Petsblog Il veterinario di Petsblog Come portare un campione di feci o di urine al veterinario

Come portare un campione di feci o di urine al veterinario

Come portare un campione di feci o di urine al veterinario

L’idea per questo post mi è venuta osservando dopo anni di pratica clinica i contenitori e le quantità di reperti fecali e urinari portati al veterinario per le analisi: si va da un estremo all’altro, molto spesso bisogna spiegare nel dettaglio come vanno raccolti e conservate, quindi ecco un articolo promemoria per ricordarvi cosa dovete fare.

Raccolta e conservazione del campione di feci

La situazione è questa: il veterinario vi chiede di portargli un campione di feci per analizzarlo, panico e sgomento, come raccoglierlo? Quanto raccoglierne? Dove tenerlo? Rispondiamo a ognuna di queste domande:

Come raccogliere un campione di feci

La parte più facile è raccogliere il campione di feci: portate il cane a spasso, il cane defeca e raccogliete le feci. Potete fare in diversi modi: portarvi appresso un guanto usa e getta, infilarlo nella mano, raccogliere le feci e ribaltare il guanto al contrario. In questo modo avrete già il campione racchiuso in un contenitore di fortuna.

Potete raccogliere le feci con l’apposita paletta che in teoria ogni proprietario di cani dovrebbe avere quando porta a fare una passeggiata il cane, dotato dell’apposito sacchettino: anche questo va bene per portare le feci dal veterinario.

Potete raccogliere le feci con un pezzo di carta o di giornale e poi successivamente infilarle dentro a un contenitore. Come potete vedere le metodiche sono diverse. Nel gatto che vive in casa, invece, basta semplicemente raccoglierle dalla cassettina, per il gatto che vive fuori è più difficile, in quanto non si sa dove vada a sporcare: in questo caso l’unica soluzione è chiuderlo in casa, aspettare che defechi e poi liberarlo di nuovo.

Un ultima cosa: se la diarrea è liquida, è inutile portare uno straccio macchiato di feci che sembrano acqua e pretendere che da lì il veterinario faccia un esame delle feci. Cosa fa, strizza la carta o il panno? Idem come sopra se il gatto fa diarrea liquida e portate al veterinario un grumo di sabbietta bagnata di feci liquide: ricordatevi che si devono analizzare le feci, non i granelli della sabbietta.

Quanta raccoglierne

Questa è la parte che preferisco. Qui si va da un estremo all’altro: ci sono proprietari che ti portano un minuscolo pezzettino e altri che ti portano in bidoni formato famiglia l’intera produzione settimanale di feci del proprio cane. Per fare un esame delle feci non serve un chilo di cacca, ne basta una quantità decisamente più discreta: diciamo che cinque centimetri di cacca bastano e avanzano.

Dove tenerle

Prima di tutto non andate a comprare le provette ad uso umano per la raccolta delle feci, non spendete soldi inutilmente: per un esame delle feci a fresco o per arricchimento non serve la raccolta sterile delle feci, in quest’ultimo caso il veterinario vi avverte prima e si deve procedere in altro modo.

La cosa più semplice è più pratica per il veterinario è un pezzettino discreto di cacca avvolto in un po’ di carta stagnola, tutto qui. Oppure un bicchierino di carta chiuso con un elastico e un pezzo di stagnola. Se proprio dovete usare un barattolo, per favore, non usatene uno lungo e dal collo stretto che per andare a recuperare il pezzo di cacca in fondo bisogna inserire tutta la mano: va bene che i veterinari non si schifano di niente, ma quando ti trovi il dito incastrato nel suddetto barattolino non è per niente piacevole.

Un ultima cosa: le feci non tornano in vita, non scappano dal barattolino. Capisco che non volete che la cacca si rovesci per tutta la macchina, ma quando ti capita di dover litigare con un campione di feci che nell’ordine è stato:

  • raccolto con un pezzo di carta scottex
  • la suddetta carta è stata strettamente avvolta su sé stessa
  • sempre questa carta è stata incerottata da tutti i lati possibili e immaginabili
  • inserita in un foglio di carta giornale
  • carta giornale a sua volta incerottata
  • il tutto messo dentro a un sacchetto di quelli per congelare gli alimenti
  • chiuso con un elastico e svariati giri di cerotti
  • messo ancora in un sacchettino

ti viene da chiederti: ma dove mai potrebbe scappare questo pezzettino di cacca? Non sto scherzando, a volte passi più tempo a spacchettare le feci, tagliare strati di carta, scottex, sacchettini e cerotti vari che non a fare l’esame delle feci.

Ricordatevi poi che una volta raccolte devono essere portate al più presto dal veterinario, secche di giorni fa non servono a nulla. Se non le potete portare subito, vanno tenute in frigorifero.

Raccolta e conservazione del campione di urine

Seconda situazione, decisamente più drammatica della precedente: la raccolta delle urine e successivo trasporto dal veterinario. Qui la situazione in effetti si complica.

Come raccogliere un campione di urina

Ok, qui in effetti le cose si complicano. Dunque, parliamo prima del cane. Se il cane fa pipì sull’asfalto, basta raccogliere l’urina con una siringa e lasciandola lì dentro portarla subito dal veterinario. Ovviamente non funziona se fate fare pipì al cane sull’erba perché viene assorbita subito.

Visto che ci sono cani che urinano solo sull’erba, allora la soluzione in questi casi è tenere a portata di mano un piatto di carta o un bicchiere di carta, dipende da quanto è alto il cane e nel momento in cui urina, con calma, mettere i suddetti oggetti sotto al getto, in modo da raccogliere l’urina. Mi raccomando: fate tutto con calma, altrimenti il cane si spaventa e non riuscirete a raccoglierla.

Con il gatto, il trucco sta nel sostituire la lettiera solita (che assorbe l’urina) o con gli appositi kit per la raccolta delle urine che vendono nei negozi per animali (trattasi in pratica di una sabbia di plastica che non assorbe le urine) o con delle lenticchie secche, anche queste non assorbono le urine. Poi con una siringa si raccoglie l’urina. Se il gatto vive fuori, ovviamente bisognerà tenerlo dentro fino a quando non urinerà.

Quanta raccoglierne

Dunque, i sacri testi dicono che bisogna standardizzare la quantità di urina da analizzare e quindi anche quella raccolta. Qui si parla di 5 millilitri. Purtroppo i sacri testi non hanno preso in considerazione il fatto che non tutti i cani sono alani e che a volte i gatti è già tanto se ti danno uno schizzo di urina.

Direi che un buon compromesso potrebbe essere almeno 1 millilitro di urina: con questo si riesce a fare un esame delle urine completo con sedimento. Se arrivate a 5 millilitri ancora meglio, di più direi che diventa eccessiva: a volte arrivano i barattoli per la raccolta delle urine umane strapiene di urina, così è un po’ troppo.

Se si hanno meno di un millilitro di urina, allora bisogna essere molto abili a non sprecare neanche una goccia e se si hanno solo poche gocce, scordatevi del sedimento, già tanto se si riesce a fare la striscia reattiva.

Dove tenerla

Questa sezione per le urine riveste una particolare importanza. Se è vero che non serve comprare le provette sterili in farmacia perché l’esame delle urine di base non è un batteriologico (se il veterinario decide di fare un batteriologico, bisogna prelevare le urine in modo sterile e ve lo direbbe prima), portare il campione di urina in un barattolo di marmellata o di alici sotto sale, per quanto ben lavati, non è una buona idea: i precedenti inquilini del barattolo, la marmellata e le alici, potrebbero aver comunque lasciato dei residui e quindi si altera la lettura della striscia reattiva. Soprattutto per quanto riguarda la presenza di glucosio nelle urine e il pH.

La cosa più semplice è lasciare l’urina nella siringa nella quale l’avrete raccolta, poi ci penserà il veterinario a gestirla. Oppure potete sempre metterla in un bicchierino di carta, occhio qui a non rovesciarla però. Vale poi sempre la regola di portare il campione più fresco possibile dal veterinario, pena l’aumento dei batteri e l’alterazione della lettura: se non potete andare subito dal veterinario, tenetele in frigo.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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