Lupi di Monte Argentario: la denuncia della LAV contro la cattura e uccisione degli ibridi

Il Ministero dell'Ambiente autorizza la cattura e l'uccisione degli ibridi di lupo di Monte Argentario: la protesta della LAV.

Lupi

Il Ministero dell'Ambiente ha autorizzato la cattura e l'uccisione degli ibridi nel Comune di Monte Argentario, in provincia di Grosseto. Un'ipotesi di procedura che la LAV, la Lega Anti Vivisezione, denuncia come un abuso inaccettabile.

L'ipotesi è contenuta all'interno del piano di cattura e traslocazione dei lupi che si trovano sul territorio del comune toscano, come predisposto dalla Regione Toscana su richiesta del Sindaco e autorizzato dal Ministero dell’Ambiente. Per i lupi è prevista la cattura e la traslocazione, mentre per gli ibridi, gli incroci tra cani e lupi, molto comuni, il Ministero parla di spostamento, castrazione o abbattimento dell'esemplare. La LAV ricorda che così si viola l'art. 544bis del Codice Penale che prevede l'arresto fino a due anni per chi provoca senza necessità e per crudeltà la morte di un animale.

Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali Selvatici, afferma:

Abbiamo appreso la gravissima notizia da un quotidiano online, quindi il nostro Ufficio Legale si è subito messo all’opera inviando una diffida al Ministro dell’Ambiente, al Prefetto di Grosseto, al Presidente della Regione Toscana e al Sindaco di Monte Argentario. La diffida invita le autorità a ritirare immediatamente qualsiasi ipotesi di uccisione degli ibridi eventualmente catturati, perché in palese contrasto con le disposizioni del Codice Penale e con la giurisprudenza consolidata in materia di tutela degli animali.

E poi aggiunge:

Questo Ministero dell’Ambiente si congeda confermandosi come scarsamente sensibile agli animali: incapace di gestire la coesistenza con i lupi, si spinge anche a violare i limiti della legalità disponendo l’uccisione di animali che possono invece essere gestiti con misure incruente, come del resto richiedono le norme.

A fronte di questa denuncia, come risponderanno i diretti interessati?

Foto iStock

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