Gattari da legare: Quando il bricolage lascia il segno

wet paintUn paio di settimane fa vi scrissi di come trascorro le feste: mangiando. Un'altra attività, però, è quella della manutenzione della casa: più fa freddo e sono stanca, più provo un'intollerabile compulsione a passare l'impregnante a cera sulle imposte esterne. Come ogni mia occupazione, anche questa implica un'attiva partecipazione dei gatti.

Le cose si svolgono più o meno con quest'ordine: preparo i pennelli, apro il barattolo della vernice e cerco di metterla in salvo dai gatti. Questa mia illusoria convinzione, fa sí che mi rilassi. Nel momento in cui i miei muscoli si distendono, parte l'avanguardia felina, che tasta il terreno (e il barattolo) spingendo il vischioso liquido fino al limite estremo del tavolo che lo ospita. Distratta dall'imminente sciagura, non mi accorgo che le retrovie hanno rubato dei pennelli che imitavano alla perfezione degli aggressivissimi sorci: come non confondersi!

Con i pennelli in tasca e il barattolo in mano, comincio a stendere quel caramello puzzolente; finita la seconda anta, mi rendo conto che sulla prima c'è una strana impronta. Come su di una pietra fossile, scorgo impresso nella vernice il fianco di un mammifero di dimensioni medie, chiaramente sovrappeso e con peli rossi, a giudicare dai resti. Più in là, un'improntina prova con estrema chiarezza che il mammifero in questione aveva dei polpastrelli meravigliosi che strapperebbero morsi al paleontologo più duro.

Non importa se l'anta è rovinata: la mia galleria dei gatti è meglio della Walk of Fame. Sui miei muri e sulle porte hanno lasciato l'impronta artisti della bellezza e icone dell'eleganza, a imperitura memoria: a Graziella con amore, i suoi gatti.

Foto | Flickr

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