Parvovirosi canina sintomi: cura e incubazione

Andiamo a fare conoscenza con la Parvovirosi canina, le cause, i sintomi, la cura e l'incubazione. Si tratta di una delle malattie più temute da proprietari, allevatori e veterinari, in quanto capace di portare a morte il nostro amato cucciolo in breve tempo. La patologia è provocata da un DNA-virus appartenente alla famiglia Parvoviridae, il CPV-2, distinto in CPV-2a e CPV-2b.

In realtà esiste anche un altro virus, il CPV-1, responsabile o di forme di diarrea lieve, ma anche di forme di diarrea e vomito più grave, con dispnea che possono provocare la morte del cucciolo, che spesso viene definito come defedato. Noi però ci preoccuperemo in questo articolo di parlare della enterite da Parvovirus nel cane.

Cuccioli cane

Prima di tutto, questa patologia è nota fin dalla fine degli anni Settanta. Il CPV-2 è capace di resistere sugli oggetti come vestiti e ciotole per anche più di cinque mesi. Questa sua capacità di resistenza nell'ambiente unita alla sua alta contagiosità, spesso determina epidemie mortali fra i cuccioli. Come fa però il cucciolo a contrarre questa malattia? Ci sono due modalità di trasmissione:


  • orizzontale: tramite contatto diretto con feci contaminate, ma anche vestiti, apparecchiature mediche, insetti e roditori possono fungere da vettori. Persino il pelo del cane può portare con sé il virus per lunghi periodi
  • verticale: è la madre infetta a trasmettere al feto la patologia

Per quanto riguarda il periodo di incubazione del CPV-2, in media si è visto che è di 7-14 giorni, ma sperimentalmente si può ridurre anche a 4-5 giorni. Sono più colpiti i cuccioli fra i 30 giorni e i 3 mesi di vita, anche se in realtà forme acute possono colpire cani di qualsiasi razza, sesso ed età. Tuttavia sembra che alcune razze come il Rottweiler, i Labrador, i Dobermann, i Pastori tedeschi, gli Alaskan malamute e gli American Staffordshire terrier siano più sensibili.

Sintomi

Cucciolo cane in gabbia

Fondamentalmente la Parvovirosi colpisce o l'apparato gastroenterico o il miocardio. La malattia può avere un decorso inapparente, lieve o acuta e mortale, molto dipende dall'età del cucciolo, dallo stato del suo sistema immunitario, dalla razza.

I sintomi più comuni di Parvovirosi sono:

Enterite parvovirale


  • vomito grave

  • diarrea con feci liquide, giallo-grigiastre con forte presenza di sangue che provoca un odore caratteristico

  • anoressia

  • disidratazione

  • febbre alta, anche 40-41°

  • leucopenia

  • morte anche in due giorni, per infezioni secondarie e CID (Coagulazione Intravasale Disseminata)

  • raramente sintomi neurologici, ma non provocati direttamente dal virus, bensì dalla CID che causa emorragie nel Sistema Nervoso Centrale o dall'ipoglicemia

Miocardite

Questo tipo di infezione si sviluppa o quando la madre trasmette la malattia durante la vita intra uterina o quando i cuccioli si infettano a età inferiore alle 8 settimane di vita. Occhio che in questo caso spesso vengono colpiti tutti i cuccioli della cucciolata e che si può sviluppare o subito una forma miocardica o a seguito di una forma enterica. I sintomi sono:


  • morte improvvisa

  • episodio breve di dispnea, lamenti, conati di vomito e morte

  • insufficienza cardiaca congestizia, preceduta o meno da lieve diarrea, che si manifesta in cuccioli fra le 6 settimane e i 6 mesi di vita

Diagnosi


Cane malato

Parliamo ora brevemente della diagnosi di Parvovirosi. Prima di tutto si basa sui sintomi: se è vero che una diarrea emorragica maleodorante improvvisa in un cucciolo possa avere anche altre cause, un campanellino d'allarme lo fa venire. Poi si può preocedere in diversi modi. Ci sono dei test Elisa che valutano la presenza della malattia sulle feci, solo che il periodo di disseminazione fecale dura massimo 10-12 giorni dopo l'insorgenza della malattia, quindi contate 5-7 giorni da quando la malattia è manifesta. Attenzione che se salta fuori una positività, ma il cucciolo è stato vaccinato con un vaccino attenuato ci può essere una falsa positività. E poi si possono cercare gli anticorpi nel sangue, ma deve esserci stata la sieroconversione.

Se è possibile, si può procedere anche con esami ematologici completi con emocromo e biochimico, però spesso i cuccioli sono così defedati da causare qualche problema ad effettuare un prelievo. E ovviamente, se si ha una cucciolata con cagnolini morti per un sospetto di Parvovirosi, si può portare il corpo all'Istituto Zooprofilattico dove effettueranno autopsia ed esami istologici sui tessuti.

Cura e terapia


Cane vaccinazione

Il guaio della Parvovirosi è che, essendo una malattia virale, non esiste una terapia specifica. Inoltre la malattia nella maggior parte dei casi è mortale, anche quando viene adottata la terapia di sostengo. Quindi scopo della cura è quello di sostenere l'organismo del cucciolo nell'attesa che il virus faccia il suo decorso. Bisognerà di sicuro correggere la disidratazione, valutando però bene di non esagerare a causa della possibilità di sviluppare edema polmonare per i troppi fludi associati a una perdita di albumine con la diarrea. Si aggiungono poi antibiotici per le infezioni secondari, prodotti per tenere sotto controllo, nei limiti del possibile, il vomito e la diarrea.

Inoltre quando si riesce a bloccare il vomito e la diarrea, il veterinario valuterà se fare osservare un periodo di digiuno con introduzione graduale del cibo e dell'acqua.

Prevenzione e profilassi


Cucciolo di cane in auto

Visto che il detto 'prevenire è meglio che curare' ha sempre una sua validità, prima di tutto non bisogna mai e poi mai prendere cuccioli che arrivano dall'Est Europa: lì è quasi garantito beccarsi una qualche patologia potenzialmente fatale.

Poi bisognerebbe evitare di far camminare cuccioli non vaccinati dove possono passare cani malati: il rischio è troppo alto. E poi ricordatevi di seguire fedelmente il programma vaccinale che vi propone il vostro veterinario: è fondamentale per evitare che si scatenino epidemie di Parvovirosi.

Se poi avete avuto in casa un cucciolo che è purtroppo morto di Parvorirosi, non cedete alla tentazione di prenderne subito un altro: il virus persiste nell'ambiente per mesi e mesi, quindi conviene disinfettare con ipoclorito di sodio più e più volte, per tempi prolungati.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | AmazonCARES - BabyEksy - Kiwi NZ - Veterinary Pet Insurance (VPI) - Official U.S. Navy Imagery

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