Pancreatite nel gatto: dieta e alimentazione

[img src="http://media.petsblog.it/a/a74/gatto-exotic-shorthair.jpg" alt="Gatto exotic shorthair, squama di tartaruga" align="center" size="large" id="142251"]

Cosa differenzia la dieta del gatto con pancreatite dall'alimentazione normale?

Quando si parla di pancreatite nel gatto, soprattutto di pancreatite acuta, è sempre difficile affrontare il discorso dieta ed alimentazione. Questo perché stiamo parlando della forma acuta, quella più grave e con le lesioni più importanti al pancreas, non della forma cronica. Il fatto è che la pancreatite del gatto è leggermente differente da quella del cane, quindi anche le indicazioni per la dieta sono un po' diverse. In questi casi sorge la diatriba: digiuno sì o no? E se sì, per quanto? E se no, cosa dargli da mangiare? La risposta è solo apparentemente facile.

Pancreatite nel gatto: digiuno sì o no?

Di base in caso di pancreatite la risposta generica sarebbe: teniamo l'animale a digiuno per 3-5 giorni per evitare di stimolare ulteriormente il pancreas. Mossa perfettamente logica, non fosse che il gatto che arriva in pancreatite molto probabilmente è già anoressico di suo e quindi tenerlo ulteriormente a digiuno potrebbe non servire a nulla. Anzi, tenerli ancora di più a digiuno potrebbe stimolare ancora di più la lipidosi epatica (che magari è già presente).

Alcuni studi suggeriscono che i gatti con pancreatite anoressici o dimagriti parecchio andrebbero nutriti tramite sonda da gastrostomia per l'alimentazione enterale, cosa però non consigliata in caso di vomito che non si riesce a bloccare o di ascite.

Nei casi di gatti con questo tipo di vomito, si passa alle sonde da digiunostomia o alla nutrizione parenterale totale. Si tratta, come capirete, di tecniche che richiedono una gestione perfetta, altrimenti si rischia di fare più danno che altro.

Pancreatite nel gatto: cibo e alimentazione?

Parlando di pancreatite cronica con gatti che non vomitano come l'esorcista, la dieta più semplice da gestire in questi casi è quella commerciale apposita: è formulata in modo da non stimolare eccessivamente il pancreas, da garantire un corretto metabolismo e da coprire comunque i fabbisogni nutrizionali dei gatti, in virtù anche di tutti i danni al metabolismo e alla mucosa intestinale provocati secondariamente dalla pancreatite. I prodotti morbidi o liquidi per uso umano e veterinario andrebbero utilizzati con oculatezza perché tendono a contenere parecchi grassi e rallentano lo svuotamento dello stomaco. Inoltre i prodotti uso umano hanno poche proteine, sono carenti di arginina e, soprattutto, non hanno taurina, mandando così i gatti in carenza in poco tempo.

Discorso analogo per le proteine: bisogna evitare cibi troppo proteici per non sovraccaricare il pancreas, ma non è neanche pensabile una dieta senza proteine, non sarebbe fattibile.

In questi casi se si vuole una dieta casalinga per la pancreatite, bisognerà valutare con un veterinario nutrizionista se sia fattibile: il rischio del fai-da-te in questo caso è di far peggiorare rapidamente il gatto, peggiorando ulteriormente le sue condizioni corporee.

Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | iStock

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