspecifici riferibili a parecchie altre patologie e non esiste un esame unico che ti dica subito quale sia il problema. Altre considerazioni da fare: a volte si arriva ad avere segni di patologia epatica quando la situazione è grave a causa della grande capacità di riserva e rigenerativa del fegato, oltre al fatto che ci sono malattie non primarie del fegato che provocano secondariamente problemi al fegato, alterando gli esami e complicando ancora di più la vita.

Fra i sintomi principali di patologia epatica abbiamo abbattimento, anoressia, letargia, dimagramento, vomito, diarrea, mancata crescita, feci acoliche, ittero, ascite, PU/PD, disturbi della coagulazione, distensione addominale, dolore addominale e anche encefalopatia epatica. Come potete notare, molti di questi sintomi sono riferibili a diecimila altre malattie (anche perché non è che avete proprio tutti i sintomi contemporaneamente).

Ecco perché allora oggi andremo a vedere il significato di alcuni esami del sangue alterati in caso di patologia epatica, anche se a volte l’unico modo per avere una diagnosi certa è la biopsia epatica. Questo fermo restando che si siano escluse tutte le altre malattie che provocano patologie epatiche secondarie.

Malattie epatiche nel cane e gatto: significato degli esami

Enzimi epatici

L’aumento degli enzimi epatici di solito indica danno epatico, anche se ci sono farmaci e patologie secondarie che ne provocano un innalzamento. Occhio poi che alcune patologie come lo shunt portosistemico e la cirrosi hanno minime variazioni di questi enzimi a causa del diminuito volume del fegato. Si pensa poi che variazioni costanti degli enzimi epatici con fegato perfettamente funzionante, senza alcuna alterazione istologica sia provocato da reazioni anticorpali contro tali enzimi, senza nessun significato clinico. Ecco gli enzimi che si alterano in corso di epatopatia:

  • ALT o GPT: prodotto principalmente nel fegato, ma anche nel muscolo e nel cuore. Tuttavia l’ALT che si misura è quello epatico, per cui è un enzima epato-specifico. L’emivita nel cane è di 2.5 giorni, nel gatto solo 6 ore, per cui un suo aumento nel gatto è più grave. Tende ad aumentare di più nelle patologie acute, soprattutto di fronte a infiammazione e necrosi epatocellulare. Occhio che valori appena mossi non indicano per forza patologia, di solito si considera un aumento patologico quello di due volte superiore al limite massimo. Aumenta velocemente in caso di trauma, molto lentamente in caso di colestasi. Un suo aumento può essere provocato da traumi, tumori epatici, farmaci (cortisonici, antifungini, anestestici, barbiturici…), diabete mellito, lipidosi, gastroenteriti, malattie dentali e avvelenamenti. In questi casi la funzionalità epatica è normale
  • AST o GOT: prodotto nel fegato, ma anche nel muscolo e nel cuore. Se aumenta l’AST, ma non l’ALT ecco che potrebbe trattarsi di un problema muscolare, nel qual caso aumenta anche il CK. Occhio che l’AST aumenta anche in caso di emolisi. Nel cane ha un’emivita di 5-22 ore, nel gatto di 77 minuti, quindi un suo aumento indica una patologia più grave. Inoltre aumenta raramente in caso di patologie secondarie, mentre tende a normalizzarsi prima dell’ALT. Aumenti minimi indicano colestasi e epatite cronica
  • ALP: si trova nel fegato, rene, placenta, osso e intestino. La quota misurata riguarda l’isoenzima del fegato, dell’osso e dei corticosteroidi (presente solo nel cane). Negli anmali giovani tende a prevalere l’isoenzima dell’osso, mentre negli animali adulti quello del fegato. Negli anziani sembra invece prevalare quello da corticosteroidi. Tende ad aumentare in caso di colestasi, neoplasie epatiche, iperplasia epatica, cirrosi, epatite cronica, intossicazioni, malattie infettive con epatopatia, pancreatite, colangite, colangioepatite, calcoli alla cistifellea, barbiturici, cortisonici, Cushing, ipotiroidismo, diabete mellito, Addison, ipertiroidismo. Inoltre nell’Husky e nello Scottish terrier i valori sembrano essere più alti
  • GGT: enzima delle vie biliari, aumenta in caso di colestasi. Presente nel fegato, ma anche nel rene, pancreas, cuore, muscolo, intestino e globuli rossi, un suo aumento può essere provocato anche dai corticosteroidi. Di solito segue l’andamento dell’ALP, ma attenzione alla lipidosi epatica dei gatti dove aumenta l’ALP, ma non la GGT

Altri valori

  • Colesterolo: si ha un aumento in caso di ostruzione dei dotti biliari, Cushing, ipotiroidismo, diabete mellito, pancreatite, iperlipidemia e sindrome nefrosica. Una sua diminuzione si ha negli shunt portosistemici, in cirrosi, insufficienza epatica e anche malassorbimento
  • Trigliceridi: come il colesterolo
  • Glucosio: si ha ipoglicemia in caso di shunt portosistemico, insufficienza epatica acuta, tumore (sindrome paraneoplastica), malattie da accumulo del glicogeno
  • Proteine: si ha ipoalbuminemia quando il 70% del fegato non funziona più, tipico delle patologie croniche. Attenzione che è anche provocata da dieta errata, enteropatia e nefropatia proteino-disperendete. Le globuline, invece, possono aumentare per l’infiammazione, nella colangioepatite e nella FIP
  • Urea e creatinina: in caso di shunt portosistemico o di insufficienza epatica grave l’urea diminuisce, mentre aumento di urea e creatinina con peso specifico urinario aumentato indicano iperazotemia pre renale da malattia epatica. Se aumenta solo l’urea si può pensare a ulcere gastroenteriche
  • Bilirubina: attenzione che l’ittero ha cause pre epatiche, epatiche e post epatiche, quindi non sempre indica malattia epatica
  • Test funzionalità epatica

    • Ammoniemia: normalmente il fegato riesce ad eliminare l’ammoniaca prodotta dall’apparato gastrointestinale producendo urea o glutammina. Quando il fegato non funziona, ecco che si ha iperammoniemia perché non riesce ad essere eliminata. L’iperammoniemia è un delle cause di encefalopatia epatica. Alcune razze come il Wolfhound e il Border collie hanno dei problemi di base nel ciclo dell’urea e quindi possono avere comunque iperammoniemia
    • Acidi biliari: sono prodotti dal fegato partendo dal colesterolo, sono accumulati nella cistifellea e quando il cane o il gatto ingeriscono il pasto, ecco che vengono rilasciati nell’intestino per digerire i lipidi. Sono soggetti al circolo enteroepatico. Quando si ha un problema nella funzionalità epatica, ecco che col test degli acidi biliari pre e post prandiali i post aumentano. Si usano anche gli acidi biliari urinari

    Emocromo e coagulazione

    • Presenza di anemia non rigenerativa, microcitica e ipocromica (spesso da emorragia gastrointestinale)
    • Microcitosi eritrocitaria in caso di cani con cirrosi o problemi vascolari congeniti e gatti con lipidosi
    • Poichilocitosi, cellule a bersaglio e schistociti
    • Anomalie di PT (alterazioni del fattore VII) e APTT in quanto nel fegato sono prodotti il fibrinogeno, l’ATIII e tutti i fattori della coagulazione tranne l’VIII. Occhio poi che in caso di ostruzione cronica delle vie biliari si ha alterazione degli acidi biliari, con malassorbimento delle vitamine solubili, ivi inclusa la vitamina C con carenza del fattore VII
    • Aumento degli FDP
    • Diminuzione della proteina C

    Esame delle urine

    • Presenza di bilirubinuria
    • Diminuzione del peso specifico
    • Cristalli e calcoli di ammonio biurato

    La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

    Foto | trishhamme

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