Peticure per gatti: il consiglio del veterinario

gatto unghieCredo proprio che in Giappone se la spassino dalla mattina alla sera e l'unico passatempo sia quello di pensarne sempre una più del diavolo, soprattutto in tema di animali. Così, facendo un giro in rete, ho trovato storie di persone, con gli occhi a mandorla, intente ad "abbellire" il proprio gatto sconfinando nella peticure (storpiatura di manicure al serivizio dei pets) per Micio. I sociologi ne parlano come fosse una moda, ma chi quel briciolo di sale che ha in zucca non se l'è giocato su qualche pietanza, potrà notare da solo che applicare unghie finte e colorate sulle zampe del gatto è quanto di più disonorevole possa accadere al malcapitato.

Si trovano in diversi colori e misure, pare perfino che vadano addirittura a ruba, ma qual è lo scopo di applicare delle unghie finte al proprio gatto? Oltre ad una questione puramente estetica, i padroni che le hanno comprate giurano servano a scoraggiare che graffi mobili, divani e poltrone. Ecco allora provvidenziale il consiglio del medico veterinario comporamentalista Raimondo Colangeli, presidente SISCA:

In fondo basta qualcosa di meno invasivo per raggiungere l'obiettivo: grattini, stuoie di cocco o legno di quercetta da posizionare nei pressi della zona in cui dorme il gatto, che tende a marcare il suo territorio strusciando con le guance del muso sugli oggetti fissi (soprattutto stipiti delle porte) o procedendo per graffiatura, quindi comunicando visivamente ed emettendo un feromone, mediante i suoi polpastrelli.

Foto | Irispets

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